Liberami – Esorcismo, fede e miscredenza ai giorni d’oggi

Un docu film per certi versi inusuale: non poteva essere altrimenti, vista la tematica trattata. Con Liberami Federica Di Giacomo prova a “sdoganare” pratiche e ambienti ecclesiastici da sempre permeati da un’aurea di mistero e timore. Satana & C. potrebbero uscirne malconci, o forse più simpatici. Magari più “umani”.

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Oggi menzionare esorcismi e annesse possessioni demoniache potrebbe far sorridere, stupire, piuttosto che incutere timore. Reazioni che in toto o in parte potrebbero essere amplificate ancor di più, se si ascolta, e soprattutto si guarda ciò che ha da dire questo Liberami, docu film presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia (sezione Orizzonti). È un lavoro, firmato dalla giovane regista Federica Di Giacomo, che getta uno sguardo abbastanza lucido e metodico su quanto attiene il tema dell’esorcismo oggi nella chiesa cattolica. Uno sguardo focalizzato mediante il principale interlocutore: padre Cataldo, prete esorcista di origini sicule con una certa notorietà ormai consolidata, non solo nella sua terra d’origine.

A guardare ciò che è raccontato in Liberami, il primo dato che stupisce è sicuramente il numero crescente di posseduti (presunti o veri che siano): persone che ritengono di poter ricondurre un loro malessere primordiale ad una presenza del maligno, o di satana in persona. E stupisce anche, per certi versi, sapere che la chiesa cattolica risponda a questa fenomenologia in maniera direttamente proporzionale: con un crescente nominare preti esorcisti. Preti la cui formazione è assicurata, fra l’altro, anche da specifici corsi ad hoc organizzati dalla stessa chiesa. Insomma sorprende non poco questo lungometraggio: principalmente per ciò che ne viene fuori come dato presumibilmente statistico. Riesce infatti strano apprendere che, in un epoca in cui la religione conosce una sua espansione più da un punto di vista “ideologico estremistico” piuttosto che sotto il profilo strettamente spirituale (come preferibile), certi concetti relegati ad un immaginifico cinematografico horror alimentato da un passato lontano, siano in realtà concrete realtà tangibili e addirittura in crescita.

È una realtà insomma che forse non ti aspetti, che lascia per così dire un po’ spiazzati. E ad aggiungere presumibile attualità al tutto c’è poi anche questo stile documentaristico di Liberami, che pare doni, paradossalmente, un’ atmosfera che, seppur sospesa tra scetticismo e fervore religioso, indica una presunta dose di normalità dell’ordine delle cose.Non è poco, se si tiene presente il discutere di tematiche in cui spesso il paranormale prevarica il presunto normale. Almeno al cinema.

Potremo approfondire a partire dal 29 settembre, data di esordio nei cinema italiani. A seguire c’è una clip: un esorcismo eseguito al telefono. Inquietante. Il telefono, non il demonio.

Clip:

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