Nuova bufala reddito di cittadinanza ed art. 38 della Costituzione: la verità

Si ripropone in nuove vesti la bufala reddito di cittadinanza, coinvolgendo l'art. 38 della Costituzione

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Assistiamo all’affermarsi di una nuova bufala reddito di cittadinanza, questa volta in relazione all’art. 38 della Costituzione, innescata dall’immagine che potrete scorgere a seguire, ricondivisa la bellezza di 70 mila volte.

Una fake-news che sa tanto di disinformazione, e che sta riuscendo a fare breccia nei pensieri di migliaia di utenti, colti magari alla sprovvista (non tutti sono giuristi, ma sarebbe meglio non dare per vero qualsiasi post che ci compare nello stream di Facebook, specie se in ballo ci sono argomenti tanto delicati).

Meglio informarsi prima di lasciarsi andare a facili condivisioni, fidatevi.

L’immagine recita testuali parole:

“Lo sapevate che il reddito di cittadinanza esiste già nella costituzione italiana? Art.38 Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.

Ciò che non viene specificato, e che è stato meglio chiarito dall’intervento del portale ‘butac.it‘, è che l’art. 38 della Costituzione Italiana associano il diritto all’educazione ed all’avviamento professionale agli inabili ed ai minorati (coloro che, per una qualsivoglia disabilità, sono stati dichiarati inabili al lavoro, e sprovvisti di mezzi di sostentamento (i cosiddetti disabili ridotti in povertà).

Ecco perché ci troviamo al cospetto di nuova bufala reddito di cittadinanza relativo all’art. 38 della Costituzione, dato che il sussidio paventato dal M5S ha una ragione di essere totalmente diversa. Si tratta nello specifico di

“… erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutte le persone dotate di cittadinanza e di residenza, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall’attività lavorativa effettuata o non effettuata (dunque viene erogata sia ai lavoratori sia ai disoccupati), dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale, ed erogato durante tutta la vita del soggetto”.

Ciò che ha disposto l’art. 38 della Costituzione Italiana corrisponde alla pensione di invalidità civile, e non al reddito di cittadinanza (quest’ultimo non è riservato solo ai disabili in stato di povertà). Speriamo il caso possa considerarsi chiuso (almeno fino al nuovo ordine).

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Commenti (11):

Incazzato...

Tutti voi buonisti criticate il reddito di cittadinanza perche non vi brucia il culo…e siete con la pancia piena nei vostri SUV con una professione che magari svolgere grazie ai vostri amici..
Non fate i giudici….
Ci siamo stancati di fare le vostre vittime…..

Tonino Gallotta

Altro che bufala…..almeno la leggete la Costituzione o sparate minchiate senza ritegno?
Articolo 38
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera.

Quirino

Avete scritto una grande cazzata e lo sapete. L’articolo recita ” Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

L’assistenza privata è libera.”

Quindi si parla di LAVORATORI. CAPRE

Gianfranco

Vorrei sapere come si può discutere con una pletora di gente che, grazie ad una martellante e fuorioviante campagna pseudo elettorale dei penta fascio leghisti, orchestrata dalla Casaleggio & C, da Savona e compagni di meranda vari, hanno portato il cervello all’ammasso senza più voler accettare la realtà della Costituzione, negando addirittura l’esistenza di leggi già esistenti come quelle che si rifanno all’art. 38. È davvero penoso assistere a questo degrado del Paese. gi

    Tonino Gallotta

    Articolo 38
    Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

    I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.

    Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

    Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.

    L’assistenza privata è libera.

Giovanni Sandri

Prima di insultare i promotori del reddito di cittadinanza chiedetevi perché non viene applicato l’art. 38 della Costituzione. Plebei!

gianfranco antonetti

L’avversione al reddito di cittadinanza (dignità di vita) mostra la vostra malvagità umana, la vostra insensibilità, la vostra mancanza di solidarietà verso coloro che si trovano in momentanee o prolungate condizioni di disagio socio-economico, per qualsiasi causa questo possa verificarsi.

Franco D'Amico

la disoccupazione “involontaria” citata in Costituzione, corrisponde alla perdita di lavoro non attribuibile al neo disoccupato, insomma al “licenziato” e per questa tipologia di evento soccorre l’indennità di disoccupazione (attualmente chiamata Naspi). In parole povere e schiette, i Padri Costituenti, non avrebbero mai pensato di favorire il Beato Ozio finanziato dallo Stato.

    Francesco

    Franco, sai bene che oggi come oggi trovare lavoro è impossibile, te lo dice uno che rimarrà a vita disoccupato

    Silvio

    L’ anNASPI di cui si parla copre a malapena 24 mesi, e sappiamo benissimo che un 40enne che resta disoccupato ci mette 24 anni a ritrovare lavoro, dopo averlo perso, quindi: come si stabilisce quando è disoccupazione involontaria da perdita di lavoro e che differenza c’è con la mancanza di opportunità, anch’essa con unico risultato la disoccupazione involontaria? Bel problema, intanto, nel dubbio, neghiamo diritti civili a tutti, e foraggiamo le cooperative rosse. La sinistra oramai si occupa solo di banche e finanza.

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