L’emozionante favola di quattro amici nerd e musicisti nel film dei Coldplay A Head Full Of Dreams (recensione)

La storia di quattro amici che all'università fondano una band e diventano delle star della musica internazionale nel film dei Coldplay A Head Full Of Dreams

79
CONDIVISIONI

Non erano nient’altro che quattro studenti universitari londinesi quando si sono conosciuti e nel giro di pochi anni sono diventati la band inglese rivelazione del nuovo millennio: il film dei Coldplay A Head Full Of Dreams racconta quella che non si può definire in altro modo se non una favola moderna, di quelle che insegnano come una volta su un milione, quando il talento incrocia la fortuna e la caparbietà, i sogni si possano realizzare.

Il regista Matt Whitecross ha raccolto tra decine di migliaia di ore di girato in vent’anni di storia del gruppo le scene più significative, intersecandole con le immagini dagli ultimi live dei Coldplay, per raccontare una storia di successo nata nel modo più banale possibile, ma resistita alla fama improvvisa, alle liti, ai distacchi, alle leggi del mercato, alle difficoltà personali. Una storia di successo vista con lo sguardo di un fan, quello di un regista che i Coldplay li ha visti nascere perché usciva con loro al college.

Il frontman Chris Martin, Jonny Buckland (chitarra elettrica), Guy Berryman (basso) e Will Champion (batteria) si sono ritrovati insieme nel 1997 tra dormitori e feste universitarie condividendo la passione per la musica e l’obiettivo di formare una band, ma non un gruppetto destinato a strimpellare nei locali il sabato sera: a costo di sembrare presuntuoso, in tutti i video Martin afferma che la sua bad diventerà celebre in tutto il mondo e scalerà le classifiche, perché farà innamorare tutti della sua musica. E non si tratta solo delle fantasticherie di un cantautore in erba, ma di un musicista determinato a lasciare ad ogni costo un’impronta col suo talento. Al duo composto da Martin e Buckland si sono successivamente uniti Berryman e Champion, con quest’ultimo che agli esordi nemmeno aveva mai suonato la batteria: eppure quel mix di talenti senza esperienza, inspiegabilmente funziona, conquista i primi spazi nei club inglesi e viene notato da uno speaker radiofonico che li invita a cantare nella loro radio. Si apre così la strada del mainstream per i Coldplay e arriva la proposta di incidere un disco con la Parlophone (storica etichetta dei Beatles dalla quale non si sarebbero mai separati) anticipato da uno dei singoli che sarebbe rimasto nella storia della discografia inglese, Yellow.

Il film racconta tutte le fasi della carriera dei Coldplay (che inizialmente debuttarono come Starfish), dal primo album Parachutes che in poche settimane vendette un milione di copie trasformando i quattro da emergenti sconosciuti a nuove promesse dell’alternative rock inglese, passando per la lavorazione travagliata del secondo album A Rush of Blood to the Head, una prova del nove a cui nessuno si sentiva pronto, passando per X&Y e le enormi aspettative di cui fu caricato Viva la vida or Death and All His Friends, fino all’ultimo progetto A Head Full of Dreams del 2015 in cui hanno potuto realizzare il sogno di lavorare con Beyoncé e Noel Gallagher.

Il documentario esplora soprattutto i rapporti personali tra i membri della band e con il cosiddetto quinto uomo, il manager Phil Harvey a sua volta amico personale di Chris Martin: il regista mostra la convinzione profonda, condivisa da tutti, di come nulla di ciò che è accaduto ai Coldplay sarebbe stato possibile senza quei legami così viscerali coltivati negli anni della giovinezza, tra i locali semivuoti e i provini con le major discografiche. Ma soprattutto ne racconta l’evoluzione, dalla prima fusione in un gruppo ai distacchi temporanei, come quando Champion fu allontanato per cercare un batterista esperto ma fu riaccolto nel gruppo quando tutti capirono che era imprescindibile, o come quando Phil Harvey lasciò la gestione del gruppo al loro manager americano per poi ritornare in veste diversa qualche anno dopo, passando per collaborazioni prestigiosissime come quella con Brian Eno che ha prodotto il capolavoro Viva la vida or Death and All His Friends e il successivo album Mylo Xyloto: “Cercavamo un nuovo Brian Eno e abbiamo trovato il vecchio Brian Eno” racconta Buckland nel film quando ricorda l’incredulità con cui il gruppo si è ritrovato a lavorare con il produttore degli U2.

La solidità dei rapporti umani tra i membri dei Coldplay, che decidono tutto a maggioranza in una sorta di “dittatura democratica”, è testimoniata da immagini che mostrano la scelta delle tracklist di ciascun disco, le discussioni sulle sonorità di determinati pezzi, sui testi di Martin, sulle sperimentazioni e le direzioni artistiche da intraprendere. Senza dimenticare il lato umano, come quando tutti si sono messi a disposizione del frontman per lavorare all’esperimento Ghost Stories con cui Martin cercava di esorcizzare la fine della storia con la Paltrow. E d’altronde lo stesso regista, che è cresciuto coi Coldplay avendoli conosciuti al college e avendoli seguiti nella loro carriera finora, è parte di questa grande storia di amici musicisti un po’ nerd che d’improvviso si trasformano in star. Whitecross stesso aveva ripreso Martin quando nel 1998, davanti alla sua telecamera proclamò che i Coldplay sarebbero stati annoverati tra i più grandi performer del mondo di lì a quattro anni, e nel 2002 li ha ripresi sul palco di Glastonbury, a promessa mantenuta.

Molte delle immagini dal vivo sono tratte dall’ultimo tour A Head Full of Dreams ispirato dall’omonimo album, in particolare dai concerti di San Paolo e Buenos Aires, il tour più lungo del gruppo con oltre 100 date in giro per il mondo in ogni continente. Un tour quasi “definitivo”, che in molti hanno pensato potesse essere l’ultimo in carriera per la band: “Lavoriamo sempre ad un album come fosse l’ultimo, il migliore, quello finale” si sente raccontare nel film, ma ci ha pensato lo stesso regista Whitecross ad anticipare che i Coldplay stanno lavorando su qualcosa di sorprendente per il prossimo anno. E che A Head Full of Dreams, per quando Martin l’abbia definito “il progetto a cui abbiamo lavorato per tutta la vita“, non sarà certo l’ultimo.

Il film, trasmesso nelle sale internazionali e distribuito in Italia da NexoDigital solo nella giornata del 14 novembre scorso, è disponibile nel nuovo cofanetto dei Coldplay cd+dvd A Head Full Of Dreams Live, il cosiddetto Butterfly Package, disponibile dal 7 dicembre.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.