Rolls Royce di Achille Lauro a Sanremo tra plagi e droga, troppe chiacchiere per una trasgressione inesistente

Rolls Royce di Achille Lauro a Sanremo genera chiacchiere assurde su presunti plagi e inni alla droga che non esistono.

Rolls Royce di Achille Lauro a Sanremo sembra generare polemiche forzate, dalle quali si dichiara estraneo anche il trapper romano che ha debuttato sul palco del Teatro Ariston nella prima serata del 5 febbraio nella quale si sono esibiti tutti gli artisti in gara.

La prima esibizione non è stata sicuramente tra le migliori, ma nemmeno quella che ci si aspettava da un personaggio controverso come quello al quale ci abituati in questo periodo che ha dedicato alla trap e nel quale ha più volte fatto parlare di sé per i testi della canzoni e per la sua maniera di interpretarli.

Sul palco dell’Ariston, Achille Lauro si presenta con un brano che non ha niente di trasgressivo ma che viene immediatamente tacciato di plagio. Si scomodano addirittura gli Smashing Pumpkins con 1979. L’artista smentisce categoricamente queste voci ma ringrazia per il paragone.

Non contento della prima sparata che si è rivelata un buco nell’acqua, qualcuno ha anche parlato di un chiaro riferimento del brano in gara alla droga, alludendo al fatto che il titolo del brano si riferisse a un particolare tipo di sostanza stupefacente sintetica e che ne incoraggiasse il consumo.

La nuova smentita arriva ancora dall’artista, che ammette di non conoscere questo tipo di sostanza, spiegando ancora una volta il significato del suo brano in gara e per il quale è stato tirato in causa con motivazioni a dir poco ridicole.

“Io non ho mai sentito neanche parlare di questa cosa, la Rolls Royce è l’icona principale e mondiale di eleganza, ed è a questo che mi sono ispirato”.

La voce è stata messa in giro da un recente servizio mandato in onda da Striscia La Notizia nel quale si alluderebbe a un particolare tipo di MDMA che viene commercializzata illegalmente e nelle cui compresse è impressa la parola Rolls Royce.

Insomma, parlare di Achille Lauro fa gioco anche quando non c’è assolutamente niente da dire. Il carattere controverso del personaggio non è emerso sul palco dell’Ariston, nel quale si è presentato come gli altri artisti in gara con un brano che può piacere o non piacere ma che non desta alcun interesse in termini di “trasgressione”.

E chi se ne importa se il testo non è impegnato, se non ci sono parolacce e se LA DROGA NON ESISTE nel testo scritto peraltro da altre penne note alla musica italiana che hanno già preso parte alla manifestazione canora principessa della riviera.

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