PlayStation Classic, prezzo più basso: i motivi del mezzo flop Sony

PlayStation Classic può essere bollata come un sonoro flop commerciale. David Jaffe, autore di God of War e Twisted Metal, analizza i motivi del fallimento della mini console Sony

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Negli ultimi anni, i principali attori dell’industria videoludica hanno saputo (anche) giocare con la nostalgia. Quella che, per i gamer più navigati, è capace di portare a galla ricordi in pixel e poligoni di rara bellezza, inanellati in una carriera virtuale che avrebbe sempre il merito di essere raccontata. Spazio allora a remaster e remake – il più atteso del 2019 non può che essere quello di Resident Evil 2 -, così come pure alla riedizioni di diverse console che hanno fatto la storia. Dal Nintendo 8-bit al SNES, passando per NEO GEO e la più recente PlayStation Classic, gli scaffali dei negozi hanno visto risorgere dispositivi da gaming davvero indimenticabili.

Eppure non tutte le console in miniatura hanno ottenuto il successo sperato. Nonostante sulla carta promettesse di sbaragliare ogni record di vendita, proprio PlayStation Classic si è rivelata in realtà un mezzo passo falso per Sony. La versione in piccolo della prima console del colosso nipponico ha infatti deluso le aspettative, vedendo il suo prezzo repentinamente tagliato. A fronte dei 99,99 euro iniziali, ora PlayStation Classic viene proposta da un po’ tutti i rivenditori a 59,99 euro, lasciando intendere che le vendite non sono riuscite a decollare. In tanti hanno cercato di spiegare il fenomeno, tra cui David Jaffe, autore di titoli legati da sempre a doppio filo alla famiglia di console PlayStation.

Uno dei creativi che ci hanno regalato saghe come God of War e Twisted Metal ha quindi puntato il dito soprattutto sulla natura tridimensionale dei 20 giochi preinstallati in PlayStation Classic. Il 3D dei classici a 32-bit sarebbe infatti invecchiato piuttosto male, restituendo un’esperienza a tratti frustrante e poco in linea con quei – bellissimi – ricordi di cui parlavamo. Alle due dimensioni delle minuscole console Nintendo è toccata sorte migliore, con il 2D a risultare divertente ed appagante ancora oggi. Secondo il papà di God of War, dunque, la micro console Sony offrirebbe una concezione di 3D piuttosto antiquata, tenendo anche conto dell’epoca di riferimento in cui praticamente tutti stavano effettuando esperimenti con la grafica tridimensionale.

Inutile ribadirlo, la tesi del buon Jaffe è assolutamente condivisibile. Ma non è l’unica valida. Per chi vi scrive, il più grande difetto di PlayStation Classic è da ricercarsi nella line-up pensata da Sony. Nonostante la presenza di eccellenze come Final Fantasy VII o Resident Evil – e la possibilità di espandere la libreria con mezzi non esattamente legali -, la micro console non è stata in grado di catturare lo spirito della piattaforma originale, a fronte di un catalogo inspiegabilmente risicato e fallace. Non solo, l’interfaccia risulta piuttosto spartana, per un prodotto in cui Sony avrebbe sicuramente dovuto investire di più in termini di dettagli e cura generale. Abbiamo poi la scelta di puntare su un emulatore open source anziché su un software ad hoc come accaduto nel caso di NES e SNES Mini. Chiude il cerchio la fattura non convincente dei due DualShock, sprovvisti di levette e dunque piuttosto scomodi all’utilizzo con determinati titoli.

Voi cosa ne pensate, PlayStation Classic è davvero un mezzo fallimento? Rientra nella vostra collezione geek oppure avete deciso di non acquistarla?

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