Needle – Joni Mitchell, box set “Love has many faces”. Guarda il video!

Perché il vinile è tornato per restare, parola di Red Ronnie!

56
CONDIVISIONI

Ecco una vera opera d’arte che dimostra ulteriormente come il vinile non sia un revival passeggero che ricorda il passato della musica ma un vero futuro prezioso. La Rhino Records, distribuita dalla Warner, ha appena pubblicato in vinile “Love has many faces”, uno splendido box set di JONI MITCHELL, dove la cantautrice canadese ha scelto personalmente i brani, fatto i disegni e scritto la storia all’interno in un prezioso libro. Il sottotitolo ne delinea la divisione dei brani nei vinili: “A quartet, a ballet, waiting to be danced”.

In realtà è una vera danza attorno ai brani di Joni. Non è un caso che  lei abbia dedicato questo lavoro a Kean Maitre e l’Alberta Ballet, con cui la cantautrice ha collaborato nel  progetto “The fiddle and the drum”, contro la guerra e per sensibilizzare sul problema dell’ambiente.

Il box set contiene ben 8 vinili con 12 facciate piene di canzoni e le restanti 4 con incisi suoi disegni.

Joni Mitchell ha avuto una vita davvero movimentata. A nove anni contrae la poliomielite. Inizia a dipingere poi, dopo aver acquistato un ukulele, a comporre musica. Va a Toronto dove si esibisce come cantante folk. A 25 anni dà alla luce una bambina, ma non sta insieme al padre. Chuck Mitchell si innamora di lei, la sposa promettendole di accettare la bambina nata. Non mantiene la promessa e Joni è costretta a darla in adozione. La incontrerà di nuovo tanti anni dopo. Col marito si trasferisce a Detroit e i due iniziano ad esibirsi insieme. Poi si lasciano. Del marito le rimarrà il cognome (quello vero è Joan Anderson).

Joni va a New York, dove non solo si esibisce, ma inizia a scrivere canzoni per altri. Il primo a credere in lei è Tom Rush. In Florida conosce David Crosby, che ha da poco lasciato i Byrds. I due si innamorano. Crosby convince la Reprise a pubblicarle il primo disco. Poi Joni si mette con Graham Nash e con lui va a vivere in California, nel famoso Leurel Canyon, luogo che diventa rifugio di tutte le rock star che fuggono dalla metropoli di Los Angeles per cercare la pace. La casa di Joni e Graham diventa il punto di riferimento di tutti gli artisti. Lì nasce il progetto del super trio Crosby Stills & Nash e la canzone “Our house” descrive bene quella casa di creatività.

Nel 1969 Joni perde l’occasione di esibirsi al Festival di Woodstock, perché il suo manager preferisce mandarla in televisione al Dick Cavett Show. Il dolore per non esserci stata le fa scrivere la canzone “Woodstock”, che sarà interpretata da Crosby Stills Nash & Young e inserita nella colonna sonora del film.

Nel 1970 Joni vince un Grammy. Poi collabora con Carole King e James Taylor.

Nel 1971 esce quello che tutti ritengono il suo capolavoro: “Blue”, con il quale dà anche l’addio al Laurel Canyon e al mondo hippy, per tornare in Canada.

John Guerin, batterista dei L.A. Express, è il suo nuovo compagno. Con lui torna a Los Angeles e vivono a Bel Air. Vince altri Grammy. Terminata la relazione con Guerin, Joni si trasferisce nella casa di Neil Young. Inizia a collaborare con due componenti dei Weather Report: il bassista Jaco Pastorius e il sassofonista Wayne Shorter. Partecipa al film documentario di Martin Scorsese “The last walz”, insieme a Band, Bob Dylan, Eric Clapton.

Inizia poi la registrazione di un album impegnativo, omaggio a jazz di Mingus.

Nel 1982 Joni Mitchell sposa il bassista Larry Klein, da cui divorzierà nel 1993, dopo un periodo di importanti collaborazioni artistiche.

Dopo tanti riconoscimenti, nel 1997 Joni Mitchell è la prima donna canadese ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame. Un anno prima aveva annunciato il suo ritiro dalle scene per incompatibilità con l’industria musicale. Si dedica prevalentemente alla sua altra passione: la pittura.

I suoi dischi si fanno più rari e nel 2014 realizza l’importante raccolta “Love has many faces”, che è appena stata pubblicata in vinile.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.