Video di Sting in Inshallah per Roberto Bolle e Ahmad Joudeh a Danza con me: dalla Siria in guerra alla libertà

L'esibizione di Sting in Inshallah per il passo a due di Roberto Bolle e Ahmad Joudeh a Danza con me: la storia del ballerino siriano minacciato dall'Isis

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Quello dell’esibizione di Sting in Inshallah è stato il momento più intenso ed emozionante dello spettacolo Danza con me di Roberto Bolle: il cantautore ha eseguito dal vivo il suo brano dedicato al dramma delle migrazioni dai paesi in guerra per accompagnare il passo a due dell’étoile con Ahmad Joudeh, danzatore siriano dalla storia incredibile che, come sottolineato da Bolle, “è un esempio positivo per tutti“.

L’étoile dei due mondi ha voluto ospitare nel suo show, in onda a Capodanno su Rai1, il ballerino che ha sfidato letteralmente la morte per poter realizzare il suo sogno di danzare: la sua passione poteva essere la sua condanna, visto che per la sua tenacia nell’inseguirla a tutti i costi è stato perseguitato dall’Isis e contrastato dalla famiglia, picchiato con bastonate alle gambe dal padre perché smettesse di danzare e minacciato di morte dai tagliagole del sedicente Stato Islamico.

Eppure, nonostante la sua vita fosse in pericolo, Ahmad ha continuato a danzare, ha ballato sulle macerie della Siria nei luoghi simbolo della guerra postando i video su Youtube e si è fatto tatuare sul collo, all’altezza in cui si solito colpisce la tagliola dell’Isis, il suo motto: “Danza o muori“. Quella filosofia di vita lo ha letteralmente salvato, visto che gli ha permesso di raggiungere l’Europa dopo essersi fatto notare in rete per il suo talento e soprattutto per il suo coraggio nel voler portare l’arte e la libertà d’espressione nelle città fantasma siriane.

A Danza con me, questo coraggioso ballerino si è esibito con Roberto Bolle sulle note di Inshallah suonata dal vivo da Sting, per l’occasione anche al violoncello, insieme alla sua band. Il cantante ha poi spiegato di aver scritto questo brano pensando a cosa avrebbe fatto nei panni di un profugo siriano per poter salvare se stesso e la sua famiglia dall’orrore dell’infinita guerra civile: “Ho immaginato la fuga su quei barconi, in fuga da un paese martoriato: io avrei fatto la stessa cosa, è davvero un esercizio di empatia e spero di compassione, questo è l’unico modo per risolvere questo problema“.

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