Pronto il sensore dell’Iride per il Samsung Galaxy Note 7: ecco i suoi limiti

Quali sono i punti di debolezza di questa nuova tecnologia? Analizziamola più da vicino grazie alla stessa Samsung

Uno degli elementi più attesi del nuovo Samsung Galaxy Note 7 è senza ombra di dubbio il sensore dell’Iride. Benché il nuovo smartphone Android verrà presentato solo il prossimo 2 agosto, infatti, tutti sanno che il produttore coreano punterà proprio su tale aspetto per cercare di fare la differenza rispetto agli altri top di gamma che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi, ma oggi emergono alcune notizie che devono far riflette coloro che lo hanno già messo nel mirino.

Non è ancora ufficiale, ma a detta di una fonte solitamente piuttosto attendibile come Android Authority, Samsung avrebbe inserito nelle impostazioni della funzione una sorta di vademecum, con il chiaro intento di avvertire tutti sui casi in cui la scansione dell’Iride per il nuovo Samsung Galaxy Note 7 potrebbe rivelarsi inefficace. Trattandosi di una tecnologia “neonata”, dunque, è importante partire dal presupposto che siamo ancora piuttosto lontani dalla perfezione e che i futuri aggiornamenti software andranno solo in parte a limitare tali criticità.

Qualche esempio? Se indossate occhiali da sole, se avete occhi gonfi, lenti a contatto potrebbero emergere dei problemi con il mancato sblocco del Samsung Galaxy Note 7. Lo stesso può verificarsi quando le condizioni di luce circostanti sono eccessive (sia con poca luce, sia quando questa è scarsa), oppure quando c’è eccessiva umidità o acqua. Fino ad arrivare ai casi in cui gli utenti hanno problemi agli occhi che coinvolgono l’iride.

Scenario ampiamente prevedibile a mio modo di vedere e che, data l’età di questa tecnologia, dovrebbe in qualche modo preservare il Samsung Galaxy Note 7 dalle probabili critiche che verranno alla luce nel momento in cui il device non sarà in grado di portare a termine correttamente questo compito. Voi che ne pensate?

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