Sag Awards 2019, trionfano Rami Malek e Glenn Close. E “Black Panther” fa la storia

Conferme e sorprese al premio del sindacato degli attori. Nelle categorie per il cinema trionfano l'attore di "Bohemian Rhapsody" e Glenn Close. Deludono "A Star is Born" e "La Favorita". Di grande rilievo la statuetta per il miglior cast a "Black Panther".

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Sono Rami Malek e Glenn Close i trionfatori dei Sag Awards 2019, vincitori dei premi come migliori attori. Ma è Black Panther a fare la storia, con il riconoscimento per il miglior cast, praticamente il corrispettivo della statuetta per il miglior film agli Oscar. Si tratta del primo film di supereroi capace di aggiudicarsi un riconoscimento di questo peso, un film all black che è stato non solo il vero blockbuster della stagione americana, ma uno straordinario caso di politica e costume. Questi, in sostanza, i principali responsi dei Sag Awards 2019, che tracciano una linea importante in ottica Oscar.

Andiamo con ordine, ripercorrendo la serata che si è svolta allo Shrine Auditorium di Los Angeles ieri sera (stanotte in Italia), presentata dall’attrice Megan Mullally, 25esima edizione del premio assegnato dall’influente sindacato degli attori, che dal 1995 indicano i migliori attori di cinema e tv. I Sag Awards si sono velocemente imposti come uno dei più importanti premi dello spettacolo americano, un gradino al di sotto soltanto di Oscar, Golden Globes ed Emmy. La statuetta, detta affettuosamente “The Actor”, che riproduce un uomo con in mano le due maschere della commedia e della tragedia, è giustamente ambitissima.

Rami Malek innanzitutto: dopo i Golden Globes, il suo Freddy Mercury di Bohemian Rhapsody vince la statuetta per il miglior attore anche ai Sag Awards 2019, sbaragliando una concorrenza agguerritissima, su tutti l’atteso Christian Bale di Vice – L’uomo nell’ombra. “Nemmeno nei miei sogni più fantasiosi avrei mai pensato di potere essere nominato in questa categoria accanto ad attori così straordinari – ha detto Malek -, ringrazio Freddy Mercury, mi ha dato la forza, facendomi capire quanto sia importante sapersi fare avanti, per vivere la vita migliore possibile, essendo quello che vuoi essere e ottenendo i risultati che desideri. Anche questo premio è per lui”.

Un’altra conferma dopo i Golden Globes è quella di Glenn Close. Dopo ben 7 nomination tra tv e cinema e una sola vittoria per la tv, finalmente ottiene il riconoscimento come migliore attrice per il cinema con The Wife – Vivere nell’ombra. Nel discorso di ringraziamento fa una citazione particolare per l’altro attore protagonista Jonathan Price, “perché non può esistere una moglie senza un marito”. E ricorda che la forza del cinema, l’unica arte che riesce a fare questo con tale intensità, sta nella sua capacità di riprodurre, tra attore e spettatore, l’intimità del rapporto umano, “due occhi che guardano altri due occhi”.

Una conferma e una sorpresa per i migliori attori non protagonisti. La conferma è Mahershala Ali, che vinche per il suo ruolo del pianista nero Don Shirley in Green Book. Ed è il secondo successo personale nella medesima categoria, dopo quello ottenuto due anni fa per Moonlight. Tra i ringraziamenti quello più speciale è indirizzato al partner Viggo Mortensen, con cui si è creata una chimica straordinaria, uno dei motivi principali del successo del film: “Viggo, è stato un grande onore lavorare con te, sei un attore fantastico e una persona meravigliosa”.

La sorpresa invece è stata Emily Blunt. Non ha vinto per la candidatura come migliore attrice per Il ritorno di Mary Poppins, ma nessuno se l’aspettava. E allora si è rifatta con il riconoscimento per la non protagonista in A Quiet Place – Un posto tranquillo, il primo premio importante per il cinema della sua carriera. “Sono emozionatissima, senza parole e impreparata” ha detto, rivolgendosi poi tra il serio e il faceto al marito John Krasinski, regista e coprotagonista nel film: “Ti ringrazio davvero per avermi dato la parte, saresti finito nei guai se non lo avessi fatto. Lo sai che non avevi scelta!”.

È stato il protagonista Chadwick Boseman a prendere la parola per ricevere l’ultimo premio dei Sag Awards 2019, il più atteso, il “The Actor” per il miglior cast a Black Panther. Ed è un risultato di grande significato nella storia del cinema americano per le ragioni già accennate. Un premio che ha un sapore politico, trattandosi di un film diretto da un regista di colore, Ryan Coogler, e interpretato da un cast all black. Ed è infatti proprio questo che si chiede Boseman nel suo lungo discorso, confidando nel fatto che un riconoscimento simile rappresenti un forte segnale di cambiamento nell’industria del cinema, affinche sia data sempre più possibilità di esprimersi ad artisti “giovani, di talento e neri”. Come il gruppo di Black Panther che, ha aggiunto Boseman, “ha lavorato insieme per dare vita a un mondo che esemplifica il mondo come noi vorremmo che fosse”.

E adesso le grandi delusioni dei Sag Awards 2019. Che si chiamano A Star is Born e La Favorita. Sorprende fino a un certo punto che siano tornati a mani vuote Bradley Cooper e Lady Gaga, che non erano dati tra i più accreditati pretendenti, e anche in chiave Oscar le loro quotazioni si affievoliscono sempre piu. Desta invece sorpresa che non abbia vinto nulla il film in costume di Yorgos Lanthimos, perché il suo straordinario terzetto di attrici, la protagonista Olivia Colman e le coprotagoniste Rachel Weisz ed Emma Stone erano nel radar degli esperti come pretendenti accreditate. E invece è stato un nulla di fatto. Nulla di fatto anche per un terzo film, Vice – L’uomo nell’ombra, che aveva due nomination pesanti, a Christian Bale e a Amy Adams come non protagonista. Soprende in particolare lo scarso feeling della Adams, una delle migliori attrici della sua generazione, con i grandi premi: solo i Golden Globes ne hanno riconosciuto il talento, omaggiandola due volte, mentre è sempre rimasta all’asciutto tanto ai Sag Awards che agli Oscar.

In chiusura, ricordiamo alcuni dati statistici di non poco conto. I Sag Awards hanno la meritata fama di essere un affidabile termometro in chiave Oscar: nelle precedenti 24 edizioni sono stati in grado di prevedere per ben 65 volte su 96 i vincitori dell’Academy nelle quattro categorie individuali principali. E 11 volte su 23, il film che ha vinto il riconoscimento per il miglior cast ha poi vinto l’Oscar come miglior film (l’ultima volta è accaduto con Il caso Spotlight nel 2016). L’anno scorso, per dire, i Sag Awards hanno previsto tutti e quattro i vincitori dell’Oscar nelle categorie individuali. Sono tutti avvisati.

Clicca qui per conoscere i vincitori delle serie tv dei Sag Awards 2019

Riepiloghiamo tutti i vincitori e le nomination dei Sag Awards 2019 nelle categorie dedicate al cinema.

MIGLIOR CAST
A Star is Born
Balck Panther [Vincitore]
BlacKkKlansman
Bohemia Rhaposdy
Crazy & Rich

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Glenn Close, The Wife – Vivere nell’ombra [Vincitrice]
Emily Blunt, Il ritorno di Mary Poppins
Olivia Colman, La Favorita
Lady Gaga, A Star Is Born
Melissa McCarthy, Copia originale

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Christian Bale, Vice – L’uomo nell’ombra
Bradley Cooper, A Star Is Born
Rami Malek, Bohemian Rhapsody [Vincitore]
Viggo Mortensen, Green Book
John David Washington, BlacKkKlansman

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Amy Adams – Vice – L’uomo nell’ombra
Emily Blunt – A Quiet Place – Un posto tranquillo [Vincitrice]
Margot Robbie, Maria Regina di Scozia
Emma Stone – La Favorita
Rachel Weisz – La Favorita

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali, Green Book [Vincitore]
Timothee Chalamet, Beautiful Boy
Adam Driver, BlacKkKlansman
Sam Elliott, A Star Is Born
Richard E. Grant, Copia originale

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