Il film di Vasco Modena Park è un meraviglioso omaggio alla combriccola del Blasco (recensione in anteprima)

Dopo l'anteprima del 1 dicembre, il film di Vasco Modena Park approda in 330 sale dal 4 al 7 dicembre: ecco la nostra recensione in anteprima

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A cinque mesi esatti dal record mondiale, il film di Vasco Modena Park è approdato nelle sale italiane in anteprima venerdì 1 dicembre con il racconto della straordinaria impresa di Vasco Rossi entrata di diritto nel guinness dei primati a livello mondiale.

Chi ha già vissuto dal vivo o al cinema lo scorso 1 luglio tutta l’energia di Vasco Modena Park la ritroverà intatta e potente come allora sul grande schermo, in programmazione in oltre 300 sale italiane dal 4 al 7 dicembre, per due ore e mezza di concerto di cui è stato tagliato davvero pochissimo rispetto all’originale.

Un evento cinematografico unico come unica è stata la maratona musicale con cui il Blasco ha festeggiato 40 anni di carriera quest’estate, un viaggio dagli anni esordi degli ’80 ad oggi con i compagni d’avventura che hanno permesso il raggiungimento di questo traguardo, dai membri vecchi e nuovi della band allo storico produttore Guido Elmi, scomparso poco dopo.

Diretto da Pepsy Romanoff (Peppe Romano), che ha curato anche la regia del live, il film di Vasco Modena Park è certamente la consacrazione del trionfo di Vasco Rossi, ma è in primis un grande omaggio alla Combriccola del Blasco, quella che un tempo “era poco più di un pugno” e invece al parco Enzo Ferrari ha contato 230mila anime in festa.

Vasco Modena Park – Il Film è soprattutto un’entusiasmante carrellata di volti, sguardi, lacrime, sorrisi, urla, baci, gole che cantano e reggiseni che volano, emozioni che si leggono in ogni gesto: è il ritratto perfetto del pubblico del Blasco, che come racconta lui stesso con voce fuori campo in questi quarant’anni ha fatto proprie tutte le sue canzoni, quelle stesse che “non sono scritte per piacere” eppure in modo talvolta inaspettato e sorprendente finiscono per diventare le storie di tutti.

La regia dinamica di Pepsy Romanoff esalta i dettagli, va in cerca dei particolari, ma soprattutto segue la musica e si mette al suo servizio: ogni inquadratura trova il suo senso rispetto alle note, in un racconto cadenzato e unitario in cui immagini e canzoni viaggiano con lo stesso identico ritmo. Un lavoro enorme, con massima attenzione alla resa del suono, su una mole gigantesca di materiale girato da 27 telecamere (in 4-5-6-K puntate su palco e pubblico) che ha impiegato un team regia composto da oltre 100 professionisti, uno spiegamento di forze secondo solo al Live in Paris degli U2.

Sul palco di Modena Park Vasco appare nella sua dimensione più vera, quella di straordinario animale da palcoscenico e allo stesso tempo intenso cantastorie, immortalato nei suoi gesti peculiari, in quelle sue ormai celebri esclamazioni così ricche di significato, negli sguardi d’intesa che si scambia col resto della band e in quelli con cui cerca la complicità del pubblico.

Negli intermezzi del film Vasco racconta cose che probabilmente il suo pubblico già sa, eppure fanno il loro effetto inserite nel quadro di Modena Park: Vasco spiega come nascono le sue canzoni, qual è la sua idea di libertà, ma soprattutto perché la sua vita pur avendo conosciuto la paura e la disperazione oggi può essere raccontata come la favola del ragazzo di montagna di Zocca che ce l’ha fatta e che per questo vuole dire al suo pubblico, alla fine di ogni concerto, “ce la farete tutti“.

Nel finale c’è poi tutta la magia di questa favola con il le riprese della realizzazione del palco in timelapse, dalla posa della prima pietra del grande cantiere di Vasco Modena Park fino al suo completamento, tubo dopo tubo, faro, dopo faro, schermo dopo schermo. Una scarica di adrenalina ad ogni frame.

Distribuito da QMI Stardust, in collaborazione con Universal Music Vasco Modena Park – Il Film è in tutte le sale italiane dal 4 al 7 novembre (biglietti già disponibili in prevendita sui principali circuiti cinematografici).

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