Barriere – Denzel Washington ruggisce e rivendica

L’attore dirige, interpreta e produce un film ambientato in un contesto apparentemente innocuo degli anni 50. Non è così. Le Barriere che ci racconta Denzel Washington sono aberranti perché hanno come fondamenta odio e rancore: due stati d’animo che accecano e inibiscono la lucidità di pensiero, ieri come oggi. Come sempre.

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Qui si parla di barriere: risulta chiaro fin dal titolo. Che tipo di barriere non è complicato capirlo stando alla trama e alle prime immagini del trailer disponibile. Insomma un titolo che sta poi ad indicare un concetto di per sé abusato di questi tempi: nel parlare sempre più spesso frenetico e confuso che disorienta accennando a certe “esclusività” come una sorta di soluzione ideale. Un errore, credo. Forse perché le mura più spesse e invalicabili sono proprio quelle che nascono dapprima nelle nostre ferme convinzioni di isolamento e protezione dal nemico. Un nemico che, non a caso, sentiamo più presente e minaccioso quando le cose non vanno bene. In questa pellicola si parla di barriere vigenti negli Stati Uniti degli anni 50: limitazioni che poi, a ben vedere, non hanno confini geografici.

Il film è interpretato, prodotto e diretto da Denzel Washington. Lui si è (s)battuto tantissimo per portare sul grande schermo questa storia che nasce come opera teatrale, vincitrice del premio Pulitzer e del Tony Award. La storia è quella di una ex promessa del baseball inaspritosi per le sorti che una vita non facile gli ha riservato: lui è un padre di famiglia, ma non ha rapporti facili né con la moglie, né soprattutto con il figlio. Nel frattempo intorno a lui c’è il contesto razziale e razzista degli USA degli anni 50 e la vita del protagonista non trascorre momenti sereni, nemmeno nei confronti degli amici. Tutto scorre nel monotono quotidiano lavoro da netturbino a Pittsburgh.

Denzel Washington è affiancato nella sua recitazione dalla bravissima Viola Davis (lei appena l’anno scorso è stata la prima attrice di colore ad aggiudicarsi il Premio Emmy per la miglior interpretazione in una serie drammatica). Nel cast ci sono poi Jovan Adepo, Stephen McKinley Henderson, Russell Hornsby, Mykelti Williamson e Saniyya Sydney.

C’è un risultato che pare essere buono: potremo appurarlo nei cinema italiani a partire dal 23 febbraio 2017. Nel frattempo, se visionate il trailer, potreste avere quasi la sensazione di cozzare materialmente su certe barriere tremendamente dure. Quelle non visibili, e perciò più pericolose.

Trailer:

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