Perché Sense8 è stata cancellata da Netflix, il produttore Malerba: “Solo numeri, ma la protesta fa rumore”

Il pubblico si mobilita dopo che Sense8 è stata cancellata da Netflix, parla il produttore Roberto Malerba: "La protesta sta facendo rumore"

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La scure che si è abbattuta nelle ultime settimane sulle serie del colosso streaming ha fatto arrabbiare mezzo mondo: Sense8 è stata cancellata da Netflix a sorpresa, senza che se ne avesse il sentore, stroncando le speranze del pubblico di avere almeno un finale chiuso che un racconto così complesso e impegnativo certamente meriterebbe. La seconda stagione della serie ideata e diretta dalle sorelle Wachowski si è infatti conclusa con un finale aperto che ha lasciato il pubblico orfano di una degna conclusione.

Perché Sense8 è stata cancellata da Netflix? Le ragioni non sono state rese note, complice il grande sconcerto suscitato dalla decisione e le proteste che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone nel mondo.

La decisione sembra aver colto di sorpresa tanto il cast artistico quanto quello tecnico. Il produttore esecutivo della serie Roberto Malerba ha rilanciato sui social le proteste del pubblico per la scelta di Netflix di cancellare la serie, rispondendo con empatia e comprensione alle tante reazioni degli spettatori, che hanno espresso grande amarezza per la mancanza di una nuova stagione che potesse almeno dare una conclusione all’arco narrativo. Alle domande sulle motivazioni di questa scelta, Malerba ha risposto che si tratta di meri calcoli di convenienza: “Non ne abbiamo idea… per 6 mesi erano pronti a rinnovare per una terza stagione, poi, all’improvviso, la settimana scorsa è stata annullata. Nessuna spiegazione… solo numeri…

Tra i motivi della cancellazione sembrano essere predominanti quelli legati ai costi enormi dello show, che però sono anche necessari per garantirne l’altissimo standard qualitativo: Sense8 è girato realmente nei diversi paesi in cui la serie è ambientata, con numerosi set dislocati in giro per il mondo – il film natalizio, ad esempio, è passato anche dall’Italia sulla costiera amalfitana – e di conseguenza richiede un budget molto elevato per ciascun episodio, senza considerare l’enorme numero di attori e comparse e la grande macchina produttiva necessari per la messa in scena.

Gli spettatori dello sci-fi drama – acclamato dalla critica e considerato il degno erede di Lost per la coralità e la complessità di storie e personaggi – non sono però ancora pronti a rinunciare allo show. Una petizione online aperta nella speranza di spingere Netflix ad invertire la rotta e rinnovare Sense8 per almeno una stagione finale ha raccolto quasi mezzo milione di firme in meno di una settimana, segno che la mobilitazione ha fatto il giro del mondo: “Sta facendo molto rumore a Los Angeles e non ha precedenti una protesta del genere…” ha commentato Malerba in risposta ai sostenitori della serie, decisi a rilanciare la richiesta finché non sarà accolta.

Di sicuro aver rinunciato ad un progetto del genere, così come ad altri gioielli che facevano di Netflix un coraggioso produttore sul panorama internazionale, si è rivelato un pessimo ritorno di immagine per il colosso dello streaming. La veemente protesta del pubblico – che sui social continua a farsi sentire a suon degli hashtag #RenewSense8 e #SaveSense8 – dovrà fare i conti con le esigenze di mero profitto difese da Netflix, che però è estremamente attenta alla sua brand image e certamente dovrà affrontare in qualche modo questa valanga di pubblicità negativa che non resterà senza conseguenze.

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