L’esperienza Erasmus di Dario Rizzo, cronache da Reading per Optima Erasmus

Il resoconto di quattro mesi indimenticabili del nostro OES Dario, di ritorno dal suo Erasmus a Reading, uno degli ultimi pre-Brexit. Pronto per il Giffoni Film Festival e l'Innovation Hub.

20
CONDIVISIONI

La tua esperienza Erasmus si è conclusa, ci racconti un momento che ti è rimasto impresso, uno di quelli indimenticabili, quello rappresentativo che porterai con te per tutto il resto della tua vita?

“Morning! How are you? What are you going to do today?” Ogni mattina nella mia cucina con Antoine, Lydia, Yan, Simon. Scambiarsi il buongiorno e chiedersi a vicenda cosa avremmo fatto durante la giornata. “Hey, how are you? What about your day?” Ogni sera all’ora di cena, in cucina, a chiedersi come era andata la giornata, con Yan e Simon tutto il giorno a studiare, Antoine a lavorare, Lydia a gironzolare per il campus ed il centro ed io ad aspettare loro nella cucina che era ormai diventata il nostro posto preferito in tutta Reading. Momenti semplici, luogo ordinario, abitudine ripetitiva che però hanno reso cinque sconosciuti una vera e propria famiglia.

In cosa pensi che l’Erasmus ti abbia cambiato?

Se prima guardando al mio futuro vedevo l’Italia o al massimo l’Europa, ora all’orizzonte vedo il Mondo. Mondo che ho conosciuto soprattutto grazie all’incontro con persone provenienti da ogni continente. Vivendo con loro ho scoperto, capito, assorbito culture, usanze, mentalità. Sono cresciuto. Ora ho più fame di prima, voglio continuare a correre, voltandomi indietro solo per rivedere le persone conosciute fino ad ora.

Se tornassi indietro sceglieresti di nuovo la tua destinazione, oppure faresti l’Erasmus altrove? Perché?

Non cambierei mai Reading per un’altra città. Non sono mai deluso o pentito delle mie scelte perché generalmente prima di prendere una decisione tendo ad informarmi e considerare tutti i pro ed i contro. Reading era ciò di cui avevo bisogno e tutto è andato come previsto. Cambiare destinazione vorrebbe dire anche cambiare le persone conosciute in questi mesi e non vorrei mai.

Sei stato sempre in vetta alla classifica del #sociality Optima Erasmus, qual è stata la tua strategia? Perché credi che questa edizione sia stata incentrata su una lotta tutta al maschile?

Più che una strategia credo si possa parlare di un grande coinvolgimento, soprattutto emotivo, sentito dal primo giorno della mia esperienza Optima Erasmus, che mi ha colpito e non mi ha più abbandonato. L’aver condiviso (non nel senso di pubblicare ma nel senso di vivere insieme) questa avventura, con amici e conoscenti, da Dicembre ad oggi, ha incuriosito ed appassionato sempre più fino a rendere il VOTO un’abitudine finalizzata solo all’apprezzamento dell’esperienza condivisa e non al concorrere per una classifica. Ci sono anche stati momenti difficili, in cui tutti mi hanno incoraggiato e stimolato a fare di più e non arrendermi mai, altre volte invece c’era chi era persino più arrabbiato e deluso di me. Tutto questo ha creato una squadra perfetta e qualora dovessi vincere lo vedrei non come un mio successo personale ma come la vittoria di un gruppo, di una vera e propria famiglia. Vincere per qualcuno è la cosa più bella che ci sia e sicuramente la componente che mi ha permesso di credere e dare sempre il massimo per questo progetto, che ritengo una delle esperienze più interessanti e belle della mia vita. Più che come una lotta io l’ho vista sempre come un progetto che ha coinvolto ed accomunato cinque persone diverse, una finestra sull’Europa da cui spiare ogni giorno i miei compagni di viaggio e vivere anche la loro esperienza oltre che la mia. Per il resto la “lotta tutta al maschile” credo sia alquanto casuale.
Qual è stata la maggiore difficoltà che hai incontrato durante i tuoi mesi all’estero?

Facendo parte del Gruppo Erasmus Siena, negli ultimi due anni ho vissuto le avventure Erasmus degli studenti Internazionali a Siena. Arrivato finalmente il mio momento, forse sono partito con grandi aspettative, poi tradite all’arrivo a Reading. Vivere in una piccola città universitaria come Siena, dove anche andando a fare un giro in Piazza del Campo ti permette di incontrare amici e conoscenti senza avere neanche un appuntamento, rende il passaggio ad una città in cui non conosci praticamente nessuno, almeno all’inizio, un incubo. I primi giorni sono stati davvero molto difficili, ma poi, soprattutto grazie ai miei coinquilini, ho cominciato a non sentirmi solo e parte di quella realtà. Le persone ed i rapporti interpersonali sono la componente principale nella mia vita, quello che mi permette di sentirmi a mio agio e a casa ovunque nel mondo.

Meglio il sistema universitario inglese o quello italiano? Trova le differenze.

Parliamo sicuramente di due sistemi differenti, difficili da paragonare, con pro e contro riscontrabili in entrambi. Il sistema inglese permette di terminare gli esami anche già ad Aprile, consentendo agli studenti di godere di ben cinque mesi di vacanza prima di ricominciare il nuovo anno. Dall’altra parte però lo trovo un sistema molto stressante per ritmi di studio e carichi di lavoro molto incessanti. Per ogni esame, non si ha una prima parte scritta ed una seconda orale, come succede nella gran parte delle Università italiane, ma al termine di ogni settimana di lezioni, si ha un test che vale circa il 10% del voto finale. Questo permette di non procrastinare nessun esame e restare sempre al passo con lezioni e programmi, di contro però ogni settimana ci si trova a dover affrontare anche quattro o cinque test. Ciò che fa la differenza, invece, è il fatto che il sistema inglese prevede un maggior numero di lavori di gruppo, seminari, progetti, rispetto a quello italiano, dove è molto difficile approfondire argomenti o lavorare in gruppo con i propri colleghi. Ho deciso di fare quest’esperienza anche per mettermi alla prova con un sistema universitario differente, e devo dire che il risultato è stato altamente positivo.

Cosa ti aspetti dalla partecipazione a Giffoni?

Non vedo l’ora di cominciare questa avventura. Sono un appassionato di cinema e da piccolo guardavo spesso il Giffoni Film Festival in TV. Essere lì sarà qualcosa di fantastico. Nonostante io studi Banca e Finanza, sono altamente affascinato dal mondo della Comunicazione e del Marketing. Ultimamente mi sono avvicinato molto al mondo delle Startup, sviluppando anche una mia idea di azienda, che magari in futuro riuscirò anche a realizzare. Credo che la partecipazione a Giffoni, e al Giffoni Innovation Hub, possa essere una preziosissima esperienza per la mia crescita personale e professionale, oltre che fonte di ispirazione e stimolo per il futuro.

Quale consiglio daresti ad un ragazzo in procinto di partire per l’Erasmus?

Innanzitutto spero abbia deciso la sua destinazione con cura e consapevole di quello che andrà a trovare e vivere una volta atterrato il suo aereo. La cosa più importante è quella di vedere l’Erasmus come un’opportunità, un privilegio, un’occasione che non tutti riescono ad avere, e da sfruttare al massimo in ogni suo giorno. Altrettanto importante è considerare questa avventura come solo un punto di partenza, uno stimolo per il futuro. Se dovesse partire nel secondo semestre poi, non potrei non consigliare di iscriversi ad OPTIMA ERASMUS, goderselo e vincerlo!

Cosa non rifaresti e perché?

Dal primo all’ultimo giorno rifarei tutto ciò che ho fatto. Forse eviterei solo di fare le valigie la notte prima del viaggio di ritorno (esperienza di vita anche questa!)

Cosa farai da settembre in poi? Aspettative, ambizioni, aspirazioni.

Prima di settembre, penso ad Agosto. Tornare a Casa per festeggiare, non l’eventuale vittoria, ma il gruppo che siamo riusciti a creare tutti insieme grazie ad Optima Erasmus è l’unica cosa a cui penso in questo momento. Non vedo l’ora di abbracciare famiglia, amici, conoscenti e tutto il mio paesino (Surano), per il grande affetto e supporto dimostratomi da Dicembre fino ad ora. A differenza di chiunque altro, per me l’Erasmus è stato un periodo di riposo e studio. A settembre riprenderò a pieno ritmo la mia vita senese, una vita senza sosta tra Gruppo Erasmus e Buddy Program a supporto degli studenti Erasmus che arriveranno a Siena, e l’ormai prossima laurea, ultimi esami da portare a casa inclusi. Sono una persona che ha tanta voglia di fare ed altrettanta pazienza di imparare. Vedo ogni esperienza come un punto di partenza, uno stimolo per fare sempre cose nuove. Presto sarò laureato e grazie alle tante esperienze che sto vivendo negli ultimi anni, troverò un lavoro che, anche a discapito del denaro, mi permetterà di essere felice e restare sempre me stesso.

Rivedi l’avventura di Dario su optimaerasmus.com

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.