Stasera in tv c’è “Una poltrona per due”: allora è Natale!

In prima serata su Italia 1 c’è la coppia Dan Aykroyd-Eddie Murphy, protagonista della divertentissima commedia di John Landis diventata uno degli appuntamenti immancabili delle feste. Un film di cui conosciamo ogni battuta, e che puntualmente rivedremo.

Valutazione:
133
CONDIVISIONI

S’è c’è Una poltrona per due allora è Natale. Il film di John Landis del 1983 è diventato uno degli appuntamenti classici delle feste. Assomiglia poco alle zuccherose pellicole per famiglie tipiche del periodo. C’è solo una blanda ambientazione natalizia: per il resto è una commedia sul poco sentimentale mondo della finanza, condita con tentativi di suicidio, parolacce e scene di nudo. Non sembra la ricetta del film di Natale! Dunque?

Partiamo dalla storia, arcinota: i fratelli Duke (Ralph Bellamy e Don Ameche), magnati della finanza, fanno una scommessa. Convinti che il successo dipenda dall’ambiente, gettano sul lastrico il loro direttore Winthorpe (Dan Aykroyd), facendolo passare per ladro e spacciatore. Al suo posto prendono il poveraccio Valentine (Eddie Murphy). Accade quanto previsto: il raffinato Winthorpe, abbandonato da tutti, scende i gradini dell’abiezione; Valentine non solo si trasforma in un capace manager, ma assume anche gli atteggiamenti conservatori del mondo in cui è arrivato. Ma le due cavie scoprono la macchinazione e si alleano per vendicarsi.

Con una trama del genere si poteva costruire una sulfurea commedia sui conflitti di classe: ma Una poltrona per due sceglie il tono raddolcito della farsa, dominato dall’omerica risata di Eddie Murphy, che stempera qualunque tensione. Certo, c’è una vena demenziale, come nella sequenza del treno in cui si raggiunge, con la gag dei gorilla, il momento di comicità più grossolana.

Manca però all’appello l’anarchia: quella che Landis aveva profuso a piene mani nei suoi scomposti capolavori, Animal House e The Blues Brothers. Ma allora c’era il mercuriale John Belushi, l’attore (e il corpo) più sovversivo d’America. Morto tragicamente lui il cinema comico ha cambiato strada. Landis ha optato per film molto più corretti formalmente, come Tutto in una notte e Il principe cerca moglie, ma meno corrosivi. Aykroyd, solo tre anni prima l’allampanato ed enigmatico Elwood Blues, si è trasformato in un divo per famiglie, magnifico entertainer di commedie e blockbuster alla Ghostbusters.

Intendiamoci, Una poltrona per due è un divertentissimo congegno comico a orologeria, che ha anche il merito di ripescare due glorie della Hollywood classica, Bellamy e Ameche, indovinati fratelli Duke, che dànno al film un fascino particolare. Si vuole solo sottolineare un cambio di tono e atmosfere: un processo caratteristico di tutto il cinema americano del periodo, passato dagli umori critici e libertari della New Hollywood degli anni Settanta alle più irreggimentate produzioni del decennio successivo.

C’è però un colpo che Landis mette a segno, non riuscito nemmeno al Frank Capra di La vita è meravigliosa – a proposito di classici natalizi, quello è l’indiscusso campione del genere. Lì James Stewart si oppone vanamente al magnate capitalista che ha in pugno la città. Qui invece Winthorpe e Valentine mandano a gambe all’aria l’impero dei cinici fratelli Duke, con grande soddisfazione degli spettatori. Ma poiché il Landis anni Ottanta è diventato buono, in un film successivo offre loro l’occasione per risalire la china. La stessa bonomia che illumina Una poltrona per due: forse è questo il segreto che l’ha reso un classico del Natale.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.