EA Sports UFC 3 Recensione, quando menare le mani diventa un’arte

Un combat system profondo e un comparto grafico da urlo: colpo a segno per Electronic Arts?

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Un nuovo tassello nello sconfinato mosaico videoludico a tema sportivo si è aggiunto al quadro generale: EA Sports UFC 3 è infatti sbarcato in pompa magna sugli scaffali dei negozi fisici e digitali, con tanto di tipica musichetta ad accompagnarne l’ingresso sulla scena. Un titolo indubbiamente molto atteso dai fan delle arti marziali miste e, più in generale, da tutti coloro che sono alla ricerca di una rappresentazione digitale verosimigliante dei lottatori. Perchè di base EA Sports UFC 3 è sì un picchiaduro, ma in senso lato. Il motivo? Scopriamolo insieme.

La dura vita del combattente

L’esperienza ludica offerta da EA Sports UFC 3 lancia da subito nel vivo dell’azione sull’ottagono, non perdendo certo tempo in fronzoli e consentendo quindi di apprendere da subito tutte le chicche insite nel combat system. Ovviamente gratificante la possibilità concessa nelle prime battute impersonare nientemeno che Conor McGregor, pluricampione della UFC e detentore di ben due cinture per categorie di peso differenti, in un match che si rivela da subito difficile ma altrettanto stimolante contro Tony Ferguson. Un ampio tutorial consente di prendere confidenza con i comandi del gioco senza eccessivi patemi d’animo, in un incontro che esalta in maniera netta il gusto estetico degli sviluppatori del titolo.

Ovviamente il tutto altro non è che un mero tappeto rosso per tutti coloro che si approcciano a EA Sports UFC 3, con il cuore pulsante dell’esperienza ludica che è rappresentato dall’imprescindibile modalità carriera. Qui, dopo aver dato libero sfogo alla propria inventiva con la sezione di creazione e personalizzazione del proprio combattente, con un editor che omaggia con tantissime opzioni disponibili sia sotto il profilo somatico che di mero abbellimento (tatuaggi, accessori, ecc), si comincerà la scalata a quella che sarà la montagna di EA Sports UFC 3. Lo step di partenza è ovviamente costituito dalla World Fighting Alliance (WFA): la cornice di pubblico non sarà quella delle grandi occasioni, ma il tutto servirà da mero trampolino di lancio per mettersi in mostra. Vittoria dopo vittoria si attireranno le attenzioni dei pezzi da novanta, con Dana White, presidente della UFC, che non perderà tempo nell’offrire un contratto che consentirà di calcare gli ottagoni più prestigiosi del circuito della MMA e di affrontare avversari sempre più coriacei.

Pugni e pollici

Una scalata vertiginosa quella che attende tutti gli aspiranti lottatori digitali di EA Sports UFC 3: ogni lottatore sarà inserito nella rispettiva categoria di peso, e riuscire raggiungere la cima delle gerarchie non sarà per nulla facile. L’esperienza ludica offerta dalla campagna del titolo targato Electronic Arts richiederà di mixare sapientemente l’aspetto sportivo (gli incontri sugli octagon) e quello manageriale, che di fatto permetterà la crescita fisica e social del proprio lottatore. Prima di ogni match infatti gli utenti potranno decidere se e quanto del denaro ottenuto attraverso le proprie prestazioni per migliorare le skill del proprio alter ego digitale. La scelta potrà essere fatta tra diverse palestre, ognuna delle quali, a fronte di un pagamento variegato e ovviamente esponenziale, offriranno prestazioni (e tassi di crescita delle statistiche) sempre superiori, unitamente alle sfide che consentono di apprendere nuove tecniche capaci di donare utili bonus da impostare prima dei match grazie. Da non sottovalutare, come detto in precedenza, l’impatto social del proprio lottatore, con le interazioni attraverso il Twitter di EA Sports UFC 3 che aiuteranno a migliorare l’attenzione attorno al match successivo e, consequenzialmente, l’esposizione mediatica, con tutti i guadagni del caso – qualora l’esito dell’incontro fosse positivo – in termini di nuovi follower.

Picchia duro non è una parola sola

A catturare l’attenzione dei più maniacali tra i videogiocatori, sempre alla ricerca del titolo che catturi la quintessenza del fotorealismo, è ovviamente la grafica di EA Sports UFC 3: una cura certosina per ogni minimo dettaglio rende lo sportivo di Electronic Arts una pura gioia per gli occhi, anche e soprattutto grazie a una gestione fisica delle movenze dei lottatori sempre fluida e assolutamente naturale. Ogni singolo colpo andato a segno avrà ripercussioni totalmente verosimili sul feedback fisico dei vari combattenti, che cadranno pesantemente al suolo qualora una schivata mal calcolata li abbia consegnati a un devastante gancio del nemico oppure riusciranno a evitare una pericolosa sassaiola di colpi grazie a un provvidenziale scarto laterale, magari approfittando della guardia bassa dell’avversario per affondare il colpo decisivo.

Riferirsi al titolo di EA Sports parlando di picchiaduro sarebbe un vero e proprio sacrilegio. Il combat system di EA Sports UFC 3 è infatti un qualcosa di assolutamente stratificato e complesso da padroneggiare, e richiederà ore e ore di pratica per riuscire a ottenere un risultato più o meno accettabile sull’ottagono digitale. Affidarsi alla pressione casuale dei tasti non comporterà altro che una ignominiosa sconfitta. La via per il successo la si troverà in un’abile lettura dei movimenti dell’avversario, mentre si “danza” sul ring nell’attesa del momento giusto. Alternare schivate (richiamabili con l’analogico destro) e parate (le alte con R2 e le basse con R2+L2) con i vari colpi, siano essi alti (pulsantiera frontale o L1+pulsantiera frontale per caricare colpi più potenti) o bassi (come in precedenza con la sola sostituzione del tasto L2) sarà importantissimo, con un ruolo di rilievo che è stato dato alle prese. I takedown permetteranno infatti di spostare lo scontro sul piano orizzontale, con il tempismo che sarà quanto mai fondamentale per evitare di finire vittima di una letale morsa che potrebbe chiudere l’incontro per sottomissione in pochi, cruciali secondi. Il consiglio è ovviamente quello di non azzardare troppo nelle fasi iniziali del match, in virtù di una barra della stamina, posta in alto sullo schermo, che progressivamente verrà logorata dalla fatica del match e dai colpi subiti, al pari dell’aspetto estetico del combattente che, a seconda delle ferite riportate, comincerà a perdere quantità di sangue più o meno copiose in giro per il ring.

Ottagoni per tutti

Imprescindibile come in ogni titolo targato Electronic Arts un ricchissimo comparto multigiocatore, stratificato in base alle diverse abilità degli utenti che si sfidano con i diversi lottatori. A fronte dei classicissimi Campionati a Graduatoria, che consentono di sfidarsi nella scalata alle classifiche online attingendo semplicemente ai roster insiti in EA Sports UFC 3, la vera chicca di questa edizione è l’UFC Ultimate Team: qui, sulla falsariga di quanto già ampiamente ammirato nell’edizione dedicata a FIFA, bisognerà aprire pacchetti da cui recuperare oggetti – dai lottatori alle carte abilità, passando per gli imprescindibili contratti – con cui comporre il proprio roster per dare l’assalto alle categorie superiori, sia in singleplayer che in multiplayer.

Utili a calamitare le attenzioni degli utenti in ogni singolo giorno sono i traguardi giornalieri, una serie di obbiettivi che ricompensa i più costanti con ricompense monetaria (sempre di valuta interna al titolo stiamo parlando, eh, ndr) e nuovi pacchetti da cui attingere per potenziare il proprio team, per una modalità che potenzialmente spinge la longevità del gioco verso vette sempre maggiori.

Conclusioni

Insomma, se da un lato EA Sports UFC 3 non è di certo un titolo adatto a tutti per la sua complessità e per la specificità del pubblico a cui si rivolge, dall’altro è fuori discussione che l’estrema qualità dell’estetica messa in campo da Electronic Arts merita palcoscenci ben più grandi del piccolo ottagono su cui i lottatori se le danno di santa ragione.

Pro

  • Combat System profondo
  • Grafica finemente rifinita
  • Fisica dei lottatori verosimile

Contro

  • Adatto a un pubblico molto specifico

VOTO FINALE: 8.5/10

 

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