Heath Ledger: l’anniversario della morte dell’attore che è impossibile dimenticare

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22 gennaio 2008, una data che nessuno di noi dimenticherà. Quel giorno moriva Heath Ledger, uno degli attori più carismatici e talentuosi degli ultimi anni. A soli 28 anni la sua vita si è fermata, lasciando tutti nell’incredulità totale.

Heath Ledger, con i suoi occhi scuri e quel volto da chi può permettersi ogni cosa, quella notte del 22 gennaio di 11 anni fa non è riuscito a scampare alla morte, avvenuta a causa di una intossicazione provocata dalla combinazione di sonniferi, ansiolitici ed analgesici, tutti regolarmente prescritti.

A farci ricordare Heath Ledger però non è la sua morte, avvenuta decisamente troppo presto, ma tutto quello che ha fatto fino a quel momento e che lo ha reso un attore indimenticabile. Perché ogni anno, il 22 gennaio, non possiamo fare a meno di pensare ad Heath Ledger?

Heat Ledger: la storia del ragazzo d’oro di Hollywood

Una prima risposta può venire dalla sua straordinaria storia: in soli 8 anni Heath Ledger riesce a diventare uno degli attori più richiesti di Hollywood, merito della sua ecletticità e di quel pizzico di follia che solo un ragazzo può avere.

La favola di Heat Ledger, all’anagrafe Heatcliff, proprio come il protagonista di Cime Tempestose, inizia ufficialmente nel 1999, quando viene scelto per 10 cose che odio di te, commedia sentimentale al fianco di Julia Stiles. Quel ruolo gli permette di essere notato e così, l’anno seguente, viene scelto per il suo primo ruolo veramente importante: Gabriel Martin in Il Patriota, dove recita al fianco di Mel Gibson. Proprio quella interpretazione gli permette di vincere il suo primo premio come Male Star of Tomorrow durante gli Showest Award.

Da lì la strada per il giovane australiano è piena di gioie: nel 2001 viene scelto come protagonista di A Knight’s Tale – Il destino di un cavaliere. Qui tutti impariamo a conoscere Heath Ledger e ad amare la sua recitazione, che sembra così naturale da darci l’impressione che non stia affatto interpretando un personaggio. La sua bravura però non gli consente di ottenere ancora la fama, lasciandolo fuori da ruoli importati, come in Moulin Rouge ed Alexander, che invece portano alla ribalta Ewan McGregor e Colin Farrell.

Heat Ledger in Il destino di un Cavaliere

Heath però non si abbatte e continua per la sua strada, fatta di film come Le Quattro Piume, Casanova, La setta dei dannati, I fratelli Grimm e l’incantevole strega,film diretto da Terry Gilliam, che poi si occuperà anche della regia di Parnassus, ultimo film con Heath prima della sua morte, e soprattutto I segreti di Brokeback Mountain, film che finalmente gli consente di ricevere la fama che merita. La sua performance gli fa guadagnare premi su premi, tra cui una candidatura al Golden Globe e all’Oscar come miglior attore protagonista. Non poco per un ragazzo di appena 26 anni. Durante questo periodo iniziò anche una relazione con Michelle Williams, sua collega sul set, con la quale nel 2005 ha la sua unica figlia, Matilda.

Proprio qui qualcosa inizia a rompersi: il successo di Heath Ledger è senza pari, ma rimane fortemente legato a I segreti di Brokeback Mountain. Lui cerca di discostarsi da quel titolo accettando i ruoli più diversi: l’idea funziona per la critica, ma meno per il pubblico.

Heath decide così di prendersi un momento di pausa dal lavoro per stare vicino alla figlia e dalla sua famiglia. A sostenerlo in questo periodo sono Michelle ed i suoi più cari amici, come Jake Gyllenhaal, scelto anche come il padrino della figlia.

Heat Ledger: la fine del sogno

Il momento di svolta è il 2007, quando viene scelto per interpretare Joker in Il Cavaliere Oscuro. Si tratta del suo ruolo più iconico e discusso, nato con non poca fatica. L’ascesa di Joker, come l’ha descritta Charles Roven, produttore del film, è costata tantissimo a Heat Ledger, che per quella parte ha studiato ogni dettaglio. Criticato inizialmente da tutti, Jack Nicholson compreso, Ledger è riuscito a portare sullo schermo un Joker inedito, specchio del suo talento artistico, volutamente diverso da tutte le versioni del personaggio che avevamo conosciuto fino a quel momento.

Per costruire il suo Joker personale, Heath Ledger rimase in una stanza d’albergo per settimane senza vedere nessuno, concentrato ad annotare ogni dettaglio sul suo lavoro. Si focalizzò sugli elementi caratterizzanti di Joker, come il GlasgowSmile, la postura leggermente gobba ed aggressiva e la voce. Per dare il massimo poi si ispirò a fumetti come The Killing Joke e Arkham Asylum, mescolando il tutto con i personaggi di Arancia Meccanica e Sid Vicious dei Sex Pistols. Il risultato, come ha detto Josh Horowitz, è “uno psicopatico senza coscienza delle sue azioni, un sociopatico assoluto”. A Heat questo piaceva molto, tanto da definirlo il ruolo più divertente della sua carriera.

Heat Ledger nelle vesti del Joker

Il merito fu anche del regista Christopher Nolan, che aveva preso il giovane Heath sotto la sua ala protettiva. A lui era data carta bianca su tutto, anche sul trucco del personaggio. Lo stesso Heath aveva comprato prodotti economici per sperimentare gli eventuali diversi make up di Joker, che poi mise in atto insieme al truccatore John Caglione Jr, e che fece vincere a quest’ultimo un Oscar per il miglior trucco.

In quella performance Heath Ledger ha dato tutto se stesso: azioni, voce, movimenti, battute, ma soprattutto anima e cuore. Lì ha inserito la sua frustrazione e la sua passione, facendoci capire come deve essere un attore indimenticabile.  Le critiche di chi pensava avesse una “faccia troppo pulita” per quel ruolo non lo hanno scalfito, ma gli hanno invece permesso di trovare spunti ulteriori per creare un personaggio perfetto. Il Joker di Heath era talmente incisivo da spaventare persino Michael Caine,che nella pellicola interpretava Alfred Pennyworth.

Peccato che il risultato del suo lavoro Heath non lo abbia mai visto. Sarebbe stato felice di ritirare il suo Oscar ed il Golden Globe come Miglior Attore non protagonista.

Proprio qui possiamo trovare la risposta alla nostra domanda. Perché ancora oggi non riusciamo a superare la morte di Heath Ledger o a dimenticarlo? Perché sarebbe come dimenticarsi dell’esistenza stessa del cinema.

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