Oscar 2019, l’annuncio delle nomination il 22 gennaio: i pronostici di OM e come seguire la diretta

Martedì prossimo alle ore 5.20 di Los Angeles, le 14.20 in Italia, verranno annunciate le nomination per gli Oscar 2019. Ecco tutti i favoriti di OM per le cinquine: in prima fila "A Star is Born" e "Roma". Diretta italiana su Sky Cinema Uno HD.

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Martedì 22 alle ore 5.20 del mattino, orario di Los Angeles, gli attori Tracee Ellis Ross e Kumail Nanjiani annunceranno le attesissime nomination degli Oscar 2019, le cinquine della 91esima edizione del premio del cinema più prestigioso al mondo. Per gli appassionati italiani sarà possibile seguire la diretta, in streaming sul sito dell’Academy, qui o in tv su Sky Cinema Uno HD, a partire dalle 14.15. Dopo l’annuncio delle candidature, l’appuntamento è per la cerimonia del 24 febbraio, che si svolgerà come da tradizione al Dolby Theatre di Hollywood.

Le polemiche della vigilia

L’Academy of Motion Picture Arts and Science, presieduta dal 2017 dal direttore della fotografia John Bailey, ha già il suo bel da fare nel percorso di avvicinamento agli Oscar 2019. La patata più bollente è quella relativa al presentatore: il designato Kevin Hart ha rinunciato dopo un lungo tiremmolla per lo scandalo scoppiato dopo la ricomparsa di alcuni vecchi tweet omofobi.

Si prospetta l’ipotesi straordinaria di una serata senza presentatore. Negli ultimi giorni The Hollywood Reporter ha svelato che a risolvere la questione potrebbero venire in soccorso i supereroi, ossia l’intero cast degli Avengers, chiamato ad animare i momenti fondamentali della cerimonia. Non sfugga il dato che l’evento negli Stati Uniti viene trasmesso dal canale televisivo ABC, di proprietà della Disney, esattamente come la Marvel cui fa capo il franchise supereroistico.

Altra polemica, quella col sindacato americano degli attori SAG – AFTRA, cui fanno capo i prestigiosi SAG Awards, il premio dedicato agli interpreti, che si svolgerà il 27 gennaio. I rappresentanti degli attori denunciano indebite pressioni da parte dell’Academy proprio per evitare che alcune star partecipino in qualità di presentatori alla cerimonia dei Sag Awards, per assicurarseli in esclusiva agli Oscar 2019.

Insomma, gli Oscar 2019 si preannunciano turbolenti. D’altronde l’Academy è più che abituata a fronteggiare problemi. In questi ultimi anni ha dovuto digerire la polemica #OscarsSoWhite lanciata da Spike Lee, per denunciare l’enorme sottovalutazione delle minoranze nella distribuzione di nomination e premi. E le proteste del movimento MeToo, che dopo lo scandalo Weinstein ha giustamente chiesto a gran voce una maggiore presenza femminile. La risposta dell’Academy è stata molto forte: tra il 2016 e il 2018 sono stati nominati ben 2385 nuovi membri votanti, per riequilibrare il numero di donne, minoranze e giovani, e diminuire la sovrarappresentazione di maschi anziani bianchi, che ovviamente condizionava pesantemente le scelte per i premi. Basti pensare che la presenza femminile è salita al 31%, e al 16% quella delle persone di colore, il doppio rispetto al 2015.

E a proposito di scandali, com’è possibile dimenticare l’incredibile annuncio sbagliato del miglior film nel 2016La La Land al posto del vincitore Moonlight – per un famigerato scambio di busta? L’ultima preoccupazione è legata all’audience: l’edizione del 2018 è stata la meno vista di sempre, 26,5 milioni di spettatori, punto più basso di un trend negativo che dura da quattro anni. Infatti sono cambiati i produttori della serata tv, da Michael De Luca e Jennifer Todd a Donna Gigliotti e Glenn Weiss.

I film favoriti della vigilia

Fatte queste necessarie premesse, veniamo alla domanda che si stanno facendo tutti: quali saranno le nomination degli Oscar 2019? Con OM partecipiamo al grande gioco delle previsioni, pronosticando le cinquine dei candidati nelle categorie principali dei 91esimi premi Oscar. Importanti i risultati dei Golden Globes, sempre più influenti in chiave Oscar. E poi ci sono le cinquine delle nomination dei Sag Awards e degli inglesi Bafta.

I film più attesi. Sono stabili le quotazioni di A Star is Born. È vero che il film diretto e interpretato da Bradley Cooper con Lady Gaga è tornato dai Golden Globes 2019 con un bottino misero che pareva averne ridimensionato le pretese. Ma ci sono le tante segnalazioni in tutti i premi di categoria dei sindacati, dai Sag Awards degli attori ai Dga Awards dei registi. Le nomination dei Bafta, poi, hanno segnato un trionfo proprio per Cooper, che ha collezionato ben cinque candidature personali, produttore, regia, attore, sceneggiatura, compositore. A Star is Born farà certamente incetta di nomination agli Oscar 2019. Se riuscirà a trasformare le candidature in statuette, però, è tutta un’altra questione.

In grande crescita è La Favorita di Yorgos Lanthimos, arcigno regista greco di pessimisti film d’autore, però amatissimo dallo stardom hollywoodiano. Il suo film in costume ha collezionato ben 12 nomination ai Bafta, e può contare su un cast di attrici, Colman, Weisz, Stone, che diranno la loro, ed è certamente tra i papabili in molte categorie tecniche.

Alle nomination degli Oscar 2019 in prima fila anche Bohemian Rhapsody. Il biopic su Freddy Mercury è stato un grande successo al botteghino, amatissimo dal pubblico, anche se meno dalla critica. Ai Golden Globes ha vinto il premio come miglior film drammatico e per il protagonista Rami Malek. E ora è lanciatissimo, viste anche le 7 candidature ai Bafta e quella, importantissima, al miglior cast ai Sag Awards. L’unica macchia è il regista, Bryan Singer, licenziato prima della fine della lavorazione del film e accusato di abusi sessuali su un minorenne. Ai Golden Globes non l’hanno neanche invitato e nessuno l’ha ringraziato. Agli Oscar si comporteranno alla stessa maniera.

Poi c’è Green Book, molto gradito per la sua storia positiva, ispirata a fatti reali, dell’amicizia negli Stati Uniti degli anni Sessanta tra Don Shirley, musicista colto di colore e Tony Vallelonga, bianco italoamericano ruspante. Certe le nomination agli attori, Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Pure qui qualche polemica: la famiglia di Shirley ha detto che il film è pieno di bugie; e lo sceneggiatore Nick Vallelonga, figlio Tony, appena reduce dal Golden Globe personale per la sceneggiatura, ha dovuto chiedere scusa per alcuni vecchi tweet (ancora!) in cui farneticava di “migliaia di musulmani che celebrano l’anniversario dell’11 settembre nel New Jersey”. Ricordiamo che il coprotagonista del film, Mahershala Ali, è musulmano, e il quadro è completo.

Ultimo tra i grandi favoriti, Roma di Alfonso Cuarón, che consente di accennare all’altra questione all’ordine del giorno, Netflix. Riuscirà la piattaforma streaming a entrare definitivamente nel salotto buono della Mecca del cinema? La risposta è sì. Grazie a Roma, Netflix metterà in soffitta tutte le polemiche, il conflitto col festival di Cannes, e potrà fare il pieno di statuette. Potrebbe persino vincere in un colpo solo come miglior film e miglior film straniero, oltre ad avere chances solidissime per regia, sceneggiatura e diverse categorie tecniche.

In coda per le nomination degli Oscar 2019 lasciamo un pugno di film che comunque diranno la loro: Vice – L’uomo nell’ombra, con i suoi protagonisti Christian Bale ed Amy Adams; First Man di Damien Chazelle, il quale non può sperare molto dopo l’abbuffata di La La Land, ma il film farà sentire la sua presenza nelle categorie tecniche; il blockbuster Black Panther, con la sua storia e il cast all black che è diventato il caso politico e di costume dell’anno negli Stati Uniti, un film che probabilmente vincerà poco ma accumulerà nomination; BlackKklansman di Spike Lee, non tanto sorprendentemente ritornato nei radar dell’Academy dopo le tante battaglie e polemiche – gli avevano già dato un Oscar onorario nel 2015. Sembra fuori dai giochi invece Il ritorno di Mary Poppins, nessun Golden Globe e tre striminzite nomination ai Bafta.

nomination degli Oscar 2019

Miglior film

La categoria Miglior film fa storia a sé. L’Academy nel 2009 ha deciso di assegnare le nomination a un numero varabile tra cinque e dieci film, scelti tra quelli capaci di raggiungere un determinato numero di voti da parte dei giurati. Di solito il numero dei candidati oscilla tra 8 e 9. La lista quindi in questo caso finisce per essere abbastanza inclusiva, con tutti i favoriti d’obbligo, da A Star is Born a Black Panther. Segnaliamo le assenze più rilevanti piuttosto, che a nostro avviso saranno Il ritorno di Mary Poppins e Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins. Crediamo invece che, alla fine, First Man – Il primo uomo di Chazelle riuscirà a rientrare nel novero dei candidati.

BlacKkKlansman, Sean McKittrick, Jason Blum, Raymond Mansfield, Shaun Redick, Jordan Peele, Spike Lee
Black Panther, Kevin Feige
Bohemian Rhapsody, Graham King and Jim Beach
La Favorita, Ceci Dempsey, Ed Guiney, Yorgos Lanthimos, Lee Magiday
Green Book, Jim Burke, Charles B. Wessler, Brian Currie, Peter Farrelly, Nick Vallelonga
Roma, Nicolás Celis, Alfonso Cuarón, Gabriela Rodriguez
A Star Is Born, Bill Gerber, Bradley Cooper, Lynette Howell Taylor
Vice – L’uomo nell’ombra, Brad Pitt, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Will Ferrell, Adam McKay, Kevin Messick
First Man – Il primo uomo, Wick Godfrey, Marty Bowen, Isaac Klausner, Damien Chazelle.

nomination degli Oscar 2019

Migliore attrice protagonista

Emily Blunt, Il ritorno di Mary Poppins
Glenn Close, The Wife – Vivere nell’ombra
Olivia Colman, La Favorita
Lady Gaga, A Star Is Born
Melissa McCarthy, Copia originale

Outsider
Nicole Kidman, Destroyer; Viola Davis, Widows; Joanna Kulig, Cold War; Yalitza Aparicio, Roma.

La cinquina dei Sag Awards è la più probabile per le nomination degli Oscar 2019, confermata anche da Variety e dall’informatissimo Scott Feinberg di The Hollywood Reporter. La Colman è la grande favorita, e la Close, che ha vinto a sorpresa ai Golden Globes, è una candidata molto forte. Quella di Emily Blunt dovrebbe essere anche l’unica nomination di peso per Il ritorno di Mary Poppins. Tra le outsider le ipotesi più stuzzicanti sono Joanna Kulig, protagonista di grande fascino melodrammatico dell’assopigliatutto del cinema europeo Cold War, diretto dal già premio Oscar Paweł Pawlikowski; e la non professionista Yalitza Aparicio, che potrebbe essere trascinata da Roma.

nomination degli Oscar 2019

Migliore attore protagonista

Christian Bale, Vice – L’uomo nell’ombra
Bradley Cooper, A Star Is Born
Rami Malek, Bohemian Rhapsody
Viggo Mortensen, Green Book
Willem Dafoe, Van Gogh – Sulle soglie dell’eternità

Outsider
John David Washington, BlacKkKlansman; Ethan Hawke, First Reformed; Lucas Hedges, Boy Erased – Vite cancellate; John C. Reilly, Stanlio e Ollio; Steve Coogan, Stanlio e Ollio; Ryan Gosling, First Man – Il primo uomo.

I primi quattro nomi sono blindati alle nomination degli Oscar 2019: Bale è il favoritissimo per il suo mimetico Dick Chaney, ottenuto ingrassando e sottoponendosi a sedute di trucco estenuanti. Malek è il suo contendente principale dopo il Golden Globe. Cooper e Mortensen (anche lui ingrassato per fare l’italoamericano) sono pure fuori discussione, anche se difficilmente potranno vincere. Resta il quinto. I Sag Awards hanno optato per John David Washington di BlacKkKlansman, il figlio di Denzel, che anche nell’ottica della rappresentanza delle minoranze ha qualche chance. È piaciuta molto la matura interpretazione del prete in crisi Ethan Hawke in First Reformed di Paul Schrader, ma è un film d’autore che difficilmente potrà issarsi fino alla cinquina. L’altra scelta è il Van Gogh di Willem Dafoe, che ha vinto la Coppa Volpi a Venezia. E come sappiamo, il festival di Venezia porta ormai molto bene in chiave Oscar. Lasciamo qualche speranza agli Stanlio e Ollio di Reilly e Coogan, che sono apparsi in diverse cinquine importanti, dai Globes ai Bafta.

nomination degli Oscar 2019

Migliore regista

Damien Chazelle, First Man – Il primo uomo
Bradley Cooper, A Star Is Born
Alfonso Cuarón, Roma
Spike Lee, BlacKkKlansman
Yorgos Lanthimos, La Favorita

Outsider
Paweł Pawlikowski, Cold War; Adam McKay, Vice – L’uomo nell’ombra; Peter Farrelly, Green Book; Barry Jenkins, Se la strada potesse parlare.

Cuarón e Cooper sono i punti fermi. Yorgos Lanthimos lo sta diventando, anche se è stato snobbato dalla cinquina dei Dga Awards, il premio del sindacato dei registi. A Spike Lee l’Academy deve qualcosa, e quindi la sua presenza nella cinquina diventa probabile, per un film, va detto, che non è certo tra i suoi più memorabili. Il quinto è un bel rebus, con tanti pretendenti. Io spererei non Peter Farrelly, molto quotato e probabilmente in cinquina, perché Green Book è un film furbo e dolciastro; McKay è stato molto più bravo ne La grande scommessa. E diamo qualche credito a Paweł Pawlikowski e Barry Jenkins, che ha vinto tanto, forse, troppo, con Moonlight, e che anche per questo potrebbe uscire molto ridimensionato dagli Oscar 2019.

nomination degli Oscar 2019

Migliore attrice non protagonista

Regina King, Se la strada potesse parlare
Amy Adams, Vice – L’uomo nell’ombra
Claire Foy, First Man – Il primo uomo
Emma Stone, La Favorita
Rachel Weisz, La favorita

Outsider
Emily Blunt, A Quiet Place – Un posto tranquillo; Marina de Tavira, Roma; Michelle Yeoh, Crazy Rich Asians; Linda Cardellini, Green Book; Margot Robbie, Maria Regina di Scozia.

I punti fermi per le nomination degli Oscar 2019 sono Regina King, che ha vinto il Golden Globe, la coppia di La Favorita Stone e Weisz segnalata in tutte le cinquine importanti (Globes, Sag, Bafta), ed Amy Adams, che forse alla sesta nomination (!) finalmente vincerà il meritato Oscar. Per la quinta piazza è battaglia: scegliamo la Claire Foy di First Man, ma un analogo ruolo di moglie in attesa papabile è quello di Lara Cardellini. E, soprattutto, c’è l’Elisabetta I di Margot Robbie, attrice le cui quotazioni dopo Tonya, in cui era veramente brava, sono in grande ascesa.

nomination degli Oscar 2019

Migliore attore non protagonista

Sam Elliot, A Star is Born
Richard E. Grant, Copia originale
Mahershala Ali, Green Book
Adam Driver, BlacKkKlansman
Timothee Chalamet, Beautiful Boy

Outsider
Sam Rockwell, Vice – L’uomo nell’ombra; Lin-Manuel Miranda, Il ritorno di Mary Poppins; Nicholas Hoult, La Favorita.

Questo è il quintetto più probabile, lo stesso dei Sag Awards, con Mahershala Ali favorito per la statuetta e altri nomi assai probabili, Elliot iconico e trascinato dal film, il giovane Chalamet che dopo Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino è amatissimo a Hollywood e il bravissimo Richard E. Grant di un grande film d’attori. Outsiders più accrediti Sam Rockwell, che un Oscar di categoria l’ha già vinto con Tre manifesti a Ebbing, Missouri, e Hoult, unico uomo de La Favorita in mezzo a un cast femminile all star.

nomination degli Oscar 2019

Migliore film straniero

Un affare di famiglia di Hirokazu Kore’eda, Giappone
Cafarnao di Nadine Labaki, Libano
Roma di Alfonso Cuarón, Messico
Cold War di Paweł Pawlikowski , Polonia
Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck, Germania

Outsider
Burning di Lee Chang-dong, Corea del Sud; Birds of Passage di Cristina Gallego e Ciro Guerra, Colombia; The Guilty di Gustav Möller, Danimarca; Ayka di Sergej Dvorcevoj, Kazakistan.

Era già stata annunciata il 19 dicembre la shortlist dei nove finalisti da cui, ahimè, era stato escluso l’italiano Dogman di Matteo Garrone. La cinquina per le nomination degli Oscar 2019 è guidata dal quasi certo vincitore Roma, i cui principali contendenti, con qualche minima chance di vittoria, sono il notevole Un affare di famiglia, che ha vinto il festival di Cannes e Cold War. L’unico nome che potrebbe issarsi nella cinquina è Burning, film in Italia abbastanza sottovalutato, che nei paesi anglosassoni però è uno dei casi critici dell’anno.

nomination degli Oscar 2019

Migliore film d’animazione

Gli Incredibili 2 di Brad Bird
L’isola dei cani di Wes Anderson
Mirai di Mamoru Hosoda
Ralph Spacca Internet di Rich Moore, Phil Johnston
Spider-Man – Un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman

Outsider
I primitivi di Nick Park

Per le nomination degli Oscar 2019 la cinquina più probabile è la stessa dei Golden Globes, con il grande favorito Spider-Man. L’outsider più accreditato, che nel caso sostituirebbe il giapponese Mirai è I primitivi, che è in cinquina negli Annie Awards, il più importante premio dedicato al cinema d’animazione.

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