Optima Erasmus va in vacanza, il saluto di Gianfilippo Piselli

Studente Optima Erasmus a Esslingen

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Pochissimi giorni al termine della seconda edizione di Optima Erasmus e Optimagazine intervista oggi Gianfilippo Piselli, studente Optima Erasmus a Esslingen.

A Esslingen ti sei fatto tanti amici, formando un gruppo decisamente multietnico! Hai anche portato i tuoi amici in Italia, ci racconti questo viaggio?

Prima di venire qua pensavo di incontrare solo europei o comunque poche persone provenienti da altri continenti. Già quando ho conosciuto il primo ragazzo asiatico (il mio amico Steve o “Stefano” che già avrete visto mille volte sulla mia pagina) mi sono stupito. Poi messicani, americani, coreani e chi più ne ha più ne metta. Sotto questo punto di vista la mia università ospitante (Hochschule Esslingen) è formidabile! E’ estremamente internazionale, e dà un sacco di possibilità ai suoi studenti di rapportarsi con altre culture attraverso stage e/o scambi all’estero con università o aziende partner o addirittura insegnando materie riguardanti la gestione del rapporto interculturale (Intercultural communication). Il nostro viaggio in Italia insieme è stato fantastico! Già il fatto di aver perso l’aereo per tornare a casa per colpa della Deutsche Bahn (ci tengo a rimarcarlo) e tornare in macchina con tutti loro ha dato un senso maggiore a tutto ciò. Stare in macchina insieme per più di 10 ore, parlare veramente di tutto, ti aiuta veramente a comprendere chi hai accanto e io per fortuna, ho trovato tutte persone che fondamentalmente hanno molto in comune con me: l’essere spontanei e leali, il sapersi divertire ma anche il sapere essere seri quando è richiesto. Ultimi ma non per importanza, l’amore e il rispetto per amici e famiglia. Non posso descrivere a parole il piacere che ho provato nel presentare il mio gruppo alla mia famiglia e inoltre a mostrare ai miei amici il luogo dove vivo e sono cresciuto. Posso dirvi, infine, che visitare casa propria con un gruppo di casa tua non è la stessa cosa; ognuno infatti ha la propria maniera di vedere le cose ma una cosa è sicura: il cuore se è buono, è buono allo stesso modo per tutti.

So che stai attivamente cercando un internship in Germania. Su quali aziende ti stai orientando? E come ti è sembrato questo primo approccio con il mondo del lavoro tedesco confrontato con quello italiano?

Innanzitutto c’è da dire che qua l’opportunità di fare tirocini viene data a tutti poiché il più delle volte, è richiesto dalle università per completare il ciclo di studi. Purtroppo il mio tedesco, nonostante sia migliorato molto, non è assolutamente sufficiente per l’ambito lavorativo. Comunque sia, i tedeschi sono molto “Practical Oriented”, cercano gente che sappia lavorare. Laurearsi con il nostro 110 è solo un vantaggio che hai per far sì che per lo meno ti intervistino frontalmente, ma se durante l’intervista dimostri di essere un vaso pieno di conoscenza ma sigillato (nel senso che non le sai applicare) sei peggio di uno laureato con 100 ma che le cose le sa fare. Secondo me questo alla fine è il miglior ragionamento poiché alle aziende, per quanto si voglia dire, importa di fare profitto e il profitto lo fanno le persone che sanno portare i soldi in cassa. In Italia sfortunatamente non ho mai avuto colloqui, ma posso già dire che per un motivo o per un altro, danno, ahimè, meno opportunità ai giovani rispetto che a qui, anche se non credete che in Germania non vi siano casi del tipo “Li se non conosci nessuno non ti prendono”. Io personalmente avevo deciso di puntare inizialmente su grandi aziende (appunto come Daimler, Porsche, Bosch…) ma nonostante abbia molte attitudini, il mio curriculum professionale non è uno dei migliori. Non ho avuto mai esperienze lavorative nel mio settore, e in più come ho già detto il mio tedesco è buono per parlare di cose giornaliere ma non per lavorare. Per questo ho parlato con alcuni prof. che mi hanno consigliato di indirizzarmi di più verso le aziende più piccole in modo da sfruttare le mie qualità linguistiche (inglese, spagnolo fluenti e ovviamente italiano) e le mie conoscenze.

Dopo una buona partenza su Optima Erasmus, hai perso poi posizioni e a pochi giorni dalla fine sei penultimo. Come ti spieghi la tua minore “popolarità” sulla piattaforma rispetto ad altri concorrenti come Mario e Francesco?

Beh non saprei precisamente. Diciamo che io non ho mai pressato la gente a votarmi, non mi mi piace rompere le scatole. Mario per esempio è più esuberante di me come carattere! Poi onestamente per i contest ho avuto un po’ di sfortuna poiché sono la persona meno fantasiosa del mondo e spesso la creatività era la dote più premiata e anche l’accuratezza nei dettagli. So di sicuro che non lavorerò mai nel digitale inteso come editor di video o copywriter poiché mi manca non tanto la creatività intesa come pensare a situazioni in maniera innovativa ma la creatività artistica! Patricia e Mario per esempio ne hanno da vendere! Ho avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza di Mario anche perché è stato mio ospite qua a Esslingen, e vi posso assicurare che è un comico nato! Ha fatto amicizia con tutti i miei amici di qui e ogni tanto lo rammentano pure! Ha fatto una bella impressione!

Cosa hai imparato da questo Erasmus? Ti senti in qualche modo “diverso” rispetto a quando sei partito? E se sì in che modo?

Gianfilippo come persona è rimasta la stessa fondamentalmente ma la sua percezione del mondo e della vita sono cambiate e migliorate notevolmente. Ovviamente non ho la risposta sul senso della vita, ma posso dire che ho capito molte cose su come affrontarla al meglio. Ho capito l´importanza della famiglia intesa come circolo di persone che si vogliono bene, che farebbero per gli altri componenti ciò che essi vorrebbero che gli altri li facessero a loro volta. Ho capito l’importanza di godersi ogni momento della vita, ho capito l’importanza di sapere essere seri nel momento giusto. Potrei scrivere mille altre cose che ho imparato ma penso che a un certo punto la pagina finisca! Sicuramente questa esperienza mi ha reso più uomo e mi ha dato maggiori certezze su quello che voglio fare nella mia vita… Come per esempio trasferirmi qui in Germania per fare la specialistica e chissà, forse anche per viverci definitivamente!

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