Addio NCIS su Rai2? Il direttore Carlo Freccero detesta la serie, ma il suo non è un delirio sovranista (video)

Fa discutere la posizione di Carlo Freccero sulla presenza massiccia di NCIS su Rai2, da mitigare in favore di produzioni italiane

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Addio a NCIS su Rai2 spalmato a tutte le ore tra prime visioni e repliche: la serie non sparirà dal palinsesto della seconda rete Rai, ma la sua presenza sarà perlomeno mitigata, ha annunciato il direttore di Rai2 Carlo Freccero.

In carica da meno di un mese – di ritorno alla guida di quella rete che alla fine degli anni Novanta sotto la sua direzione vantava la satira dei Guzzanti e Luttazzi (che tornerà in onda, ha annunciato), l’informazione di Santoro e l’intrattenimento della Dandini – Freccero ha le idee molto chiare su come procederà in questa seconda parte di stagione di cui ha appena preso le redini, anche se il suo piano editoriale per ora ha un raggio d’azione molto corto.

Nella sua prima conferenza stampa da neodirettore di Rai2, Freccero ha parlato solo dei progetti per i prossimi mesi, rimandando quelli per l’autunno a successivi incontri, anche perché da outsider non sembra convinto della sua permanenza sulla poltrona di direttore: “Sono come De Mita ai tempi di Craxi, ho una scadenza, sono un po’ il De Mita della tv” ha ironizzato in conclusione dell’incontro con la stampa.

Nella sua linea editoriale ci sono tre pilastri fondamentali: più approfondimento ed informazione di qualità, il ritorno di una satira “libera e feroce” e una migliore selezione sul fronte della fiction. E qui arriva il punto dolente per gli appassionati dei polizieschi procedural americani, su tutti NCIS.

Freccero odia la longeva serie CBS e non ne fa mistero, spiega che c’è un contratto in corso con l’emittente per cui non potrà cancellarla dal palinsesto (la sedicesima stagione, come già precedentemente annunciato in sede di presentazione dei palinsesti a giugno, è attesa nei prossimi mesi su Rai2) ma il pubblico potrà scordarsi di vederla occupare massicciamente il palinsesto ogni giorno tra repliche e prime tv.

La notizia era già trapelata qualche giorno prima di Natale, con titoli che parlavano di una nuova Rai2 al passo con le istanze di italianità e sovranismo dell’esecutivo gialloverde: il cambiamento in nome dell’ormai abusato “prima gli italiani” declinato in una strategia di comunicazione che epura il palinsesto dai contenuti più esterofili? In realtà sbaglia chi pensa che quello di Freccero contro NCIS e i polizieschi di quel genere sia un delirio sovranista a mo’ di ringraziamento per la nomina ricevuta nella nuova era del governo M5S-Lega dalla vocazione nazionalista e identitaria. Semplicemente il suo è un discorso di qualità e modelli di comunicazione. Una serie che reitera gli stessi stereotipi sulla lotta al crimine in modo ormai ripetitivo ed antiquato da quindici anni non ha forse più nulla da dire e questo sono in tanti a pensarlo, pure negli Stati Uniti dove ogni anno ci si chiede se sarà l’ultimo per NCIS.

In conferenza stampa Freccero la prende alla lontana, partendo dalla sua esperienza di professore di Scienze della Comunicazione, per poi arrivare al punto vero: la rappresentazione della realtà americana che fa NCIS insieme ai suoi spinoff è fuorviante e ristretta, non ha alcun senso dunque proporla in modo così invasivo ad un pubblico italiano che si auspica sia generalista.

La fiction rappresenta in qualche modo l’immaginario della nostra realtà: oggi la delinquenza è in discesa ma nell’opinione pubblica il problema della sicurezza è percepito come essenziale. Questo è un paradosso che la teoria della coltivazione spiega col fatto che la tv crea in qualche modo dei falsi problemi. Ora, il difetto principale di Rai2 è la presenza massiccia di un telefilm americano in tutte le sue declinazioni: NCIS, io lo detesto, il problema è che c’è un contratto, ma bisogna in qualche modo ammorbidirlo, fare riferimento al magazzino italiano. Le serie NCIS sono prodotti americani fortemente identitari, come se noi in Rai facessimo solo telefilm su poliziotti, carabinieri, finanza eccetera: sarebbe insopportabile, bisogna in qualche modo reintrodurre altri elementi. Parlano di un’America che non mi piace, non quella dell’HBO, ma dell’America provinciale. CMeglio una replica di una fiction italiana che fa poca audience che un telefilm americano che non c’entra nulla. Non è possibile che ci siano telefilm in tutte le declinazioni a tutte le ore del giorno: non va bene! Se farò una tv sovranista? Io faccio la tv, solo la tv.

Ma quello di Freccero non è un rifiuto dei format americani tout court. Anzi, nella stessa conferenza stampa ha polemizzato con Rai1 per aver scippato The Good Doctor a Rai2 (inizialmente la serie era stata acquistata da ABC per essere trasmessa proprio dalla seconda rete dove ora va in replica in attesa della seconda stagione). E solo chi non ricorda la storia di Freccero, la sua continua ricerca di innovazione e sperimentazione da direttore di Rai2 e Rai4 (“lo scantinato digitale“, lo definì all’epoca quando fu relegato in un canale di nicchia), ma ancor prima di Italia1, può pensare che l’avversione per un singolo titolo americano sia un dazio politico.

Freccero è lo stesso che ha plasmato Rai4 dal nulla facendola diventare la prima rete tematica dedicata alla serialità in casa Rai. E ancora oggi lo rivendica orgogliosamente ricordando il clima di censura che aleggiò intorno alla sua direzione per alcune scelte particolarmente coraggiose, come trasmettere dal 2010 la serie Fisica o chimica in fascia protetta portando per la prima volta in Italia un teen drama che parlava apertamente e senza convenzioni di identità sessuale. Freccero è lo stesso che ha imperniato le sue scelte alla ricerca di una tv di qualità ma sempre popolare e mai elitaria, che si è speso per trovare nello scenario della cultura pop dei format genuinamente intelligenti e che fossero precursori di nuovi modi di comunicare. Una storia di cui oggi si fa scudo, ricordando di essere stato tra i primi a portare capolavori della serialità americana in Italia, molto prima che lo facesse la tv satellitare.

Il Pd mi ha relegato a Rai4, mi ha punito ma ho trasformato quella punizione in un modo per conoscere la tv digitale. Ho fatto Sky Altantic prima che la facesse Sky: ho mandato in onda due capolavori come Breaking Bad e Mad Man che Sky ha mandato solo dopo, per cui capite l’avversione che ho per questi poliziotti americani, non sono nel io DNA. Oggi tutti parlano di gay, sono tutti gay, ma quando io ho mandato Fisica e Chimica su Rai4 ho dovuto pagarmi u avvocato per non essere sospeso, è una vergogna: oggi sono tutti pro gay, ma allora mi hanno attaccato, la Rai voleva censurarmi, ho sofferto cose vergognose, vergognose. Fisica e Chimica aveva in germe il fatto che la fiction spagnola era un passo avanti, si guardi oggi a La Casa di Carta. Per averla mandata in onda ho subito processi. Questa è la mia rivincita nei confronti delle nefandezze subite da un potere politico che è ormai è passato, finito.

Il problema non è dunque la serialità americana più commerciale, il problema sono proprio telefilm come NCIS e i suoi simili. Che però dovrebbe comunque tornare in onda in primavera con gli episodi inediti della sedicesima stagione.

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