Problemi Telegram senza aggiornamento su iPhone: bug iOS 11.4 e no GDPR

Il CEO dell'app tuona contro Apple, ecco che cosa sarebbe accaduto da fine marzo

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Davvero una brutta grana: problemi Telegram latenti stanno venendo fuori in questi giorni per un motivo  ben preciso. L’applicazione di messaggistica, oramai da due mesi, non riceve aggiornamenti per gli iPhone e tutto ciò sta scatenando bug (soprattutto a seguito del rilascio di iOS 11.4) ma da vita pure a gravi mancanze, come quella dell’adeguamento al nuovo GDPR.

A denunciare la situazione non certo idilliaca è Pavel Durov, CEO di Telegram, il quale ricostruisce la recente storia dell’app per dispositivi con a bordo iOS. L’ultimo aggiornamento degli sviluppatori risale a fine marzo, dunque esattamente a due mesi fa. Da allora, tutte le versioni rinnovate dello strumento non sono state autorizzate sullo store Apple, senza un’apparente motivo ma la vera motivazione dello stallo potrebbe risiedere in quanto avvenuto recentemente in Russia.

I problemi Telelegram avrebbero origine nell’ex Unione Sovietica appunto, dove il Governo ha fatto richiesta di bloccare l’applicazione di messaggistica in aprile a seguito di tira e molla “politici” sulla questione dei contenuti crittografati interni alle chat che non vogliono essere ceduti, per qualsivoglia motivo, alle autorità competenti. L’arresto che doveva essere limitato geograficamente, invece, avrebbe avuto effetti globali come afferma appunto Durov e lo strumento, nel tempo, sta diventando sempre più inadeguato nel suo utilizzo quotidiano.

Un dato di fatto conclamato, ad esempio, è che alcuni problemi Telegram siano scaturiti, ad esempio, dopo l’aggiornamento iOS 11.4 per iPhoone appunto. Con la nuova versione del sistema operativo Apple non funzionano gli adesivi ma una situazione ancora più preoccupante riguarda il nuovo regolamento per la privacy GDPR entrato in vigore in UE lo scorso 25 maggio. Senza nuovi aggiornamenti, ecco che gli sviluppatori non hanno potuto chiedere il consenso ai loro utenti per il trattamento dei dati.

Insomma, una situazione decisamente incresciosa: le accuse ben precise del CEO Telegram richiedono di certo una risposta di Apple, sperando possa giungere velocemente.

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