Lodo Guenzi a X Factor, le motivazioni del cantautore di Nasci rockstar, muori giudice a un talent show

Critiche per la scelta di Lodo Guenzi a X Factor come giudice dei Live Show, ecco le motivazioni del cantautore un tempo molto lontano dalle logiche tv

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Poco più di un anno fa l’idea di Lodo Guenzi a X Factor sembrava scontrarsi con le posizioni critiche del cantautore de Lo Stato Sociale nei confronti dei talent tutti. Posizioni che oggi stridono con la scelta del cantautore di accettare di sostituire Asia Argento nella fase live della dodicesima edizione, al via dal prossimo 25 ottobre per 8 puntate,

Nel marzo del 2017, presentando l’album Amore, lavoro e altri miti da sfatare, la band bolognese sembrava presentarsi come un’alternativa indipendente proprio ai fuoriusciti dai talent, con tanto di brano manifesto contro i meccanismi alla base di quei programmi, X Factor su tutti.

Addirittura la tracklist conteneva un brano dal titolo Nasci rockstar, muori giudice a un talent show, che Guenzi spiegò essere stato scritto “prima dell’ultima edizione di X Factor” (e dunque non riferito all’approdo nello show di Manuel Agnelli degli Afterhours), aggiungendo di non pensare che “i talent siano il male“, ma “semplicemente non sono qualcosa che può interessare a qualcuno come noi” perché “fatti principalmente per interpreti, mentre noi scriviamo le nostre cose. Questa è la differenza fondamentale, sono due modi diversi di fare le cose“.

A distanza di un anno e mezzo le cose sembrano cambiate: nella fase dei Live Show di X Factor 12 Lodo Guenzi subentra ad Asia Argento, silurata dopo il caso Jimmy Bennett nonostante la sua competenza nel ruolo di giudice sia stata unanimemente riconosciuta. Come già capitato a Manuel Agnelli all’epoca dell’annuncio della sua partecipazione al talent in qualità di giudice, non sono mancate polemiche sulla scelta di Guenzi di prendere parte ad un format basato su logiche da cui si è sempre detto lontano.

Questo il lungo messaggio che Guenzi ha divulgato dopo la notizia del suo approdo a X Factor, in cui spiega che non avrebbe mai partecipato da concorrente al programma e di aver accettato invece il ruolo di giudice perché proprio grazie ad un episodio del talent di qualche anno fa si è appassionato alla musica e ha cominciato sul serio a porre le basi per una carriera musicale che lo ha portato fino a Sanremo. Consapevole delle critiche che gli sarebbero arrivate per questa scelta, Guenzi spiega di non voler essere un artista rinchiuso in una torre d’avorio, ma di voler portare la diversità che caratterizza la musica de Lo Stato Sociale nei contesti più disparati, da quelli di nicchia a quelli più commerciali. E ringrazia Asia Argento, cui subentra ereditando una squadra di concorrenti già formata nelle prime fasi del talent, per il lavoro svolto finora.

Quello come giudice è l’unico provino che avrei potuto passare ad x factor. A ventidue anni ho visto Morgan in tv rispondere a una ragazza che rifiutava un giudizio negativo sostenendo di saper cantare. Lui rispose: vedi, tu canti meglio di Lou Reed… ma io preferisco Lou Reed. Credo di essermi appassionato di musica in quel momento, e credo che quello sia il motivo per cui alla fine ho passato sei anni sui palchi. L’idea che ci siano tante strade per far arrivare la propria voce, bella o brutta, al cuore della gente mi fa sentire libero. X factor è una strada molto veloce, molto pericolosa ma molto illuminata, attraversata da ragazzi che hanno grande talento e la P da neopatentati al vetro. Spero li aiuti avere accanto uno che alle autostrade ci è arrivato dopo provinciali, statali e sentieri sconosciuti. Che poi nella realtà io non ho la patente, ma mi piaceva la metafora.
Da sempre la nostra vocazione è portare un’alterità nel sistema, non fare gli eremiti che parlano solo “a chi se lo merita”. Dai baretti ai palasport, dalle radio locali a Sanremo, se sai chi sei puoi andare ovunque. Senza smettere di indagare i paradossi che il voler parlare liberamente ma al contempo a tanta gente porta con sè, come quando scrissi tre anni fa nasci rockstar muori giudice a un talent show. È uno dei miei pezzi preferiti e non se l’è cagato nessuno, ora spero diventi un po’ più famoso.
Credo che Asia sia stata bravissima e ho la fortuna di ereditare una squadra splendida scelta da lei, e qualsiasi cosa succeda di buono rimarrà fondamentalmente merito suo.
Il grazie più grande va ad Albi, Bebo, Carota e Checco, la mia band, i miei amici, che anche in questo caso mi hanno sostenuto. Si comincia, siate con me. Sarà bello.

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