Potente discorso di Oprah Winfrey ai Golden Globes 2018, standing ovation contro i molestatori (video): “Ragazze, abbiamo fatto la storia”

Il video del discorso di Oprah Winfrey ai Golden Globes 2018 contro le molestie sessuali: "Un nuovo giorno è all'orizzonte"

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Il discorso di Oprah Winfrey ai Golden Globes 2018 è stato uno dei momenti più squisitamente politici della 75a edizione del premio: la celebre conduttrice afroamericana ha declamato un manifesto contro la cultura maschilista imperante a Hollywood, finalmente posta sotto accusa dalle tante testimonianze di donne che hanno rotto il silenzio sui reati sessuali perpetrati comunemente e impunemente per decenni.

Oprah ha portato all’attenzione della platea dei Golden Globes 2018, che ha reagito con una standing ovation, con un potente discorso femminista, rivolgendosi apertamente ai molestatori sessuali di tutto il mondo: “Il loro tempo è scaduto” ha dichiarato la conduttrice citando il movimento di sostegno alle vittime Time’s Up.

Oprah Winfrey ha vinto il premio Cecil B. DeMille per la carriera ai Golden Globes di quest’anno e ritirando la statuetta dalle mani di Reese Witherspoon ha ricordato di aver visto Sidney Poitier vincere ai Golden Globes per il film I gigli del campo del 1964, la prima volta in cui ha assistito ad un uomo di colore celebrato in televisione: “In questo momento ci sono bambine che mi guardano mentre divento la prima donna nera a ricevere questo premio” ha dichiarato in apertura del suo discorso.

Facendo un appello alla stampa libera, la Winfrey ha auspicato una maggiore attenzione ai diritti delle donne, elogiando tutte coloro che il TIME sulla sua copertina per la “Persona dell’Anno” ha definito “silence breakers”, coloro che hanno parlato pubblicamente delle molestie subite:

Voglio dire che apprezzo la stampa più che mai perché cerchiamo di navigare in questi tempi complicati. Il che mi porta a dire questo: quello che so per certo è che dire la tua verità è lo strumento più potente che tutti abbiamo. Sono particolarmente orgogliosa e ispirata da tutte le donne che si sono sentite abbastanza forti e sufficientemente motivate da parlare e condividere le loro storie personali.

Poi l’elogio a quanti hanno protestato contro le molestie sessuali promuovendo l’iniziativa di sostegno legale Time’s Up Now e indossando il nero ai Golden Globes per esprimere l’unità di intenti in questa battaglia, che riguarda tutti gli ambiti lavorativi e non solo l’industria cinematografica e televisiva:

Quest’anno abbiamo fatto la storia. Ma non è solo una storia che riguarda l’industria dell’intrattenimento, è una cosa che trascende qualsiasi cultura, geografia, razza, religione, politica o luogo di lavoro. Quindi voglio stasera esprimere gratitudine a tutte le donne che hanno sopportato anni di abusi e aggressioni perché loro, come mia madre, avevano figli da sfamare, fatture da pagare e sogni da perseguire. Sono donne i cui nomi non sapremo mai. Sono lavoratrici domestiche e agricole. Lavorano nelle fabbriche e nei ristoranti e sono nel mondo accademico, nell’ingegneria, nella medicina e nella scienza. Fanno parte del mondo della tecnologia, della politica e degli affari. Sono le nostre atlete alle Olimpiadi e sono le nostre soldatesse nell’esercito.

La Winfrey ha poi fatto un esempio per tutte, incentrando il suo discorso anche sulla storia di Recy Taylor, violentata da un gruppo di uomini bianchi in Alabama nel 1944.

Recy Taylor è morta 10 giorni fa. Ha vissuto troppi anni in una cultura corrotta da uomini brutalmente potenti. Le donne non sono state credute.

Ma ora i tempi sono notevolmente cambiati e il suo discorso si chiude con una nota di speranza e la citazione del movimento Me Too.

Voglio che tutte le ragazze che guardano: sappiate che un nuovo giorno è all’orizzonte. E quando quel nuovo giorno finalmente si alzerà, sarà per via di un sacco di donne magnifiche, molte delle quali sono proprio qui in questa stanza stanotte, e alcuni uomini alquanto fenomenali, che si battono duramente per assicurarsi che arrivi un tempo in cui nessuno debba dire “anche io” di nuovo.

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