Profughi scomparsi. Vittime e criminali

Emergenza profughi in Italia. Ne scompaiono 100mila l'anno. Donne prostitute, bambini vittime di trafficanti ordini, uomini schiavi, mendicanti o criminali. Rivedere i criteri di accesso in Italia

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100mila profughi scomparsi in Italia. Le statistiche del Viminale sono sempre più preoccupanti. Negli ultimi due anni oltre 100mila richiedenti asilo hanno fatto perdere le proprie tracce ed il dieci per cento sono minori.

I profughi che sbarcano nel nostro paese avviano immediatamente la pratica per ottenere l’asilo politico. Gli accertamenti e le indagini consentono a circa la metà di ottenere il permesso per restare nel nostro paese. Agli altri profughi non resta che far ricorso, regolarmente perso, e nel frattempo rendersi irreperibili.

Il fenomeno riguarda anche oltre 10mila minori dei quali le autorità non sanno più nulla. I profughi fantasma, illegalmente presenti sul territorio italiano, sono un problema enorme: umanitario e di ordine pubblico.

Si teme che i minori possano finire nelle grinfie dei trafficanti di organi umani ed esser condannati ad un atroce destino: uccisi e predati degli organi vitali rivenduti a medici criminali senza scrupoli. Per le donne la strada diventa la prostituzione controllata dalle organizzazioni criminali, le stesse che inquadrano gli uomini nello spaccio di droga o nelle bande di ladri d’appartamenti. Altri ancora diventano vittime dei “caporali” che li costringono a lavorare come schiavi nelle campagne del Meridione d’Italia. Altri scelgono di mendicare qualche spicciolo pulendo vetri e rivendendo fazzoletti, sempre sotto stretto controllo criminale.

Profughi fantasma, privi di ogni diritto e dignità. Costretti quasi a diventare criminali con crescenti pericoli per l’ordine pubblico ed aumento dei costi per garantire la sicurezza dei territori. Senza documenti, senza identità, senza niente per difendersi. I profughi fantasma sono una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento. E senza soluzioni apparenti tra strepiti demagogici che alimentano razzisti fobico e titubanze della comunità internazionale che tende sempre, in primis l’Unione europea, a scaricare il problema sui paesi di confine. E’ il momento di rivedere i severi parametri di concessione dei permessi e del diritto d’asilo. Bisogna aprire le porte ripristinando il rispetto della legalità. Il mondo è pieno di conflitti e miseria: non si può negare a nessuno il diritto di scampar alle bombe ed alla fame per cercar fortuna altrove. Ed il censimento rappresenta la prima condizione per impedire che i profughi si dileguino mettendo a repentaglio la propria sicurezza ma anche, e sopratutto, quella degli italiani.

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