Mogol a Napoli: “Tutti possono essere artisti”

L'intervista nella redazione di OM al più grande poeta POP italiano

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Optima ha portato Mogol a Napoli. Prima all’Università Federico II, dove gli è stato consegnato il prezioso sigillo, che equivale a una laurea ad honorem. Lì, davanti a una miriade di ragazzi, l’ho intervistato, insieme al prof Lello Savonardo, quindi Mogol ha tenuto una lezione sull’arte della composizione e canto. Gli studenti ne erano affascinati. Sapevano di aver davanti il Poeta della canzone italiana, ma non immaginavano fosse così vitale, acuto e spiritoso. Poi, nella sede RAI, gli è stato consegnato il Premio Elsa Morante.

La mattina successiva, dopo una colazione con l’Assessore Alessandra Clemente, ho intervistato Mogol nella sede di Optima. Lui ha confermato di essere affascinato da Napoli, al punto che si è offerto per rilanciare il Festival della Canzone Napoletana.

Mogol è un vulcano di idee e si capisce come abbia potuto scrivere di getto canzoni importanti che hanno venduto milioni di dischi, come “Una lacrima sul viso” insieme a Bobby Solo. Se c’è un italiano che meriterebbe il Nobel per la poesia è proprio lui, con le 2.000 canzoni scritte, presenti in 523 milioni di dischi venduti, come ha confermato durante l’intervista a Optima. Ha naturalmente raccontato di Lucio Battisti, svelando che quando ascoltò le sue prime canzoni non gli piacevano e confermando che, con duro studio e lavoro, si possa migliorare enormemente. Lucio, ha detto Mogol, studiava otto ore al giorno. Così, la terza canzone che hanno scritto insieme è stata “29 settembre”, il brano che ha rivoluzionato la canzone italiana. Tutti chiedono quale sia il segreto di Giulio e lui ha parlato di automatismi che ha affinato scrivendo continuamente canzoni. La sua grande abilità è nel trovare il testo che c’è già nella musica che gli porta un artista. Anche lui si sorprende della facilità con cui riesce a scrivere, tanto che crede di essere un canale di trasmissione.

Girando poi per gli uffici, è rimasto colpito dalla miriade di giovani che lavorano in Optima, confermando il suo amore per Napoli, una città che è destinata a un nuovo Rinascimento.

Sono stati due giorni intensi, vissuti insieme a Mogol, terminati in treno dove abbiamo continuato a raccontarci e a discutere di cultura musicale.

Giulio, questo il suo vero nome, non parla solo di musica, anzi. Stava per volare a Bruxelles dov’era stato invitato dal Parlamento Europeo a raccontare la sua idea su come controllare l’immigrazione. Racconta anche con enfasi di come sia possibile, con dei micro organismi, rendere inerti le deiezioni animali, che sono la principale causa del buco dell’ozono, allarme ignorato ultimamente ma che esiste sempre più forte.

Incredibile quante idee nascano da quei suoi occhi luminosi si energia infinita.

Red Ronnie

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