Deludenti gli ascolti della prima puntata di Adrian di Adriano Celentano, nessuno ci ha capito nulla nonostante il coraggio

Accoglienza tiepida per il debutto, gli ascolti della prima puntata di Adrian di Adriano Celentano e le reazioni social non promettono niente di buono

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Non decollano gli ascolti della prima puntata di Adrian di Adriano Celentano, partita il 21 gennaio con dati deludenti su Canale5, battuta da La Compagnia del Cigno su Rai1: il primo appuntamento con la serie animata del Molleggiato, realizzata con Milo Manara per i disegni, Vincenzo Cerami per i testi e Nicola Piovani per le musiche, ha totalizzato quasi 6 milioni di spettatori (5.997.000 pari al 21.9% di share) per lo show introduttivo da Verona, calando poi nettamente a 4.544.000 spettatori pari al 19.1% con il cartone animato trasmesso dalle 22.12. Su Rai1, invece, la quarta puntata della serie di Ivan Cotroneo ha totalizzato una media di 5.219.000 spettatori pari al 21.4% di share.

In molti, evidentemente delusi dalla performance di Celentano che si è presentato sul palco di Verona solo per un rapidissimo scambio di battute con Natalino Balasso (“Avete pagato per non vedere Celentano?” ha argomentato efficacemente il comico di fronte al pubblico in teatro), non hanno proseguito la visione del cartone animato tanto pubblicizzato nelle ultime settimane, facendo crollare la curva degli ascolti in meno di due ore di messa in onda.

La reazione più comune alla prima puntata di Adrian di Adriano Celentano è stata segnata da incredulità e incomprensione: sui social il pubblico ha accolto straniato l’arrivo della serie animata del Molleggiato su Canale5, preceduta da uno show in diretta dal teatro Camploy di Verona in cui uno scarso ritmo e un’apparizione lampo del cantante hanno deluso i più.

L’introduzione alla serie è stata anticipata da diverse polemiche: il presunto abbandono di Michelle Hunziker per la mancanza di una scaletta e delle prove (secondo quanto riporta Dagospia), i dubbi sulla presenza stessa di Celentano che fino all’ultimo non era scontata, le polemiche suscitate dagli spot promozionali invasivi e dal volume improponibile. Uno scenario che non ha contribuito a generare simpatia nei confronti di questo pur coraggioso esperimento, ma che ha avuto l’effetto di catalizzare l’attenzione sull’esordio.

Sì, perché stando alle reazioni a caldo su Twitter, della prima puntata di Adrian di Adriano Celentano nessuno ha capito nulla e in molti tra quelli che l’hanno guardata hanno smesso poco dopo. “Non sto capendo, cosa stiamo guardando?” è stato uno dei commenti più comuni sui social di fronte allo scarno show introduttivo con Nino Frassica e Natalino Balasso, chiaramente impostato come una metafora per parlare accoglienza e umanità, ma ancor più di fronte al primo episodio del cartone animato ideato, scritto e diretto da Adriano Celentano.

Questa storia ambientata in un inverosimile 2068, in cui lo sviluppo tecnologico fa da contraltare ad una Milano dai palazzi di ringhiera che invece sembra quasi una rappresentazione della via Gluck degli anni ’60, è un racconto un po’ confuso e superficiale di una presunta lotta tra persone comuni e dittature gestite da personaggi improbabili. Tanti i luoghi comuni usati nella sceneggiatura, infarcita di battute “alla Celentano”, di quelle cui ci ha abituati negli anni nei suoi monologhi, ma molto debole nei dialoghi, pieni di tempi morti. Così come lento è il ritmo dell’animazione, che ha suscitato molte ironie in rete. Lo stesso Adrian, un orologiaio ed artigiano che “tiene il tempo” ma riesce a sfuggire agli agenti del governo che lo cercano incessantemente perché considerato un predicatore pericoloso è più una sublimazione del personaggio di Celentano che un protagonista credibile della debolissima storia. Senza considerare qualche strafalcione di troppo come quel “Mafia International” che campeggia sulla rappresentazione del centro direzionale partenopeo nel finale della prima puntata: anche tra quarant’anni, per Manara & Co., Napoli resterà l’emblema della malavita e della monnezza? Un’idea di futuro molto legata al passato.

C’è poi chi non ha apprezzato le nudità e i numerosi riferimenti sessuali che hanno campeggiato sullo schermo per tutta la puntata: Adrian e la sua fidanzata Gilda (Claudia Mori), ritratti come giovani e bellissimi, sono costantemente impegnati a fare l’amore, perlopiù su iniziativa della ragazza ritratta sempre supereccitata e senza vestiti, ma solo chi non conosce la storia di Manara, punta di diamante del fumetto erotico italiano, può stupirsi di questa rappresentazione che è perfettamente in linea col suo stile.

La debolezza del risultato finale non oscura comunque il coraggio nel proporre un format completamente inedito per una tv generalista che fa i suoi picchi d’ascolto coi reality e i people show: Adrian è un prodotto artigianale, per quanto pieno di lacune, che non ha precedenti. Il problema fondamentale è che sicuramente l’esito non giustifica l’investimento milionario di Mediaset (si parla di oltre 20 milioni di costi), che certamente non sarà ripagato dagli ascolti, a giudicare dal tiepido debutto. Fenomeno incompreso o, fantozzianamente parlando, “una cagata pazzesca”? Lo capiremo, forse, coi prossimi episodi – sono ben 9!

Commenti (1):
PAOLA

DOPO GIORNI DI ATTESA UNA DELUSIONE PAZZESCA. E DA ALCUNI CI DOBBIAMO SENTIR DIRE ANCHE CHE NON ACCETTIAMO I CAMBIAMENTI. MA QUESTO QUALCUNO CI VUOLE SPIEGARE CHE COSA ABBIAMO VISTO? ABBIAMO PERSO LE PRIME 2 ORE A GUARDARE TIPO FUMETTO OSCENO CHE PENSO A NESSUNO RIGUARDAVA. CONTENTI VOI !

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