Recensione Yakuza Kiwami 2: look moderno per una saga da riscoprire

Yakuza Kiwami 2 è davvero un remake ben fatto.

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CONDIVISIONI

Yakuza è un franchise giapponese di videogiochi che ha debuttato nel 2005 su PlayStation 2: parliamo quindi di un brand estremamente conosciuto soprattutto in Giappone, che ha venduto quasi 10 milioni di copie in tutto il mondo se si sommano tutti i suoi tanti capitoli (da 0 a 6), ma che purtroppo in occidente è arrivato sempre con molto ritardo rispetto alle release in terra nipponica. Per alcuni capitoli gli occidentali hanno addirittura dovuto attendere tre anni. Eppure la serie andava rinnovata per farla conoscere e giocare da un pubblico nuovo, da chi all’epoca non aveva provato l’ottima serie di Yakuza.

Oggi vediamo il secondo remake dell’operazione che Toshihiro Nagoshi ha strutturato per riportare agli occhi del mondo la serie di SEGA, intitolato Yakuza Kiwami 2, rifacimento di Yakuza 2 uscito appunto su PlayStation 2 nel 2006. Una produzione ben più vasta di Yakuza Kiwami, primo remake uscito nel 2016, per un titolo e una serie dallo stampo fortemente cinematografico che aggiunge, oltre alla grafica rinnovata grazie al Dragon Engine usato per Yakuza 6, anche tre nuovi capitoli che vedono protagonista Goro Majima (tre capitoli per un paio d’ore di gioco, ma comunque interessantissima), che si svolgono subito subito dopo la fine del primo episodio.

In generale Yakuza Kiwami 2, così come tutta la serie, si può ascrivere nel genere di azione e avventura con forti elementi di picchiaduro a scorrimento (una sorta), a cui si aggiungono anche sfaccettature open world e di crescita del personaggio.

La storia al centro, ma divertimento assicurato

Protagonista di questo capitolo è ancora l’orfano Kazuma Kiryu, che dopo tutti gli affetti persi nel primo capitolo (non indichiamo chi per chi non l’avesse giocato) ha chiuso con il clan Tojo. Ma si sa, è impossibile abbandonare la famiglia, quindi ci rientrerà per trattare una tregua con chi comanda nella Omi Alliance: già si contano i morti a Kamurocho, ma potrebbe scoppiare una sanguinosa guerra. Questo è solo l’inizio di una storia con personaggi ben caratterizzati, colpi di scena e un passato che ritornerà più pesante che mai. Una storia scritta da Masayoshi Yokoyama, Makoto Itakura e Seishu Hase, raccontata con maestria sia alla regia che per i dialoghi.

A livello strutturale Yakuza Kiwami 2 è molto simile all’originale, condividendone un’ossatura collaudata. Non estremamente complessa, ma che funziona e appassiona il giocatore. Come abbiamo detto la narrazione è il fulcro dell’esperienza, ciò che muove il tutto e che ci dà la motivazione di continuare, ma per il resto si tratta di controllare il personaggio in terza persona spostandolo da un obiettivo all’altro della città, combattendo e ammirando le ottime cut-scene.

Il tutto ambientato nelle città di Kamurocho a Tokyo e Sotenbori a Osaka, posti che esistono davvero ma con nomi leggermente diversi. Camminando per le città ed esplorando i suoi vicoli si può avere accesso ai negozi, locali e ristoranti senza alcun caricamento. Le città sono ancora più belle di sera grazie alle luci e insegne, davvero si respira un’aria molto dinamica. Artisticamente per Yakuza Kiwami 2 è stato quindi fatto un gran lavoro, non c’è dubbio.

La strada, il regno delle scazzottate

Altro elemento centrale in Yakuza Kiwami 2 è il combattimento, sia a mani nude che con armi di vario genere come coltelli, pistole e più avanti fucili. Dal teppista di strada che ci insegue ai personaggi importanti che rivestono nella trama, passerete molto del tempo di gioco a darvele di santa ragione. Non ci sono i tre stili di combattimento introdotti con Yakuza 0 ma anche nel primo Kiwami, quindi si potrà parare solo in un modo. Il giocatore comunque potrà agire sul personaggio facendogli imparare nuove mosse e abilità, sbloccabili grazie ai punti esperienza. Se durante le prime battute i combattimenti e le possibilità sembrano tutte uguali (calci, pugno, combo e colpi carica e pi potenti), andando avanti nel gioco si sbloccheranno nuove e interessanti possibilità.

Abbiamo giocato a difficoltà normal (insomma quella bilanciata) e dobbiamo dire che il titolo non è semplice, nel senso che bisogna governare bene il sistema di combattimento se si vogliono vincere gli scontri. Abbiamo visto un game over già dopo la prima ora di gioco, fatta tra l’altro per l’80% di cut-scene. Di questo forse si lamenteranno i puristi del gameplay, le scene da guardare solo sono tantissime e parecchio lunghe, ma è su questo che si fonda la serie di Yakuza.

Durante i combattimenti il giocatore può servirsi anche di elementi dello scenario come bidoni o altri oggetti da scagliare sui nemici, oltre che alle mosse finali (finisher) quando si riempie la barra della rabbia. Tramite i punti esperienza si possono poi apprendere nuove abilità, si possono guadagnare in combattimento o mangiando nei ristoranti o nei onnipresenti distributori.

Un mondo da esplorare

Il gioco può durare anche 30 ore se si decide di completare anche le tante missioni secondarie, molte delle cui, ovviamente, finiscono con una scazzottata. Alcune sono davvero scarne, altre più profonde e legate a parti secondarie della storia ma comunque estremamente interessanti. Ma Yakuza Kiwami 2 è un videogioco con sfumature tutte da scoprire: noi vi diciamo che vale la pena, siete voi a dover voltare le pagine per vedere tutto quello ch accade in questo bizzarro mondo giapponese (sì, ci sono anche delle sfide dove vince chi fa la pipì più intensamente, solo per farvi capire il grado di follia).

Il già citato Dragon Engine dà nuova vita alla veste grafica del gioco: dai dettagli del viso alle proporzioni dei personaggi, dalla città viva ai modelli poligonali, Yakuza Kiwami 2 è graficamente molto potente, realistico ed emozionante. Davvero un piacere per gli occhi, anche se purtroppo, pare, i remake del terzo, quarto e quinto capitolo confermati utilizzeranno il vecchio motore. Yakuza Kiwami 2 esce quindi promosso da questa operazione di revival: si vede che è stato svolto un lavoro appassionato, quindi non possiamo che consigliarlo a chi vuole recuperare questa piccola perla giapponese.

 

Grafica e sonoro
PRO

  • Graficamente molto migliorato rispetto all’oginale, ottimo lavoro
  • Storia e personaggi estremamente interessanti e ben raccontati
  • Il sistema di gioco, pur non rivoluzionato, funziona

CONTRO

  • Non è molto vario, cut-scene molto lunghe
  • Sistema di combattimento forse da svecchiare

VOTO: 8.5 su 10

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