Prezzo Nexus 6 ballerino: Italia come Cina, tassazione ci penalizza

Il Nexus 6 costoso in Italia. Fortunati americani e britannici, compagni di avventura i cinesi.

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Il prezzo del Nexus 6 è stato molto discusso fin qui: il cambio di rotta per Google che ha optato per un device dalle caratteristiche hardware migliori ma anche dal costo in linea con i più blasonati dispositivi Apple o Samsung continua a far nascere critiche. Se poi la situazione in alcuni paesi, compresa l’Italia, è peggiore  che in altri, non c’è da stupirsi che si arrivi quasi a parlare di scandalo.

L’uscita del Nexus 6 in Italia è ancora in stand-by, nonostante la buona notizia delle ultime 24 ore secondo la quale la distribuzione del googlefonino è partita negli Stati Uniti. La pagina di acquisto del Nexus 6 sul Play Store italiano è già attiva ma con un prezzo segnalato di 649 euro per la versione da 32 GB e 699 euro per quella da 64 GB.

Ma il prezzo del Nexus 6 è identico ovunque? Naturalmente no e  l’Italia fa ancora da Cenerentola della situazione. Il caso più emblematico, proprio quello degli Stati Uniti, dove il device è venduto per le due versioni a 649 e 699 dollari: convertiti in euro, è possibile segnalare una differenza di costo maggiore di 100 euro. Migliore la situazione anche nel Regno Unito dove gli stessi esemplari vengono venduti a 499 e 549 sterline, rispettivamente 624 e 686 euro. Qui il gap è minore ma in ogni caso evidente. A chi si avvicina invece il caso italiano? Niente di meno che alla Cina. Notizia di queste ore è che il googlefonino verrà venduto nell’immediato anche nel paese orientale al costo di 4999 Yuan per la versione da 32 GB, ossia 651 euro.

La colpa del prezzo del Nexus 6 maggiorato di chi è, in Italia come in Cina? Nel nostro paese (e forse anche in Cina), possiamo ben dire che la tassazione è la principale indiziata del gap più o meno evidente con USA e Regno Unito. Il tanto dibattuto “equo compenso” incide sulla vendita del dispositivo Google come su tutti gli altri della concorrenza e come al solito, le principali vittime di tutto ciò sono i consumatori finali.

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