Ronald Reagan – il biopic all’alba dell’elezione del nuovo presidente

Un regista poco conosciuto, per un Presidente degli Stati Uniti molto conosciuto e apprezzato. Non da tutti, ovviamente. Luci ed ombre sul suo operato saranno raccontate anche grazie alle notizie raccolte da un agente del KGB incaricato di stargli dietro. Erano gli anni della guerra fredda, agli albori di grossi e fondamentali cambiamenti

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Certo che fare una produzione indipendente che riguardi una biografia di Ronald Reagan ha un vago sentore di paradosso. Una produzione che avrà un budget di circa 25 milioni di dollari per un ex Presidente degli Stati Uniti che, durante il suo periodo di governo, ha avuto un enorme potere e ha deciso le sorti politiche, in un senso o nell’altro, pare per certi versi quasi un contrappasso. Erano anni in cui interessi privati e destini di nazioni si intrecciavano in politiche economiche che fagocitavano interessi per miliardi di dollari.

Reagan è stato un Presidente degli Stati Uniti che ha governato il Paese quando ancora c’era la guerra fredda: il mondo, gli schieramenti geo politici, erano per così dire semplificati, assecondavano certe ideologie che in ogni caso avevano segnato il mondo soprattutto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. C’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Poche vie di mezzo.Tutto ciò ovviamente seguendo una visione prettamente di parte e molto politicizzata. Il mondo cominciò a cambiare nel 1989, pochi mesi dopo l’insediamento del successore di Reagan. E proprio a Reagan comunque la storia, secondo alcune scuole di pensiero, attribuisce il merito di aver innescato quel processo che poi portò al crollo del muro di Berlino e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica: un grande risultato per chi come lui aveva la storica fobia dei rossi.

Oggi buoni e cattivi sono un po’ più frammentati, tranne eccezioni che a volte sanciscono divisioni estremiste. Questo e altro (?) sarà raccontato in una produzione indipendente di Mark Joseph, che sarà curata dalla regia di Sean McNamara. Al momento si conosce il nome di David Henrie che sarà l’attore che vestirà i panni del Presidente ancora giovane, prima che intraprendesse la sua carriera politica. Ancora nulla su chi invece sarà l’attore che interpreterà Reagan durante la sua Presidenza.

Hollywood e dintorni quindi non entrerà nella produzione di questo lavoro: la stessa Hollywood che in fondo non ha riservato grossi riconoscimenti a Ronald Reagan, al di là della stella nell’Hollywood Walk of Fame, al n. 6374 di Hollywood Boulevard. Comunque sia, il lungometraggio racconterà l’adolescenza del futuro presidente e i successivi sviluppi, il tutto filtrato dal punto di vista di un agente del KGB sovietico, incaricato di tenerlo d’occhio durante la sua presidenza dello Screen Actors Guild tra il 1947 e il 1952. Da questo resoconto partirà la sceneggiatura scritta da Howie Klausner (Space Cowboys). Ce ne saranno di cose da raccontare; si tratta solo di decidere come. Vedremo.

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