I cinque motivi per cui i The Kolors devono vincere #Amici14.

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1. Perché sono già pronti per il mercato musicale, lo erano già dal momento della loro entrata ad Amici e, probabilmente, lo erano già alla vigilia della loro recita in terza elementare. Già dalla prima esibizione di “Everytime” ho visto discografici e talent scout con stampata in fronte la scritta “Jackpot”, ragazzine con gli occhi a cuore in stile “ascesa divina dei Beatles”, addetti ai lavori con le antenne dritte che nemmeno i Teletubbies ed il sottoscritto che sibilava a mezza bocca un laconico “mortacci loro che bravi”.

2. Perché qualcuno dovrà pur far capire ai “Dear Jack” che è possibile combinare dei bei faccini con un qualcosa che sia un minimo masticabile dal punto di vista musicale anche per coloro i quali che piuttosto che vedere Amici passerebbero il sabato sera a sradicarsi le unghie degli alluci con una pinza da meccanico. L’impressione che i The Kolors fanno anche su chi non guarda la televisione dai tempi di Carràmba è esattamente questa: sembrano un prodotto internazionale. Inserite una loro qualsiasi esibizione in mezzo ad una selezione di Bruno Mars e Ed Sheeran, solo così capirete il senso del mio sproloquio.

3. Perché non c’è reale alternativa. Per quanto mi riguarda darei la vittoria anche a Valentina, mantenendo comunque un livello di soddisfazione minore. La sfortuna di Valentina è l’essere una specie di ibrido, pur sempre interessante, tra Emma Marrone e Alessandra Amoroso in un panorama musicale dominato da queste stesse figure. Le due spinte, uguali e contrarie, non fanno altro che affossare la cantante in questione. Ci sarebbe anche Luca Tudisca, una specie di ultimo romantico in un mondo in cui i romantici finiscono per essere mangiati a colazione o a scrivere di “tappeti di fragole”. Incisivo come un dente da latte venuto giù dopo uno scontro mortale con un Plasmon, è il grande mistero di questa edizione: mi viene da credere che sia lì per aver eluso in maniera magistrale la sorveglianza.

4. Poi ci sarebbe anche Briga. Ma Briga anche basta. È borioso, tedioso, inutilmente autocelebrativo, fastidioso nonché così convinto da provocare nausea, prurito, bruciore di stomaco e vertigini. E, piuttosto che immettere sul mercato una specie di clone di Moreno con il 75% di altezza in più ed il 277% di spocchia concentrata, faccio l’elemosina per produrre un altro disco a Virginio Simonelli.

5. La verità è che molto dipenderà dalle dinamiche della finale. Se il meccanismo di selezione del vincitore dovesse basarsi su televoto, ci ritroveremmo davanti al prototipo generico di tutti i problemi del nostro paese: una massa indistinta di inconsapevoli votanti che in preda ad isterie collettive deciderà di eleggere il loro stesso prossimo problema.

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