Saragozza secondo Sofia. Dalla “siesta” a “las migas”

L'intervista alla nostra OES Sofia Folini che ci racconta la sua città Erasmus: Saragozza.

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Saragozza, il capoluogo aragonese, è stata la tua casa negli ultimi mesi. Qual è stata la prima impressione che hai avuto appena arrivata?

La prima cosa che ho visto appena arrivata è stata l’imponente cattedrale del Pilar al tramonto sul ponte di Pietra; un panorama che lascia senza fiato. Pur essendo la quinta città più grande della Spagna, ti dà l’impressione di essere una città piccola e questo perché credo che si estenda molto in periferia mentre il centro si gira a piedi. La città è sempre pulita, i mezzi sempre precisi al minuto. Che dire, una vera chicca.

Come si svolge la vita dei cittadini di Saragozza? Ci descrivi la giornata tipo di uno studente della tua città ospitante?

Beh molte attività non aprono prima delle 10.00, quindi sono poche le persone che incontri di mattina presto, ma questa sembra essere una caratteristica degli spagnoli. Un negozio con orario normale apre alle 10.00 per chiudere alle 13.30 circa e riaprire alle 17.00, dopo la siesta ovviamente. L’orario di chiusura è prima di cena, quindi per le 21.30. Per quanto riguarda gli studenti, sicuramente gli orari variano a seconda del corso di laurea, comunque la mattina solitamente hanno tutti lezione, per poi passare il pomeriggio in biblioteca a studiare. Per quanto riguarda la cena, qui si cena molto tardi, intorno alle 22.00 perché la notte è sempre e rigorosamente giovane.

Un piatto tipico di Saragozza: ingredienti, preparazione e perché no, un po’ di storia.

Il primo piatto tipico che ho assaggiato, e di cui mi sono innamorata, sono “las migas”. La parola, in spagnolo, significa letteralmente briciole. “Las migas” sono un piatto della cucina spagnola e portoghese ed hanno come ingrediente principale delle briciole di pane. Sono tipiche del centro-sud della penisola iberica, principalmente nelle regioni spagnole de La Mancia, Murcia, Andalusia, Estremadura e Aragona, e in quelle portoghesi dell’Alentejo e Beira. In principio nascevano come piatto per i pastori, che potevano sfruttare in questo modo il pane duro avanzato; ne esiste una variante più elaborata “migas de harina” (migas di farina). La tipica ricetta delle migas aragonesi prevede: cipolle, pane duro, chorizo (una sorta di salame tipico spagnolo), uva nera o uova all’occhio di bue, longaniza di Aragona (un’altra specie di salame ripiena di carne trita di maiale e speziata), aglio, acqua, e sale. Questo piatto l’ho fatto assaggiare a tutte le persone che mi sono venute a trovare e posso garantire che ne sono rimaste estasiate come me. Las migas: il must della cucina aragonese!

Qual è l’evento dell’anno o la festa tradizionale che gli abitanti attendono più di tutte?

Sicuramente la Festa del Pilar che si svolge ogni anno, più o meno tra la seconda e la terza settimana di ottobre. Si tratta dei festeggiamenti in onore della Madonna del Pilar protettrice della città. Il giorno più importante è il 12 Ottobre, in cui tutti i cittadini vestiti con abiti tradizionali aragonesi portano al centro della piazza, davanti alla famosa cattedrale del Pilar, una vera e propria montagna di fiori in cima alla quale verrà posta la piccola statua della Vergine. Durante tutta la settimana si svolgono non soltanto varie celebrazioni religiose, ma anche fiere, concerti, spettacoli teatrali e circensi; insomma tutta la città è in festa!

Cosa assolutamente non sopporti di Saragozza?

Il “Cierzo”! Ovvero il famoso vento di Saragozza. Questo è presente durante tutta la stagione invernale, facendo abbassare molto le temperature. In estate scompare del tutto e le temperature si alzano fino a toccare anche 45 gradi! Insomma c’è quando non ci dovrebbe essere e non c’è quando invece potrebbe dare un po’ di sollievo!

Un’abitudine, un pregio o una caratteristica di cui farai tesoro, che vuoi portare con te in Italia e perché.

L’abitudine che caratterizza di più questa città è la siesta ma non credo che la porterò con me in Italia. Mi piace essere attiva anche prima delle 17.00 e non riesco ad abituarmi al riposo pomeridiano. Con me porterò sicuramente tutti i ricordi legati alle magnifiche persone che ho incontrato, ma soprattutto la gentilezza, la bontà e la felicità con cui vivono i cittadini di questa Saragozza! Tutti si salutano anche se sono perfetti estranei. Qui, raramente si incontrano persone maleducate e rudi.

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