Non soltanto “Last Christmas”: OM ripercorre le tappe-chiave della straordinaria carriera di George Michael

La popstar avrebbe ‘ricominciato da tre’: tutti i progetti di Michael in programma per il 2017

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Il 2017 avrebbe segnato il grande ritorno sulle scene-pop internazionali per George Michael. La scomparsa del musicista britannico, di origini greco-cipriote, ha scritto la parola fine ad una fase di buona progettualità, legata soprattutto alla valorizzazione del passato da popstar di Michael.

Il cantante inglese stava, infatti, per ‘ricominciare da tre’: un documentario, una serata di celebrazione del suo songwriting e – secondo i media inglesi – l’attesa reunion del duo Wham! erano le tre tappe-chiave del 2017 per George Michael.

“Freedom” è il titolo del documentario su cui la star stava lavorando da qualche tempo. Il film, che sarebbe uscito a marzo del 2017, aveva lo scopo di celebrare il venticinquesimo anniversario della pubblicazione dell’album “Listen Without Prejudice”, una delle tappe discografiche più significative della carriera del musicista. Il documentario include filmati inediti e registrazioni rare e non si esclude che verrà comunque onorata la data di uscita originaria, nel rispetto delle intenzioni del musicista.

A giugno, invece, George Michael avrebbe preso parte alla cerimonia di gala della Songwriters Hall of Fame e il suo nome sarebbe stato incluso nel più prestigioso elenco di performer/songwriter di ogni epoca. La motivazione dell’inclusione del nome di Michael? Semplice: “per la vastità del repertorio mostrato come songwriter nel corso degli anni, che ha prodotto successi da classifica come ‘Careless Whisper’, ‘Father Figure’ e ‘Wake Me Up Before you Go-Go’”.

Recentemente, i media inglesi hanno riportato che Michael stava considerando l’ipotesi di un concerto di reunion degli Wham! – duo costituito anche da Andrew Ridgeley – che negli anni Ottanta conquistò le classifiche di mezzo mondo e che lanciò definitivamente il nome di George Michael nell’Olimpo del pop internazionale.

E proprio da un nucleo degli Wham! la carriera della popstar ha mosso i primi passi: dapprima Ridgeley e Michael costituirono, infatti, la band The Executive e, nei primi anni Ottanta, diedero vita ad un ampio numero di brani di successo in pochissimi anni. Club Tropicana, Freedom, Everything She Wants, Wham Rap trasformarono il duo in uno dei prodotti-chiave del pop inglese, al punto che il tour dei due cantanti approdò in Cina, sull’onda del clamore suscitato in Oriente da Michael e Ridgeley.

Con la celebre ballad “Careless Whisper” ha praticamente avuto inizio la carriera solista di George Michael, uno degli artisti musicali britannici di maggior successo degli ultimi decenni, con più di 100 milioni di dischi venduti nel corso della sua vita professionale. Il primo album solista del musicista è “Faith” del 1987. Ed è qui la svolta: con questo disco la popstar conquista ben due Grammy Awards, uno dei quali nella categoria “Rythm and blues”. Un bianco che si guadagna la stima e il riconoscimento della comunità musicale afroamericana: un premio che si trasforma in una autentica laurea per il giovane Michael. Non è un caso che voci come quelle di Aretha Franklin, Whitney Houston, Stevie Wonder e Mary J. Blige abbiano voluto duettare con lui nel corso degli anni.

Gli album “Listen Without Prejudice” e “Older” sono altri due preziosi tasselli di un mosaico fatto di canzoni molto spesso indimenticabili. “Five Live” e “Songs from the Last Century” rappresentano due digressioni nel mondo delle cover d’autore, mentre “Patience” e “Symphonica” hanno caratterizzato la recente carriera di George Michael.

È un vero peccato che la stampa internazionale si sia concentrata quasi unicamente sulla canzone “Last Christmas”: la morte della popstar, avvenuta lo scorso 25 dicembre, ha puntato un immeritato riflettore solo su questo brano natalizio prodotto dagli Wham!. Una lettura riduttiva e poco rispettosa del canzoniere prodotto da Michael in oltre 30 anni di carriera.

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