Assalto al cielo – Francesco Munzi racconta l’illusione rivoluzionaria degli anni 70

Un periodo denso di rivendicazioni e lotte sociali: anni che fanno ancora discutere e litigare. Assalto al cielo riproporrà la ricostruzione di quel periodo e dei movimenti extraparlamentari che contraddistinsero aspirazioni e radicalizzazione di tanti che credettero in una rivoluzione italiana. Una rivoluzione a cui molti hanno poi voltato le spalle.

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Ci sarà tempo per discutere del prossimo Festival del Cinema di Venezia 2016, ma fondamentalmente già abbiamo cominciato a farlo. E allora proseguiamo; lo facciamo parlando di questo nuovo lavoro di Francesco Munzi, il regista che ha avuto uno strepitoso successo (al di là del botteghino) con il suo Anime nere, pellicola intimista sulla ‘ndrangheta, osannata soprattutto oltre oceano. Assalto al cielo è il titolo di questo nuovo lavoro: esplicito senza ombra di dubbio, con chi ha almeno un minimo di dimestichezza con la storia. L’assalto al cielo è infatti quello che si ritenne operato nel famoso episodio della Comune di Parigi (1871), ma l’assalto al cielo era anche quello che, parafrasando appunto il famoso avvenimento storico, si riteneva fosse in atto in quella fase cruciale per l’Italia che generalmente si colloca intorno agli anni 70. Stiamo parlando dei cosiddetti Anni di Piombo, per alcuni la notte della Repubblica.

Insomma un periodo storico italiano tuttora controverso e per certi versi (molti versi) ancora oscuro. Munzi proverà a mettere insieme questo magma rivoluzionario; ricostruirà, o almeno proverà a farlo, un periodo che grosso modo va dal 1967 al 1977, presentando il suo lavoro fuori concorso a Venezia. In primo piano perciò soprattutto vicende personali e collettive dei movimenti definiti extraparlamentari. Assalto al cielo è stato “ricostruito” ovviamente attingendo a piene mani a materiale di repertorio: Luce, Teche Rai, Archivio del Movimento operaio, Cineteca di Bologna. Scrigni fondamentali della nostra memoria visiva, custodi insostituibili di ciò che accompagnò illusioni, velleità, errori, speranze e dubbi di alcune idee radicalizzate.

Storie non semplici da ricostruire, e soprattutto difficili da metabolizzare, almeno per quanto riguarda la storiografia ufficiale, ancora alle prese con verità mal celate ed interpretazioni parziali. Insomma un passato che fatica a non essere ancora presente e la regia di Francesco Munzi, pare lo ribadirà a chiare lettere. Il montaggio è stato affidato a Giuseppe Trepiccione, mentre alle ricerche d’archivio c’è il sudore di Nathalie Giacobino.

Assalto al cielo è una produzione Istituto Luce Cinecittà, congiuntamente a Rai Cinema. Dopo l’estate ne sapremo qualcosa in più; prima dell’autunno che, si spera, non sia caldo come quello fatidico di quegli anni.

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