La Mehari di Giancarlo Siani torna a Torre Annunziata a trent’anni dalla sua uccisione (FOTO)

Una manifestazione antimafia per ricordare il cronista de “Il Mattino” ucciso trent'anni fa

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Una macchia verde che sfila tra le strade che fino a qualche anno fa erano ad appannaggio del clan. A trent’anni dalla sua uccisione, la Mehari di Giancarlo Siani torna a Torre Annunziata. Lo fa in una maniera speciale, grazie ad una manifestazione organizzata dall’assessorato alla Cultura di Torre Annunziata e dalla fondazione “Polis”, in collaborazione con tutte le scuole oplontine. Un lungo corteo partito dal liceo scientifico “Pitagora-Croce” che si è snodato lungo le strade principali della città. In testa, l’auto verde su cui il cronista de “Il Mattino” batteva il territorio guidata a turno da un gruppo di giornalisti che si occupano della città oplontina.

A seguire, centinaia di ragazzi con striscioni e cartelli colorati, tutti con lo stesso obiettivo: non dimenticare il giovane giornalista. L’auto, a passo d’uomo, ha abbattuto un vero e proprio muro in città. Un muro che i cronisti come Siani abbattono tutti i giorni ma purtroppo lo fanno spesso da soli al massimo in compagnia delle forze dell’ordine che in quelle strade fanno il proprio lavoro cercando di estirpare il cancro camorristico. La Mehari verde ha messo definitivamente fine a ciò che per molti abitanti di Torre Annunziata rappresentava un vero e proprio tabù. L’auto del cronista ha attraversato i vicoli del Quadrilatero delle Carceri fermandosi dinanzi a palazzo Fienga, l’ex roccaforte del clan Gionta, ora sgomberato e murato.

La marea di persone ha potuto mettere simbolicamente fine all’epopea criminale di un clan durata anni, sin da quando Siani ne denunciava le malefatte. I bambini con le loro urla contro la camorra hanno potuto finalmente invertire la rotta con un semplice gesto e dove il cronista assassinato trovava solo porte e finestre chiuse per la paura, durante la marcia c’erano gli abitanti del quartiere affacciati incuriositi dalla bellezza della folla festante. L’auto ha anche raggiunto il quartiere di Rovigliano ponendo fine ad una giornata memorabile che ha rappresentato probabilmente il momento più alto del programma di commemorazione del trentennale dell’uccisione del giovane cronista.

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