Recensione Dreamfall Chapters: un viaggio tra sogno e realtà – PS4, Xbox One

Sareste pronti a prendere decisioni difficili per salvare il vostro mondo?

Arrivare a vedere la luce sugli scaffali è cosa difficile, e Dreamfall Chapeters questo lo sa bene: il titolo sviluppato dai ragazzi di Red Thread Games, capitanati dal pioniere della serie Ragnar Tornquist ha infatti atteso un bel po’ di tempo, precisamente tre anni dal suo esordio su PC, prima di riuscire ad approdare finalmente anche su console, grazie all’ausilio di uno dei punti di riferimento del mondo videoludico, vale a dire Deep Silver, che ne ha patrocinato la release.

Un’epopea che chiude quindi un cerchio aperto ormai oltre dieci anni fa, quella di Dreamfall Chapters, e che promette rivelazioni importanti nel corso dei cinque diversi episodi – chiamati “Libri” all’interno del titolo – lungo i quali si dipanerà l’azione di gioco, con gameplay che di volta in volta subirà delle variazioni che potranno risultare essere a dir poco sostanziali.

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Due mondi da salvare

I giocatori vestiranno i duplici panni di Zoe Castillo e Kian Alvane, in un’avventura che si svilupperà in due diversi mondi, rispettivamente dominati da tecnologia e magia. Un’incipit che magari potrà non dire nulla ai neofiti, ma che di fatto riprende per filo e per segno gli eventi narrati nel titolo che a tutti gli effetti rappresenta il predecessore nella sequenza seriale: al termine di Dreamfall The Longest Journey, Zoe riesce a sventare una cospirazione criminale salvo poi essere tradita e con conseguente coma con cui si apre il plot dell’avventura. Un’esperienza, dicevamo, che si dipanerà su un duplice piano, con le vicissitudini dei due protagonisti che procederanno sostanzialmente in parallelo, andando a toccare argomenti delicati come possono esserlo la fedeltà a una causa, la corruzione, la privacy e molte altre, in un viaggio che poterà i due personaggi a combattere per la salvezza dei propri mondi.

Un titolo che segue il filone dettato dai vari titoli dei ragazzi di Telltale (oltre allo stupendo Life is Strange, ndr), in cui ogni scelta adoperata nel corso dell’esperienza ludica apporterà sostanziali variazioni al dipanarsi dell’avventura di Dreamfall Chapters, che quindi risulterà essere decisamente soggettiva e mutevole. Molto utili sono poi le spiegazioni che i protagonisti danno nel momento della selezione della risposta da dare al proprio interlocutore, che analizzano per filo e per segno i pro e i contro dell’affermazione pronta ad uscire dalle labbra degli alter ego digitali, un fattore che permette quindi agli utenti di pesare attentamente ogni singola scelta, e che evidenzia in maniera ancora maggiore l’importanza del comportamento adottato nel corso della propria esperienza ludica.

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Tanto da fare… ma era proprio necessario?

Se da un lato il gameplay risulta molto strutturato sotto il profilo delle cosiddette “sliding doors” – i bivi narrativi a cui si andrà incontro durante i dialoghi – altrettanto non si può dire del lato “esplorativo” di Dreamfall Chapters: qui la sensazione è che i vari compiti che i numerosi personaggi presenti nel titolo assegneranno ai vari Kian e Zoe altro non siano che un mero pretesto per dilatare l’esperienza ludica, con un peregrinare negli stage confezionati dai ragazzi di Red Thread Games che rischia di diventare ben presto frustrante, anche in virtù di una velocità tendenzialmente bassa nel corso degli spostamenti.

Gli enigmi ambientali, dal canto loro, richiederanno di aguzzare l’ingegno per poterne venire a capo, con la soluzione che non sarà sempre semplice e scontata, ma costringerà gli utenti a guardarsi attorno per sfruttare gli elementi appositamente disseminati nel mondo di gioco dagli sviluppatori che non saranno però sempre evidenti alla prima occhiata.

La critica più aperta a Dreamfall Chapters, ahinoi, la dobbiamo purtroppo fare al comparto tecnico: se il gameplay si mostra claudicante in alcune sezioni, c’è da dire che purtroppo non risultano sufficienti le animazioni dei numerosi personaggi che arricchiranno il plot del titolo. Partendo dai semplici movimenti, che risultano legnosi e stereotipati, finendo alle animazioni facciali praticamente piatte, tanti sono gli aspetti che non convincono appieno, e che avrebbero quindi meritato maggiore cura, a partire dal framerate ballerino che in più di un’occasione si è dimostrato essere claudicante. Di ottima fattura risulta essere invece la colonna sonora che accompagna l’esperienza ludica nei momenti salienti, sebbene una maggiore presenza non sarebbe risultata essere per nulla cosa sgradita; da segnalare invece la presenza del solo doppiaggio (e conseguenti sottotitoli) in inglese, fattore che ci fa sconsigliare il titolo a chi non mastica un po’ la lingua, anche in virtù del ruolo preponderante che i dialoghi avranno nell’economia del gioco..

Conclusioni

Un titolo che risulta essere un po’ incompiuto, questo Dreamfall Chapters: una buona sfilza di ottimi elementi di gameplay confezionati però un po’ alla rinfusa, e che una maggiore accortenza in fase di sviluppo avrebbe di certo potuto valorizzare di più. Un’occasione QUASI persa, e che potrà comunque dare giovamento a chi è alla ricerca di un’esperienza ludica peculiare ed è disposto a passare sopra a un comparto tecnico non proprio eccelso.

Pro

  • Trama ben strutturata
  • Esperienza ludica longeva…

Contro

  • … sebbene in alcuni punti risulti essere stata “allungata”
  • Tecnicamente non memorabile

VOTO FINALE: 6/10

 

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