Da Huelva a Cosenza: impressioni della nostra OES Maria

L'intervista a Maria sulla sua città Erasmus

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Cosenza, cittadina universitaria della meravigliosa Calabria, è stata la tua casa negli ultimi mesi. Qual è stata la prima impressione che hai avuto appena arrivata?

Appena arrivata mi sembrava solo una piccola città, sicuramente non quello che mi aspettavo dall’Italia. Ma dopo pochi giorni mi sono convinta sempre di più di aver scelto il luogo perfetto per vivere la mia esperienza Erasmus. Qui ho conosciuto gente meravigliosa, visto posti indimenticabili. Senza dubbio rifarei tutto.

Come si svolge la vita dei cittadini di Cosenza? Ci descrivi la giornata tipo di uno studente della tua città ospitante?

Soprattutto per gli studenti, a Cosenza la vita è molto intensa, non ci si ferma mai. Dal lunedì al venerdì abbiamo lezione mattina e pomeriggio e nel frattempo andiamo a mensa per pranzare. Posso dire che la prima cosa a cui mi sono dovuta abituare sono gli orari, qui si mangia molto più presto che in Spagna. Abbiamo anche molto tempo per divertirci, ci sono feste anche durante la settimana, concerti, cene, partite di calcio, di volley, Jam Session. Sicuramente non c’è il tempo di annoiarsi.

Un piatto tipico di Cosenza: ingredienti, preparazione e perché no, un po’ di storia.

Sicuramente “Cuddrurieddi”, le ciambelle dell’Immacolata che si preparano per tutto il periodo natalizio, a base di patate lesse, farina, lievito e sale, fritte nell’olio bollente e consumate caldissime. E poi ancora la “pitta ‘mpigliata”, “patate y piparedde” e tantissimi altri piatti deliziosi.

Qual è l’evento dell’anno o la festa tradizionale che gli abitanti attendono più di tutte?

Penso la fiera di San Giuseppe. In questa occasione arrivano in città espositori di: abbigliamento, antiquariato, artigianato locale, articoli etnici, quadri, biancheria, articoli in ferro battuto, e prodotti tipici.

Cosa assolutamente non sopporti di Cosenza?

Una cosa che non sopporto è il clima che è troppo mutevole. Caldo, freddo, pioggia, sole, non si sa mai a cosa si va incontro.

Un’abitudine, un pregio o una caratteristica di cui farai tesoro, che vuoi portare con te in Spagna e perché.

Questa è una domanda molto difficile. Porto con me molte cose, non solo ciò che mi hanno insegnato ma ciò che ho appreso. Partire per l’Erasmus e convivere con un’altra cultura è una cosa che ti fa crescere in una maniera complicata da spiegare. Però una cosa posso dirla: ho imparato a cucinare benissimo la pasta!

Commenti (1):
Carlos Santamaría

Optimo¡¡¡ Molto interante conoscere la vita e il modo di fare in altri paesi . Bravo, Maria

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