Good Kill – la guerra moderna di Ethan Hawk

Ethan Hawk, nuovamente diretto dal regista Andrew Niccol, si rende protagonista di una guerra veloce, efficace e dall’apparenza quasi virtuale. In Good kill l’attore è il pilota di un drone che stermina terroristi talebani dalla comodità di un ufficio. Ciò nonostante non riuscirà ad evitare dubbi ed angosce legate agli scenari bellici: si resta umani nonostante tutto?

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Che la tecnologia, anzi, le tecnologie abbiano cambiato il nostro stile di vita, il nostro quotidiano, e non solo, è cosa risaputa, evidente. Parlare di rivoluzione tecnologica è alquanto generico, ma allo stesso tempo veritiero. E la tecnologia sta cambiando in fretta anche il modo di fare la guerra. Forse, paradossalmente, si potrebbe dire che le tecnologie stanno rendendo gli scenari bellici sempre più impersonali: lo so è un’affermazione che potrebbe risultare sicuramente beffarda e stridente sotto certi aspetti.

 

È però lo spunto riflessivo che rende notevolmente interessante Good Kill, pellicola che vede protagonista l’attore Ethan Hawk, di nuovo insieme allo sceneggiatore e regista Andrew Niccol, nel ruolo di un ex pilota di caccia che prosegue la sua guerra in un ruolo di continuità ma allo stesso tempo relativamente nuovo: combatte i talebani pilotando un drone adibito al bombardamento ed all’eliminazione fisica a distanza dei nemici. Dalla sua base operativa di Las Vegas, il militare svolge la sua giornata di lavoro in una apparente e surreale routine, per certi versi simile a quella di qualunque impiego. Scoprirà però, un po’ alla volta, che l’eredità del suo lavoro è come un veleno a lento rilascio: con la sua dose crescente di dubbi e amarezze, la psicologia del soldato affronterà i suoi demoni personali, tipici di molte guerre, che penetreranno la coscienza al pari di un ago tossico.

 

Uomini addestrati a uccidere, che tuttavia non riescono ad evitare una resa dei conti, prima o poi, con quell’amara verità che oggettivizza qualsiasi conflitto: non è nient’altro che un’estrema sintesi dell’assurdo. È questo il messaggio che sembra partire dalla pellicola. E perciò fa sempre piacere vedere film che pongono sempre più l’accento lì dove è giusto che venga messo: non esiste aberrazione più abominevole che quella di portare all’eliminazione fisica legalizzata, pianificata e ideologizzata. Al di là delle ragioni. La guerra, le guerre, anche se rese più moderne, porteranno comunque solo eterne sconfitte. Anche ai vincitori.

 

Good kill uscirà nel Regno Unito il 10 aprile, di seguito c’è il trailer.

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