Nuovo premio al femminismo di Viola Davis, da nera e povera a star in lotta per le donne di colore (video)

Viola Davis premiata tra le donne più influenti dell'intrattenimento da THR: il suo discorso per le donne, in particolare quelle di colore (video)

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Premio Oscar ed Emmy, arrivati in età adulta dopo una carriera tutta in salita, Viola Davis ha ricevuto un ennesimo riconoscimento del suo talento sul palco dell’evento Women in Entertainment Power 100 di The Hollywood Reporter per l’edizione 2018. E l’occasione si è trasformata nell’ennesimo discorso motivazionale dell’attrice contro le discriminazioni ad Hollywood.

Ritirando il suo premio, la Annalise Keating de Le Regole del Delitto Perfetto ora al cinema con Widows ha difeso non solo donne, ma nello specifico le donne nere ricordando come per anni si sia sentita ai margini in un settore in cui – evidentemente – il solo talento non basta per avere pari opportunità di carriera rispetto alle donne caucasiche.

La Davis ha parlato dell’importanza della ricerca della verità nella rappresentazione delle donne di colore e dell’abbattimento dei cliché, un obiettivo che continua a perseguire con la sua casa di produzione fondata insieme al marito Julius Tennon, la JuVee Productions.

Ero stanca di vedere film senza di me e non mi riferisco a me come Viola – voglio dire me in quanto donna di colore. I demoni non sono gargoyle, non sono uomini con il naso a punta, le orecchie… sono i desideri di altre persone che condizionano la tua vita. Le persone che non ti vedono, le persone che ti stereotipano, le persone che si appropriano della tua patologia, della tua complessità, che provano ad abbatterti per rispettare gli standard di una comunità che ne è responsabile, ma che non è la mia. (…) Il mio regalo agli altri è questo: non lasciare che nessuno ti dica chi sei.

La Davis ha invitato tutti ad “abbracciare la verità” sposando una rappresentazione della realtà che includa tutti i colori, tutte le etnie e le culture, obiettivo evidentemente ancora lontano da raggiungere.

Per celebrare il suo ingresso nella acclamata lista di donne di potere nell’intrattenimento stilata annualmente da THR, la Davis ha anche parlato con la ricercatrice Brené Brown rilasciando una profonda intervista in cui non ha esitato a mostrarsi nella sua vulnerabilità.

Non avrei mai pensato di avere il coraggio di essere una leader. Mi sono sempre vista come sbiadita sullo sfondo, mi è stato molto comodo. Ma poi ho letto qualcosa che ho usato in molti dei miei discorsi: ‘Il coraggio è paura detta con le preghiere’. Quindi, quando vedo il coraggio in questo modo, allora dico “Ok, posso essere una leader”.

Guardando indietro alla sua carriera, la Davis ha comunque qualche rimpianto, anche se oggi ha conquistato la consapevolezza di non doversi conformare a nessun altro per dimostrare il proprio talento.

Sto finalmente ammettendo a me stessa che di molti dei lavori che ho fatto in passato, solo perché sapevo che avrebbero migliorato la mia carriera, non sono stata orgogliosa. Mi hanno dato più soldi in banca, hanno alzato il mio status, ma non ci dormivo la notte (…) Ora, a 53 anni, vedo tutto chiaramente. Ad esempio, ho preso peso, ma non mi importa essere carina a tutti i costi: non sono mai stata magra e non sono mai stata carina, non voglio esserlo. Quando sono venuta a Los Angeles, all’improvviso mi interessava essere carina perché sentivo che questo era il mio modo di essere accettata in una comunità più ampia, provenendo dalla povertà, da un passato di invisibilità. Ora, è come se non mi interessasse di quello! E una volta deciso che non mi interessa, mi sento abbastanza bene! Sono più leggera. Ora, non devo entrare nella stanza come farebbe un maschio, e avere un pene finto e sbatterlo sul tavolo e dire: ‘Sono nella stanza ora. Devi ascoltarmi’. Posso essere esattamente come sono e sento che la mia storia, la mia comprensione delle persone, le mie esperienze, la mia vulnerabilità, il mio bisogno di abbracciare le persone, tutta la mia energia femminile, mi renderà potente.

Ecco la sua premiazione con lo Sherry Lansing Leadership Award.

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