Adios Zaragoza! Cronaca dei quattro mesi all’estero della nostra Optima Erasmus Student Sofia Folini

Il resoconto dell'esperienza Erasmus di Sofia, che non appena rientrata ha rifatto le valigie alla volta dell'Inghilterra post Brexit.

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La tua esperienza Erasmus si è conclusa, ci racconti un momento che ti è rimasto impresso, uno di quelli indimenticabili, quello rappresentativo che porterai con te per tutto il resto della tua vita?

I ricordi impressi sono tanti e tutti molto belli. Sicuramente farò tesoro di tutte le nuove amicizie e spero di rivedere tutti un giorno. Ho viaggiato tanto con loro e mi hanno arricchito molto, ognuno a modo proprio. In realtà il ricordo che porterò con me per il resto della vita è l’intero Erasmus perché è stata un’esperienza significativa che mi ha toccato nel profondo.

In cosa pensi che l’Erasmus ti abbia cambiato?

Sono sempre stata una ragazza molto indipendente, autonoma e aperta a qualsiasi cosa quindi non posso dire che mi abbia cambiata del tutto. Semplicemente ha rafforzato ogni mio pensiero, ma anche aumentato tutti i dubbi sul futuro, perché ora vedo il mondo come casa e vorrei provare a vivere in ogni stato e continente.

Se tornassi indietro sceglieresti di nuovo la tua destinazione, oppure faresti l’Erasmus altrove? Perché?

Allora Zaragoza è bellissima ma per come sono fatta io, sei mesi sono abbastanza. Sicuramente se avessi avuto la possibilità di fare domanda in altre città (tra le scelte avevo solo Zaragoza e Granada) forse avrei scelto un’altra meta, magari Madrid o Londra però, allo stesso tempo, non avrei mai conosciuto le meravigliose persone che ora posso chiamare amici.

Purtroppo non sei mai stata in vetta alla classifica, anche se ti sei distinta in diversi Contest. Qual è stata la tua strategia? Pensi che avresti dovuto utilizzare altri escamotage per ottenere più voti?

Non ho usato nessuna strategia. Non ho voluto stressare i miei amici. Ho semplicemente spiegato loro cosa era e come funzionava Optima Erasmus e chi ha voluto e potuto, ma soprattuto chi si è ricordato di farlo, mi ha votato.

Qual è stata la maggiore difficoltà che hai incontrato durante i tuoi mesi all’estero?

Il cibo e gli orari. Mangiare tutti i giorni alle 16 è stato faticoso. E soprattutto la qualità del cibo nei supermercati non è come qui. Per esempio, non ho trovato una buon qualità di carne nei supermercati e poi costava tanto. Così come il latte, non sempre riuscivo a trovarlo fresco.

Meglio il sistema universitario spagnolo o quello italiano? Trova le differenze.

Io sono stata in una università privata quindi il sistema è completamente differente. Non so dire quale sia il migliore. Gli esami in Italia sono quasi tutti orali, in Erasmus ho sostenuto solo scritti. I professori della mia università erano tutti giovani e rispondevano alle mail, a un messaggio su whatsapp, perciò non ho dovuto aspettare settimane per ricevere una risposta. Questa direi che è una cosa molto positiva.

Purtroppo non parteciperai al Giffoni Film Festival, ma nei prossimi giorni rifarai le valigie alla volta dell’Inghilterra. Ci racconti qualcosa di questo viaggio?

Questo viaggio nell’Inghilterra post Brexit sarà sicuramente una bella esperienza, non ho mai fatto una vacanza del genere ma non voglio dirvi molto, lo scoprirete solo se seguirete i mie post!

Quale consiglio daresti ad un ragazzo in procinto di partire per l’Erasmus?

Per quanto riguarda consigli io direi di prendere e partire, così, senza sapere nulla. Sono sicura che sia la miglior cosa. A volte purtroppo si hanno delle aspettative troppo alte che non rispecchiano la realtà. Io sono partita all’avventura e ho vissuto un’esperienza meravigliosa.

Cosa non rifaresti e perché?

Rifarei tutto senza problemi. Anzi aumenterei le mie esperienze, aumenterei viaggi e cene con amici. Insomma, farei solo di più!

Cosa farai da settembre in poi? Aspettative, ambizioni, aspirazioni.

A settembre scriverò la tesi. Poi il resto si vedrà. Ho molte idee, troppe. Lavorare in Inghilterra, studiare in qualche paese nordico, volontariato ed esperienze in Africa. Insomma non so niente. Sono troppo indecisa ma quando arriverà il momento saprò cosa fare. E se non lo saprò, proverò, sbaglierò, rincomincerò da capo. Sicuramente non voglio una vita monotona. Ora finisco infermieristica poi chissà tra 10 anni mi vedrete professoressa, hostess, ricercatrice. So soltanto che niente e nessuno mi può fermare.

Rivedi l’avventura di Sofia su: optimaerasmus.com

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