Stevie Wonder in ginocchio sul palco contro Trump come gli atleti americani: video duetti con Pharrell Williams

Il gesto simbolico di Stevie Wonder in ginocchio sul palco al Global Citizen Festival 2017 contro le dichiarazioni di Trump che ha proposto di "licenziare" i giocatori di football che protestano contro il razzismo

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Anche Stevie Wonder in ginocchio contro Trump: è questa l’immagine che resterà di quest’edizione del Global Citizen Festival 2017, in scena sabato 23 settembre al Central Park di New York City.

Con qualche difficoltà, la leggenda della black music ha voluto testimoniare la propria solidarietà all’ex quarterback della National Football League Colin Kaepernick, che durante la stagione 2016-2017 si è inginocchiato durante l’esecuzione dell’inno nazionale, rifiutandosi di cantarlo in segno di protesta contro le violenze della polizia nei confronti delle minoranze. Un gesto che gli è costato il mancato rinnovo con i San Francisco 49ers e la mancanza di proposte da altre squadre. Come lui, anche molti altri atleti hanno fatto lo stesso.

In questi giorni negli Stati Uniti si sta verificando un braccio di ferro tra il presidente Donald Trump e alcuni grandi esponenti del football americano, che si sono schierati contro le politiche dell’amministrazione della Casa Bianca ritenute divisive e discriminatorie in tema di rispetto dei diritti civili.

Il gesto di Stevie Wonder sul palco del Global Citizen Festival 2017 fa seguito alle dichiarazioni fatte dal Presidente Trump ad una manifestazione in Alabama la scorsa settimana, quando ha chiesto di licenziare i giocatori che protestano contro il razzismo boicottando l’inno nazionale: “Non vi piacerebbe vedere uno di questi proprietari di squadre della NFL che quando qualcuno non rispetta la nostra bandiera dice: “Sbatti quel figlio di puttana fuori dal campo subito. Licenziato. Sei licenziato!“. Le sue parole hanno acuito la polemica, dilagata sui social con l’hashtag #takeaknee, spingendo anche cestisti leggendari come Stephen Curry, LeBron James e Kobe Bryant a schierarsi contro le parole violente del presidente e a sostegno delle stelle dello sport che sono state criticate per essersi inginocchiate durante l’inno.

Aiutato ad inginocchiarsi sul palco dal figlio Kwame Morris, Stevie Wonder ha poggiato prima un ginocchio e poi l’altro proclamando la sua totale solidarietà con le proteste degli atleti e lanciando anche un appello alla salvaguardia del pianeta, con un chiaro riferimento alle discusse iniziative della Casa Bianca in materia di tutela ambientale.

“Stasera, mi metto in ginocchio per l’America. Non solo un ginocchio, ma entrambe le ginocchia in preghiera per il nostro pianeta, il nostro futuro e i leader del nostro mondo”.

Il cantante poi ha realizzato un medley di successi proponendo dal vivo Higher Ground, Signed, Sealed, Delivered, I’m Yours e Sir Duke, nonché una cover di Imagine di John Lennon e i duetti con Pharrell Williams in Superstition, Get lucky e Happy.

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