Nuovi scontri razziali in USA, l’opinione degli studenti di Optima Erasmus

La parola a Alex Morte Fanlo, studente Optima Erasmus a Barcellona

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Baltimora sotto assedio. E’ solo l’ultimo caso di una città americana paralizzata dagli scontri tra la popolazione afroamericana e le forze dell’ordine, responsabili della morte del giovane nero Freddie Gray. Il governatore del Maryland ha disposto il coprifuoco e lo stato d’emergenza, ma la violenza continua inarrestabile. Baltimora come Ferguson, come Cleveland, come Detroit dunque, mentre i soliti politici di casa nostra evocano lo spettro di simili disordini anche in Europa, con il crescente arrivo di immigrati. Abbiamo chiesto il parere di Alex Morte Fanlo, studente Optima Erasmus a Roma

Alex, tu sei originario di Barcellona, la città spagnola con la più alta concentrazione di immigrati. Ci sono mai state tensioni tra immigrati e residenti di Barcellona?

No per fortuna almeno non negli ultimi anni. I “nativi” di Barcellona hanno una prospettiva molto aperta sul multiculturalismo, dato che Barcellona si è in parte sviluppata grazie agli immigrati provenienti da altre parti della Spagna e da altri paesi. A Barcellona, si sono registrati negli ultimi anni problemi con le forze dell’ordine, le cui origini non sono di natura razziale ma sociale, a causa della crisi e di una serie di dimostrazioni per i diritti sociali e contro il governo. In queste circostanze, la polizia in molti casi ha usato violenza, pur senza arrivare all’omicidio, contrariamente a quello che è avvenuto in America; un fatto molto triste, dato che la polizia deve aiutare il popolo a mantenere l’ordine e non a seminare il panico tra i cittadini.

Ora ti trovi in Erasmus a Roma, che è la città italiana con il più alto numero di immigrati dopo Milano. Ci sono differenze tra la presenza di immigrati in Spagna e la situazione in Italia? Dove sono più integrati?

A Roma ci sono molti immigrati perché è una città molto importante ed è anche uno dei motori dell’economia italiana. Il turismo è una delle principali fonti di reddito della “Città Eterna”, e questo attira un grande movimento di persone desiderose di trovare una qualità della vita migliore rispetto al loro paese.
Io davvero non vedo molta differenza tra le due città, entrambe sono molto aperte alla globalizzazione e al multiculturalismo. Molte delle imprese coinvolte nel turismo, come negozi di souvenir, ristoranti, alimentari hanno assunto immigrati e mi sembra che questo non rappresenti un problema per le persone che vivono a Roma o tantomeno per i turisti, perché sono ben integrati.

Pensi che in futuro, con il crescente afflusso di immigrati, la Spagna e l’Italia possano diventare una società multietnica e multirazziale come gli Stati Uniti? O in Europa questo è impossibile?

Sinceramente, e a mio modesto parere, vedo questo scenario, se non impossibile, improbabile; perché le basi degli Stati Uniti come paese sono state poste da una società di immigrati provenienti da Europa, Africa e America centrale. In Europa la situazione è differente, dal momento che la grande ondata di immigrati si è verificata negli ultimi anni del XX secolo e soprattutto nel XXI secolo, in particolare da altri continenti come l’Africa, il Sud America o in Asia. In altre parole la società, la cultura del “vecchio continente”, erano già formate prima dell’afflusso di questi nuovi popoli. Invece, gli USA sono nati come nazione di immigrati, provenienti inizialmente dalla Gran Bretagna e successivamente da tutto il mondo.
Naturalmente anche in USA, pur essendo un paese multiculturale e multirazziale, ci sono ancora problemi tra “razze”, come vediamo in questi giorni, il che mi porta a chiedermi se crediamo veramente che siamo tutti uguali nel mondo o se questa è solo un’utopia … La decisione è esclusivamente nelle mani della società, e di chi la governa.
A poco a poco, la cultura spagnola e italiana stanno assimilando nuovi aspetti delle più grandi comunità di immigrati, sicuramente un passo avanti verso il multiculturalismo, tuttavia ritengo sia molto difficile raggiungere una vera e propria società multietnica.

Aumento immigrati e affermazione di movimenti xenofobi e di estrema destra: la Lega Nord in Italia, il Fronte Nazionale in Francia, UKIP nel Regno Unito. C’è un partito come questo in Spagna? Ed è molto popolare?

Ovviamente esistono a causa del passato franchista in Spagna, e credo che sia inutile dire che io sono totalmente contro questo tipo di partiti reazionari e fascisti. Non dimentichiamoci che la Spagna dal 1939 al 1975 ha vissuto la dittatura di Francisco Franco, i cui ideali erano simili alla dittatura italiana e soprattutto tedesca di Hitler. E ancora oggi ci sono persone che condividono questo tipo di ideologie e pensieri. Alcuni partiti in Spagna si basano ancora sull’odio verso la sinistra, i catalani, gli immigrati e gli omosessuali, tra gli altri. Tra loro Alianza Nacional, fondata nel 2005, la Falange Española de las JONS o il Movimiento Social Republicano sono i partiti più importanti di estrema destra, ma con scarsa o quasi nulla rappresentanza nei governi ai vari livelli; locale, regionale o statale.
Fortunatamente, queste ideologie hanno perso gradualmente terreno rispetto ad altre meno radicali, con l’inizio della democrazia in Spagna. Si tratta di partiti che fomentano l’odio e senza alcun programma politico al di là della volontà di “sbarazzarsi” di coloro che non sono di loro gradimento. Spero che nei prossimi anni si concluderanno una volta per tutte queste ideologie dannose per la società

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