La prova del fuoco per iPhone 6: ecco come reagisce a più di 3000 gradi Celsius (video)

Maltrattare l'iPhone 6 è di moda. Con una torcia per lavorare i metalli, i risultati sono questi.

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iPhone 6 all’ultima prova del fuoco. Chissà perché l’ultima moda di alcuni sedicenti esperti risulta essere quella di maltrattare i device più in voga del momento. Certo per catturare consensi online, sfruttando l’attenzione che gli utenti riservano sempre a queste mirabolanti prove.

Di certo non ha pagato di tasca sua neanche questo iPhone 6, il blogger tech noto con lo pseudonimo di “Techrax”: già noto per aver prima bollito il melafonino del 2014 nella Coca Cola e addirittura averlo cotto come un originale ripieno hi-tech per un tacchino al forno. Ora ci tocca una prova del fuoco fatta con i fiocchi, ecco come.

Non che si sia dato fuoco all’iPhone 6 con un accendino, per carità. Il dispositivo è stato acceso con una torcia alimentata con acetilene, per dirvela tutta, lo stesso strumento comunemente utilizzato per modellare i metalli. Come potete vedere nel video riportato subito qui sitto, il telefono viene posto su mattoni in cemento e poi opportunamente maneggiato con una lancia e con dei guanti ignifughi per svariati secondi. Con l’operazione, si raggiunge la temperatura limite di 6000 gradi Fahrenheit che corrispondono ai più noti 3315.6 gradi Celsius.

Inevitabile che l’iPhone 6 non risulti più funzionante ma considerando la brutalità del test, sono da evidanziare, ancora, l’esistenza dei tasti fisici e tanto più la sostanziale integrità della scocca posteriore, ancora piuttosto liscia e del suo colore originale. Nella parte finale del clip video, il colpo di grazia al device che con l’aiuto di pinze, viene spezzato a metà. Come commenta il blogger, in ultima analisi, il melafonino risulta essere più un’opera d’arte futuristica che altro.

In futuro il blogger di certo ci delizierà con nuovi test estremi. Il suo parco di iPhone 6 verrà di certo alimentato da nuovi finanziatori curiosi di conoscere i prossimi esperimenti hi-tech che nella loro chiave ironica, consentono pur sempre di misurare anche la bontà dei materiali. Alla prossima puntata, dunque.

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