Grey’s Anatomy 12×22 è un toccante Kramer vs Kramer LGBT con Callie e Arizona (recensione)

Grey's Anatomy 12x22 è un piccolo gioiello: recensione dell'episodio Mama Tried con Callie e Arizona a processo per Sofia (promo 12x23)

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Non sempre le dichiarazioni degli attori sono attendibili, ma quelle di Kevin McKidd alla vigilia di Grey’s Anatomy 12×22, l’episodio dedicato alla causa tra Callie e Arizona per la custodia della figlia Sofia, si sono rivelate veritiere.

Grey’s Anatomy si è trasformato per una volta davvero in un dramma giudiziario: in realtà lo aveva già fatto in passato con il processo a Callie per un’accusa di negligenza nei confronti di un suo paziente, ma stavolta è stato tutto molto più intenso e radicale perché al centro di tutto c’è un affare di famiglia, che probabilmente troverà la sua soluzione soltanto nel finale (l’ultimo episodio di questa stagione si intitola proprio Family Affair).

L’affare spinoso è quello che riguarda la piccola Sofia, figlia biologica di Callie Torres e Mark Sloan, ma adottata da Arizona, ex moglie della madre naturale della bambina. In questo modo le famiglie cosiddette famiglie arcobaleno, i diritti e doveri delle coppie LGBT e in generale tutto un modo di concepire l’importanza delle relazioni e dell’affettività a prescindere dall’appartenenza di genere approdano prepotentemente in prima serata negli Stati Uniti, dove ormai la questione dei diritti civili ha raggiunto posizioni di consenso abbastanza trasversali, ad eccezione di Stati come il North Carolina che ancora vara leggi omofobe, e in cui eppure un candidato intollerante come Trump conquista la nomination repubblicana alla presidenziali.

Non è un caso che Shonda Rhimes, politicamente schierata per la Clinton come tutte le sue attrici, abbia proposto negli ultimi tempi un episodio sugli effetti della diffusione incontrollata delle armi e uno sulla maternità adottiva. Perché le serie tv saranno pure un prodotto commerciale, ma chi l’ha detto che non facciano a loro modo politica?

Ed è quello che ha fatto l’episodio 12×22 di Grey’s Anatomy, come Shonda Rhimes e i suoi autori sanno fare, ovvero con la forza della caratterizzazione dei personaggi, con l’intensità dei ruoli e delle interpretazioni, con colpi di scena che pure trovano sempre il loro senso profondo, con realismo ma anche con un tocco di poesia.

Aveva ragione Kevin McKidd, regista di quest’episodio, a parlare di una sorta di capitolo a sé stante della storia, una specie di Kramer vs Kramer che ha riportato il tema del conflitto genitoriale sul piccolo schermo (in Italia ci aveva provato una sfortunata ma bella fiction Mediaset intitolata proprio Cuore contro cuore, con Isabella Ferrari ed Ennio Fantastichini). Il riferimento al film con Dustin Hoffman e Meryl Streep è decisamente congruo: pur con le dovute distinzioni, anche l’episodio Mama Tried di Grey’s Anatomy mette infatti in scena il conflitto tra due genitori con visioni diverse della vita, delle proprie priorità e di come voler crescere un figlio. Da un lato la prova di forza di Callie, che sa di avere dalla sua parte il legame del DNA e sceglie di portare con sé sua figlia a New York con la nuova compagna, sottraendola al legame con la madre adottiva. Dall’altra parte quest’ultima, che non si accontenta di veder ridotto lo spazio e il tempo a disposizione per stare con la bambina alle vacanze e ai weekend, e afferma con forza la propria identità di madre nonostante la mancanza di una connessione biologica con la bambina che ha adottato e cresciuto.

Sin dall’apertura, con la citazione biblica di Meredith che ricorda Salomone e la storia delle due madri quanto mai appropriata, si entra nel mood di un episodio perfettamente scritto e diretto, che si chiude in sé stesso in modo sorprendente ma non troppo. Emozionante sia l’abbraccio iniziale di Callie alla piccola Sofia che quello di Arizona che la ritrova a fine episodio ormai vincitrice. Due scene che racchiudono il senso di un episodio toccante, cui la regia delicata ma attenta di McKidd (l’interprete di Owen Hunt) ha conferito un tocco poetico e soprattutto sinceramente emozionante.

Credibile e coerente il percorso giudiziario in aula che ha portato alla decisione finale: le tattiche legali, gli affondi, la guerra senza quartiere che scava nella vita delle persone a colpi di numeri, date, presunte lacune, errori, difetti, per costruire un quadro il cui scopo è “cercare di trasformare i punti di forza in debolezze“. Arizona per l’intero episodio vede il suo successo, la sua indipendenza, la sua libertà sessuale sotto accusa. Ed è quello che comunemente avviene in questi casi.

Che dire della meravigliosa Bailey, che dopo aver fatto da chirurgo, insegnante, madre e primario nella vita si reinventa anche avvocato di parte in tribunale avanzando obiezioni che non le competono! Finalmente la Nazista dei vecchi tempi! “Io non considererei mai il successo di una donna nella lista dei contro” è la sua battuta da incorniciare, uno dei pochi momenti esilaranti di un episodio dai toni altamente drammatici.

Non poteva mancare un momento vedovanza ad alto tasso alcolico, con Meredith che dopo tanto tempo ritrova l’amata compagna di una vita, la tequila, quella che tante volte ha parlato per lei. Come ai vecchi tempi.

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Ricordando Mark, bottiglia alla mano, Callie dice una delle poche cose sensate da molti episodi a questa parte: “Avrebbe trovato questa situazione inaccettabile“. Verissimo. “Essere madre è il motivo per cui sono viva oggi“, afferma in tribunale ricordando l’incidente d’auto dopo il quale è nata Sofia. Ma è di Arizona, o meglio di una Jessica Capshaw in assoluto stato di grazia ormai in gravidanza avanzata, la scena madre dell’episodio 12×22, quella in cui parla a cuore aperto della scelta di essere madre, della possibilità che aveva di scappare e della consapevolezza di non volerlo fare. Scegliere di costruire un legame al di là di ogni vincolo materiale, quando si potrebbe tranquillamente non farlo, è forse la forma d’amore e di generosità d’animo più alta: “Potevo scappare, ma ho scelto di restare, ho scelto la maternità ed è la scelta migliore che abbia mai fatto“.

Ed è proprio Arizona, come nel racconto biblico delle due madri, a dimostrare che per amore avrebbe anche rinunciato alla sua bambina sapendola comunque felice con l’altra mamma. Un’affermazione straziante ma profondamente sincera che, inevitabilmente, le vale il favore del giudice. Un’affermazione fatta prima di compiere la magia di rimettere un feto nell’utero di una donna interrompendo un cesareo. Perché sua figlia sarebbe sopravvissuta ugualmente, ma un bambino in pericolo di vita no. Come sempre, negli episodi più riusciti di Grey’s Anatomy, tutto si tiene. E quel presunto difetto di Arizona (troppo impegnata sul lavoro per essere una madre presente, secondo l’avvocato di Callie) diventa invece il metro del valore della sua persona. Due minuti e mezzo tra i più intensi di sempre: difficile immaginare, all’inizio di questa stagione, che Grey’s Anatomy 12 ci avrebbe regalato momenti come questo.

Tocca poi a Meredith, voce narrante dell’episodio, introdurre Sofia verso la sua nuova vita, con Arizona che l’avrà in custodia esclusiva. Alla fine chi perde in questi casi sono i bambini, ma anche un po’ i genitori. Arizona non sorride se non dopo aver visto il sorriso di sua figlia, perché non c’è da festeggiare. E Callie ha perso la custodia condivisa della sua bambina per una donna che è convinta di amare (e forse bisogna accettare che la ama davvero, nonostante il personaggio sia universalmente detestato perché associato alla morte di Derek), ma che tutto sommato conosce da meno di un anno. Un rapporto che probabilmente, a giudicare dall’ultima scena, non resisterà a tutto questo.

Ecco il promo dell’episodio 12×23 At last, il penultimo di stagione, in onda il 14 maggio su ABC.

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