Claudio Poggi, storico produttore di Terra Mia, racconta Pino Daniele in un’intervista ad Optimagazine

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Siamo Lazzari Infelici“, “Senza Pino è un Giorno Che non Va“, “L’alleria se ne va“, “Napule è…Pino“: centinaia sono stati i messaggi che il pubblico di Pino Daniele ha tributato al cantautore scomparso nei giorni scorsi. I fan, le istituzioni, il mondo della musica e del cinema hanno ricordato Daniele nelle ultime ore riconoscendogli quel ruolo-chiave nella cultura del del nostro Paese che è proprio dei Grandi.

Il ‘Corriere della Sera’ dedicherà una pubblicazione speciale a Pino Daniele il prossimo 15 gennaio, mentre una petizione di fan del ‘nero a metà’ chiede l’intitolazione dell’Aeroporto Internazionale napoletano di Capodichino al musicista scomparso, proprio come avvenuto a Liverpool con John Lennon.

Il mito/Daniele parte da lontano, dalle leggendarie registrazioni di “Terra Mia”, l’album d’esordio del musicista partenopeo, pubblicato nel 1977. Un disco su cui pochi avrebbero scommesso. Un long playing che conteneva la canzone-simbolo di Pino Daniele, quella “Napulè è” oggi cantata da milioni di persone in mezzo mondo.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Claudio Poggi, che di quel 33 giri era il produttore e che negli ultimi decenni è stato protagonista della scena musicale italiana:  “L’album venne registrato negli studi romani ‘Quattro 1’ di Claudio Mattone e, appena ascoltai la base strumentale del brano ‘Napule è’ e gli archi registrati dal Maestro Antonio Sinagra, rimasi senza fiato. Ero molto emozionato per il risultato, ma nessuno del nostro staff avrebbe mai immaginato che quella canzone sarebbe stata identificata con Napoli al punto da diventarne un simbolo musicale e culturale“.

Claudio Poggi primo produttore di Pino Daniele

Claudio Poggi primo produttore di Pino Daniele

Tutto ebbe inizio con una audiocassetta contenente quattro provini di altrettante canzoni, registrate a Napoli. Fui molto colpito da quei brani – ‘Che Calore!’, ‘Furtunato’, ‘Terra Mia’ e ‘Libertà’ – e mi misi subito in contatto con la EMI” aggiunge Poggi. Il resto è, naturalmente, storia della Musica italiana.

Ma chi potrà raccogliere l’eredità di Pino Daniele nei prossimi anni? “Devo premettere che personaggi della grandezza di Pino sono – a mio parere – irripetibili, ma ritengo che un autore come Enzo Gragnaniello abbia oggi una grande forza espressiva e ancora molto da raccontare“.

Commenti (1):
Massimo Amatiste

Ho letto e ascoltato la bellissima intervista a Claudio Poggi ma postando su internet è scomparso l’audio come mai? Grazie…

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