Recensione Honor 6X: miglior smartphone sotto i 250 euro, plus fotocamera e autonomia

Device da tenere in considerazione soprattutto se si appartiene ad un determinato target di pubblico. E c'è anche Nougat in dirittura d'arrivo.

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Vale la pena acquistare un Honor 6X? La recensione sul device di fascia media riserva qualche sorpresa. Lo smartphone dal prezzo piccolo è senz’altro da tenere sott’occhio, con una scheda tecnica di tutto rispetto e con dei plus indiscutibili nell’autonomia ma anche nella fotocamera.

Senz’altro un dispositivo che ben si presta per un determinato target di utenti: sicuramente giovani, anche giovanissimi, sempre con l’intento di catturare momenti speciali con la doppia fotocamera e con la necessità di avere una batteria che non li lasci a terra sul più bello. Esaminiamo nello specifico il telefono.

Specifiche hardware
Dimensioni e peso: 150.9 x 72.6 x 8.2 mm, 162 g;
Display: 5,5 pollici con risoluzione 1080 x 1920 pixel (401 ppi), IPS LCD;
CPU: Huawei HiSilicon Kirin 655;
GPU: Mali-T830MP2;
RAM: 3 GB RAM;
Memoria interna: 32 GB; espandibile con micro SD fino a 128 GB;
Fotocamera: 2 sensori principali da 12 MP e 2 MP(flash LED); sensore anteriore da 8 MP;
Batteria: 3340 mAh;
Altri plus: lettore di impronte digitali;
SIM Card: Nano SIM.

Design – Voto 7.5
L’Honor 6X è uno smartphone dalle dimensioni generose che non passa di certo inosservato. Fratello minore del bellissimo Honor 8, mantiene forme eleganti e pulite, pur non arrivando alla pregiatezza del risultato del suo predecessore (a cui nella nostra recensione abbiamo dato un 8 pieno). Di seguito cercheremo di spiegare il perché.

Le dimensioni più generose dell’Honor 6X rispetto a quelle dell’Honor 8 (anche se di poco, 5.5 pollici contro i 5.2 pollici), a prima vista, danno l’impressione di un device meno compatto e molto poco maneggevole. Nulla di tutto questo, visto che i progettisti hanno saputo giocare con le ridotte lunette laterali dello schermo, rendendo la presa alla portata di tutte le mani, anche quelle non in formato maxi.

Certo che l’’Honor 6X appare subito meno pregiato rispetto all’Honor 8 nella scelta dei materiali.Siamo lontani anni luce dalla scocca posteriore in vetro del modello più costoso ma forse la soluzione in alluminio qui proposta è ben meno delicata, mai scivolosa al tatto e dunque più funzionale.

Veniamo alla descrizione del device vera e propria nel suo aspetto esteriore. Sopra il display, trova posto la fotocamera anteriore e naturalmente lo speaker audio e il LED di notifica. Sotto alla schermo non compare alcun tasto fisico, spazio dunque solo al logo Honor. Sul lato destro  invece staziona il tasto di accensione/spegnimento e il bilanciere del volume. Molto funzionali, perché abbastanza sporgenti (dunque garantiscono un’ottima presa). Sulla cornice sinistra c’è poi lo slot per l’inserimento della nano SIM e della microo SD. Cornice superiore, infine, con il jack audio da 3.5 millimetri e quella inferiore con in bella mostra i due altoparlanti e la porta micro USB.

Ampio spazio  alla descrizione del retro dove si trova, invece,  il doppio sensore fotografico in senso verticale. Tutta la componente è sporgente rispetto al resto della scocca, mentre, subito sotto, risulta rientrato il sensore per le impronte digitali in forma circolare. Spazio naturalmente anche al flash LED e nella parte bassa del telefono, all’immancabile logo Honor.

Display- Voto 7

Sa il fatto suo il display dell’Honor 6X, Le dimensioni sono generose (5.5 pollici) e la risoluzione Full HD è il minimo sindacabile su uno smartphone moderno. Dunque, un occhio più esperto potrebbe far notare che siamo lontani dagli elevati standard di blasonati colleghi ma ricordo sempre che ci troviamo pure di fronte ad un prodotto con valore di mercato attuale di 250 euro.

Brillantezza dei colori e luminosità anch’essa negli standard per l’Honor 6X. Alla luce diretta del sole, si ha un po’ di difficoltà in più nel distinguere bene testo di dimensioni ridotte ma si tratta di situazioni limite che non compromettono affatto l’esperienza generale positiva con questa componente.

Processore – Voto 7

In questa recensione dell’Honor 6X, normale che i confronti con l’Honor 8 giungano copiosi. Nel caso del top di gamma della serie, abbiamo a bordo il chip di punta HiSilicon Kirin 950. Qui invece troviamo a bordo “solo” un Huawei HiSilicon Kirin 655 su cui, in realtà, non c’è molto da eccepire.

Per usare una similitudine con il mondo automobilistico, non ci troviamo proprio davanti al motore di una Ferrari ma il chip Octa-Core formato da un Quad-core a 2.1 GHz Cortex-A53 ed un Quad-core a 1.7 GHz Cortex-A53 si comporta abbastanza bene e tiene la sfida della quotidianità. Anche se sottoposto a stress.

Gli screen shot relativi al test AnTuTu presenti al termine di questo paragrafo, la dicono lunga sulle prestazioni del device. Il punteggio ottenuto con l’Honor 6X è di 56876 e siamo ben lontani dagli 88601 del blasonato fratello maggiore. In ogni caso, c’è pure da considerare il fatto che parliamo praticamente di un entry level con un prezzo di listino di poco superiore ai 200 euro. Ciò che importa è che, alla prova pratica, il device, anche sottoposto a sessioni di “lavoro” intense con più app aperte, social, Youtube in esecuzione e altro ancora, fa bene il suo lavoro.

Certo è alla prova del gaming che magari si nota qualche differenza di troppo con altri colleghi. Ad esempio con Asphalt 8, l’esperienza di gioco è nella media buona, ma non certo eccezionale (dalla parte del device, in questo caso, l’ampio display da 5.5 pollici).

RAM e memoria interna – Voto 7,5

L’Honor 6X può contare su una RAM da 3 GB. Certo non proprio il top, considerando lo standard attuale dei 4 GB sulla maggior parte degli smartphone (soprattutto quelli in uscita in questo inizio 2017). In ogni caso, la memoria volatile sembra assolvere bene il suo lavoro, di concerto con il processore. Quindi, in sostanza, inutile lamentarsi della scelta del produttore, anche perché esiste anche una versione da 4 GB del device, anche se non commercializzata ancora in Europa attraverso il canale ufficiale vMall. Di certo, questa seconda soluzione sarebbe preferibile, se disponibile all’acquisto.

La memoria interna di 32 GB è un po’ esigua, considerando l’abitudine di conservare video, foto sui nostri smartphone. Poco importa, c’è la possibilità di espansione attraverso micro SD fino a 256 GB. Dunque meglio procedere all’acquisto dell’Honor 6X insieme con la relativa scheda aggiuntiva, subito.

Audio – Voto 8

La posizione degli altoparlanti dell’Honor 6X sulla cornice inferiore del device, a destra e sinistra della porta micro USB di alimentazione, risulta essere più che felice. Il risultato raggiunto è un suono limpido e pulito.

Al massimo del volume, lo smartphone restituisce un suono non elevatissimo in luogo aperto e affollato ma più che sufficiente in un’ambiente circoscritto come casa, ufficio o altro luogo. Durante il periodo di test, non ho riscontrato alcun difetto o note gracchianti. Stesso discorso vale pure per l’audio in chiamata, decisamente nella media se non leggermente superiore ad altri device della stessa fascia di prezzo.

Fotocamera – Voto 8

Avere a disposizione uno smartphone con doppia fotocamera a poco più di 200 euro è senz’altro un plus da tenere in considerazione in fase di acquisto. I due obiettivi sono posti in verticale, uno sull’altro e ognuno assolve un determinato compito. Il primo, quello principale, ha una risoluzione di 12 MP e la grandezza di ogni singolo pixel è pari a 1,25 micron. Il reparto fotocamera prevede poi un secondo sensore da 2 MP: la risoluzione potrebbe sembrare ridicola, ma il compito di questa seconda componente non è quello di fornire dettagli, semmai di operare sulla profondità e sulla sfocatura dello sfondo.

Il software della fotocamera merita una breve ma puntuale descrizione. All’accesso nell’app dedicata, scorrendo lo schermo verso destra, si accederà a a tutte le impostazioni utili per scatti e filmati di qualità. Possibile scegliere la risoluzione (per i video non c’è quella 4K ma il massimo è la Full HD) ma anche scegliere di attivare il timer e le modalità di scatto. Al contrario, scorrendo verso sinistra la schermata principale dell’app, è possibile scegliere tra le tante modalità disponibili (quella Pro, bellezza, notturna, scie luminoso e molte altre ancora).

Dalle chiacchiere ai fatti. Ecco una prima carrellata di foto all’aperto prodotte con l’Honor 6X. La prova del nove della bontà del sensore in una giornata poco clemente e nuvolosa (anche con qualche goccia di pioggia). Il risultato, nonostante la mancanza di colori vivi in natura, per me è stato abbastanza buono.

Per rifarci gli occhi con la vividezza dei colori della fotocamera dell’Honor 6X, ecco una serie di macro. Grado di dettaglio davvero particolareggiato, oltre ad una menzione particolare alle variegate tonalità fornite.

Ancora focus sui colori, con alcuni quadri fotografati con il sensore dell’Honr 6X. Effetti caldi senz’altro.

Ultimo focus sugli scatti notturni, testando proprio la modalità notturna del software interno alla fotocamera. Qualche imprecisione e sbavatura c’è comunque, considerando però scatti in cui la luminosità è davvero minima. A mano libera e senza un appoggio su cui tenere fermo il device, il risultato è buono ma non certo ottimo. Ancor una volta, più che sufficiente se pensiamo alla fascia di prezzo di questo smartphone.

Autonomia  e lettore di impronte digitali– Voto 8

Un bell’8 pieno all’autonomia di questo Honor 6X. L’amperaggio di di 3340 mAh su display da 5.5 pollici poteva sembrare non sufficiente sulla carta, eppure il risultato finale paga, eccome. In sostanza, il device, con un uso moderatamente intenso durante la giornata, dura fino a sera. Addirittura, è possibile giungere anche ad un giorno e mezzo di device accesso, se si limitano alcune funzioni, come l’utilizzo dei social network.

Da notare, l’estrema ottimizzazione dei consumi con un esempio su tutti: il telefono con il 29% di carica residua, con la funzione di risparmio energetico attiva, riesce pure a garantire ulteriori 21 ore di utilizzo, con azioni ridotte all’osso naturalmente. Ma questo valore è comunque impressionante.

Più che buona l’esperienza con il lettore di impronte digitali. Il produttore promette lo sblocco del dispositivo in 0.3 secondi. Ora non che abbia tenuto un cronometro a portata di mano durante i test, ma la funzione è davvero immediata e il sensore non fallisce un colpo. Davvero semplice anche la procedura di salvataggio dell’impronta in poche mosse.

Software  – Voto 8
Attualmente l’Honor 6X gira su Android 6.0 Marshmallow e su interfaccia personalizzata con EMUI 4.1. C’è subito da dire però, per chi pensa di acquistare questo smartphone, che la beta di Android 7.0 Nougat è già stata rilasciata e per la release definitiva del firmare davvero dovrebbe mancare molto poco (d’altronde su Honor 8, il pacchetto software è già realtà da settimane).

Gli strumenti di diagnostica e i tool utili dell’interfaccia EMUI sono funzionali e mai invasivi. Negli screen shot subito riportati qui sotto, qualche esempio di applicazione dedicata che in automatico, chiude applicazioni non in uso, libera dunque spazio utile sul dispositivo. Altra app Care consente di mettersi in contatto in un sol colpo con l’assistenza del brand, ma anche accedere ad un numero considerevole di guide e tutorial per il proprio device-

Nota a parte merita pure l’app Benessere che, una volta autorizzata, tiene traccia di tutta l’attività fisica della giornata. Un vero e proprio personal tainer hi-tech, sempre al proprio fianco.

Prezzo

Il prezzo dell’Honor 6X di listino è di 239 euro, per la versione da 3 GB e 32 GB. Quella non distribuita in Europa e pur segnalata all’interno della recensione con 4 GB di RAM e 64 GB di memoria interna sale a 299 euro. Inutile negare che il prezzo sia molto competitivo, soprattutto se pensiamo che, dopo il recente lancio commerciale di gennaio, le promozioni con protagonista il device non mancheranno

Conclusioni

Honor 6X è uno smartphone da comprare a occhi chiusi se si è alla ricerca di un prodotto versatile, pratico, dalla buona fotocamera e autonomia. Più di qualche dubbio al contrario dovrebbe sorgere se si ha la necessità di un device dalle alte prestazioni, magari da utilizzare per il gaming. In sostanza, dunque, è adatto ad un’ampia fetta di pubblico  con il prossimo aggiornamento Nougat diventerà di certo una delle migliori scelte possibili al di sotto dei 250 euro.

Commenti (1):
Germano

Ottima recensione, anche se essendo utilizzatore di Huawei direi che a parità di prezzo, o sotto addirittura, forse complessivamente sono più performanti alcuni modelli di smartphone di Samsung anche sotto l’importo di questo modello specifico. Provare per credere.

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