Supplente via dalla scuola. Ciao a sesso e pazza gioia

La Riforma Giannini potrebbe chiudere un'epoca nella scuola italiana. Abolita la supplente che per la mia generazione, post papiro, era un'icona sexy, una vacanza improvvisa, il via libera a qualche ora di pazza gioia tra i banchi. Ed il destino ha voluto che a cancellare la supplente, mito di tante generazioni studentesche, sia stata la Giannini primo ministro in topless della storia repubblicana

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Abrogato supplente nella scuola italiana. Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha decretato la condanna a morte del supplente nell’ambito della più ampia manovra di riordino della scuola italiana.

Addio supplente, dunque. Si chiude un’epoca felice per generazioni di studenti che alla parola supplente associano dolcissimi ricordi al femminile. Peccato che a chiudere la gloriosa storia della supplente abbia provveduto proprio la Giannini il primo ministro in topless della storia repubblicana.

Ai miei tempi, poco dopo la sostituzione dei papiri con la carta, la supplente era un’insegnante giovanissima e carina. Più la materia era “minore” più la supplente era bona. Frequentavo il Liceo Classico. La supplente di Latino e Greco di solito era bruttarella, quella d’italiano passabile; la supplente d’Inglese madrelingua aveva un’intrigante nota d’erotismo esotico; la supplente di Ginnastica avrebbe totalizzato il top di visualizzazioni su youporn se fosse stato già inventato.

E ad eccitare le fantasie erotiche dedicate alla supplente una vasta cinematografia scolastica con le mai troppo rimpiante Gloria Guida e Edwige Fenech tanto per darvi un’idea del genere. Insomma la supplente era un’icona sexy che rendeva piacevole volgere lo sguardo verso la cattedra dove di norma sedevano professori severi e professoresse arcigne.

La supplente compariva all’improvviso. I titolari di cattedra non annunciavano la loro assenza in anticipo. Quando la sconosciuta insegnante compariva sull’uscio dell’aula un urlo di liberazione: niente interrogazioni, niente mega assegni a casa, niente di niente per uno o più giorni.

Una pazza gioia indicibile che la malcapitata tentava vanamente di smorzare ben sapendo che noi studenti carogne non ci saremmo infischiati per nulla della sua fragile autorità. Certo quando era destinata a restare per periodi più lunghi qualche cosina pur si faceva: ma vuoi metter a confronto la dose quotidiana di una versione di latino ed una di greco comminata dalla titolare con le cinque frasette della supplente ?

Supplente uguale vacanza fanciullesca, fantasie erotiche prive di malizia, piccole beffe innocenti. Come quella d’inventare l’alunno Zorro Diego ed urlare tutti insieme assente quando la supplente ne declamava il nome facendo l’appello.

Addio cara supplente, lieve conforto della fatica scolastica. E’ stato bello star in aula con te e gli studenti prossimo venturi non sapranno mai bene cosa si sono persi.E facezie a parte speriamo che il precariato dei supplenti venga finalmente risolto con equità e nella prospettiva di migliorare l’offerta didattica ed i servizi scolastici

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