Optima Red Alert, Luigi Di Prinzio e quell’incontro al bar che ha cambiato la sua carriera

Due anni fa la svolta per il musicista abruzzese, nato tastierista e poi passato alla chitarra. L'intervista all'artista selezionato nella Playlist della Seconda Puntata.

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“Avevo deciso di non continuare a scrivere e suonare perché questo mondo era troppo difficile, mi trovavo in un bar di Pescara dove andavo sempre, qui conosco una ragazza…” Dell’intervista a Luigi Di Prinzio ci ha colpito in particolare questo passaggio. Per approfondire la questione vi invitiamo a leggere il nostro dialogo con il musicista abruzzese.

Luigi Di Prinzio è stato selezionato in Playlist della Seconda Puntata di Optima Red Alert, il nostro format musicale condotto da Red Ronnie, con il brano “Primo Febbraio”. Ecco l’intervista completa, seguita dal video della canzone.

Di dove sei e dove suoni?

Sono un ragazzo di Guardiagrele, un paesino in provincia di Chieti (Abruzzo), ma vivo a Pescara ormai da tre anni per motivi di studio.

Ho fatto qualche serata in alcuni locali della regione e per delle associazioni no profit, in modo da iniziare a farmi conoscere, però a partire dal 2017,inizierò costantemente ad esibirmi nei locali, dato che sto preparando un progetto sia inedito che edito in acustico.

Che tipo di musica fai?

Non mi piace molto definire un genere di musica perché credo sia bello in un progetto inedito avere diverse contaminazioni di stili, però se devo dare una risposta alla domanda credo che il mio  genere rispecchi molto l’Urban Pop, un genere che non si è ancora sentito molto ma che racchiude due mondi: quello dell’Urban e quello del Pop.

Come e quando hai deciso di diventare musicista?

Faccio musica praticamente da quando ero piccolo, ho iniziato se non ricordo male all’eta’ di otto anni.

Ti sei cimentato fin dall’inizio accompagnando la voce con la chitarra?

I miei nonni mi avevano regalato una piccola tastiera dove ho iniziato a mettere le mani da subito. L’idea di suonare uno strumento mi piaceva molto e così ho deciso di prendere qualche lezione di musica, è durato poco perché non amavo suonare la tastiera; la svolta è arrivata quando ho ricevuto per regalo una chitarra classica, era il mio strumento, apprendo subito il metodo per suonarla, tutto da solo, da autodidatta. Da li successivamente sono iniziati a nascere anche i primi pezzi, scritti da me.

A chi ti ispiri?

Ascolto praticamente tutti i generi di musica in modo da arricchire la mia conoscenza musicale per poi metterla ed esprimerla nella mia musica, però mi ispiro moto ad artisti come Fabrizio Moro, Calcutta, Ed Sheeran e molti altri.

Come mai proprio Moro, Calcutta e Sheran?

Mi piace molto il loro modo di scrivere, trattano temi importanti come faccio anche io nei miei pezzi, non sono un fan del bel canto ma preferisco lanciare un messaggio che ti possa lasciare qualcosa, infatti i miei testi trattano molto temi sociali, come la violenza contro le donne, lo Stato, ma anche l’amore non passa in secondo piano.

La tua esperienza musicale ha avuto una svolta un giorno un bar…

Diciamo che la mia vera convinzione nel fare musica seria è nata un paio di anni fa, quando avevo deciso di non continuare a scrivere e suonare perché questo mondo era troppo difficile, mi trovavo in un bar di Pescara dove andavo sempre. Qui conosco una ragazza Barbara Pozzoli, precisamente la barista, dove giorno dopo giorno iniziare a crescere una bella amicizia fino al momento in cui, parlando, scopriamo che tutti e due facciamo musica, tutti e due scriviamo e suoniamo.

E come è andata a finire?

Stavamo attraversando un momento difficile entrambi, dandoci forza a vicenda sono iniziate a maturare le prime idee, che poi ci hanno portato a collaborare nel brano Primo Febbraio scritto da me. La cosa strana di tutto ciò è che sono nate idee e pezzi in un tavolino da bar, posto non noto come fonte di ispirazione.

Dal primo brano uscito da qualche mese sono pronti moltissimi altri pezzi, tutti scritti da me. Ringrazio Optima Red Alert per l’intervista. Un abbraccio.

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