Optima Erasmus 2014 va in vacanza, il saluto di Francesca Sorrentino

Studentessa Optima Erasmus a Granada

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Cala il sipario sulla prima edizione di Optima Erasmus 2014 e Francesca Sorrentino, studentessa Optima Erasmus a Granada, da poco tornata a Napoli, ci saluta con un bilancio della sua esperienza Erasmus.

Come ti senti ora che il tuo Erasmus è giunto alla conclusione?

Credo che venire qui sia stata una delle cose piu belle che mi potesse capitare. Ho avuto mille difficolta e problemi che nemmeno lontanamente avrei mai immaginato. Ho sopportato il freddo (con neve), quello vero che ti gela nelle ossa ed il caldo torrido di questa zona un pò arida. Ho visto paesaggi unici, boschi, campagne, mare, zone desertiche. Ho scalato montagne (in senso metaforico), mi sono relazionata con persone di tutte le etá, in tutti i modi, lingue, gesti, attraverso la musica, il ballo. Ci sono state incomprensioni, momenti tristi, gioiosi, abbandoni, amicizie lontane ma relativamente vicine. Ho viaggiato e ho provato nuove cucine. Ho lavato, stirato, cucinato, pulito casa e ho fatto la spesa. Sono andata dal medico e al commissariato. Ho conosciuto persone fantastiche, ho cambiato 3 case e non so in quanti ostelli ho dormito. Ho avuto fame…e una gran voglia di conoscere il mondo circostante, quello fuori frontiera, oltre l’oceano. Ho sentito mancanze, in parte colmate dalle visite. Ho visto persone che si sono allontanate ed altre che si sono dimostrate dei veri Amici. Ho trovato persone a cui voler bene sul serio. Ho dato tanto, ma a volte, ricevuto molto poco. Mi sono divertita, ho vissuto una vita per me surreale e non…Sono felice per tutto e triste come per ogni cosa che sta per terminare. Sono migliorata, ho ricevuto molti complimenti, mi sento ricca, ricca dentro…Questo sará il mio ricordo di Granada e non vorrei cambiarlo per nessun altra cosa.
Non ho intenzione di vivere qui perche si perderebbe tutta la magia e l’immaginario costruito. Conto pero di ritornarci non da turista, perche una parte di me apparterrá sempre a questa cittá, ma come viaggiatrice ed esploratrice del mondo, sempre alla ricerca della novitá. Ho deciso di cominciare questa pagina del mio diario cosi, con un pensiero non alimentato dalla mente bensí dal cuore. Ho sognato l’Erasmus da sempre e finalmente questo sogno si è avverato ma, ahimé, come ogni cosa ha un proprio inizio e fine. Voglio dare una chiave di lettura diversa proprio a quest’ultima parola “Fine”, non come conclusione di un evento, avvenimento bello o brutto che sia, ma intenderlo con il significato inglese di “Bene”, che indica che ci sará almeno un lato positivo, rassicurante e buono. È cosí che voglio descrivere il mio Erasmus,  ovvero come qualcosa che ha apportato solo benessere e miglioramento alla mia persona.

Come è stato invece l’inizio del tuo Erasmus?

L’8 febbraio 2014 atterrai a Malaga e cominciò la mia apocalisse. Aereo in ritardo di un’ora e mezzo, tempesta, perdo l’autobus e la casa che avevo riservato tramite internet, beh non era proprio quella che mi sarei aspettata. Penso di essere stata una delle poche Erasmus ad aver cambiato ben 3 case da febbraio a luglio, senza contare i numerosi ostelli (durante i vari viaggi) e l’ultima settimana di luglio, una volta terminato il contratto sono stata ospite in ben altre due case!!! Ammetto che la situazione non è stata per niente delle migliori. A volte siamo cosi sicuri delle nostre scelte e decisioni che sono proprio quelle che alla fine ci deludono e creano piú problemi. Ho imparato cosa significhi convivere con persone totalmente differenti da noi e questo mi ha aiutata a riflettere e pensarci mille volte prima di agire e dire qualcosa ai danni dell’altra persona. Ho imparato ad annullare qualsiasi forma d’egoismo che ognuno di noi nel suo piccolo possiede per natura e ho cercato di prodigarmi verso gli altri, capire ed approcciami a persone con culture e pensieri totalmente differenti dai miei e questo ha fatto di me, senza dubbio, una persona migliore e decisamente piú matura. Nei momenti piú difficili e di solitudine ho capito quanto fosse importante ricevere l’abbraccio da una persona a te cara, incrociare un suo sguardo e sentirti rassicurata, ma questo no, non puó accadere e allora bisogna farsi forza e contare solo ed esclusivamente sulle proprie forze.

Parlaci della tua esperienza all’Università di Granada, so che anche lì non sono mancati alcuni problemi…

Vivere a Granada mi ha aiutata anche a migliorare la conoscenza della lingua e cercare di arricchire il mio bagaglio culturale con l’utilizzo di nuove espressioni e modi di dire che solo chi vive direttamente sul posto puó apprendere. Ho frequentato la Ugr (Universidad de Granada) che secondo alcuni punti di vista si è dimostrata un eccellente ateneo, efficiente e disponibile alle richieste di noi studenti, anche se a volte quasi mi sembrava di non notare nessun cambiamento rispetto alla mia universitá, a causa di proteste studentesche, assenteismi dei professori senza avvisare e a volte troppa arroganza e poca professionalitá da parte dei professori. Ho notato però che in Spagna il rapporto che si crea tra alunni e professori è totalmente diverso rispetto a quello italiano. Prima di tutto la classe è sempre formata da 30-40 ragazzi al massimo, che danno del tu al proprio docente e che spesso indossano un abbigliamento non del tutto consono all’ambiente universitario. Ebbene si, ammetto di essere stata in classi con persone seminude che camminavano scalze in classe e con una filosofia di vita del tutto particolare della serie “Vivi e lascia vivere”, per rendere un pó l’idea. Ho cercato di approcciarmi e creare almeno un rapporto civile con queste persone, ma delle volte è stato cosí difficile che ho stretto piú amicizia con le mura e il mio foglio piuttosto che con loro! Nonostante questa breve parentesi, gli spagnoli sono un gran popolo. Mi sono sentita amata ed apprezzata e questo lo devo soprattutto ai coinquilini della mia terza casa, Carlos, Sergio e i loro amici che mi hanno trattata come una sorella. Abbiamo condiviso momenti unici insieme, piú forti ed intensi rispetto agli altri (nonostante abbia vissuto con loro appena due mesi), ma come ben sappiamo, ció che importa non è la durata del momento ma l’intensitá con cui viviamo ogni istante e cosí è stato con loro. Ho scoperto durante questi mesi l’importanza di catturare ogni momento della nostra vita, un sorriso, una lacrima, il sole, la pioggia, per poi ricordarci di quell’attimo nei giorni, mesi ed anni a venire.

Durante il tuo Erasmus hai viaggiato tanto, ma so che hai una destinazione speciale nel tuo futuro…

Non ho rinunciato a viaggiare, mia piú grande passione da piccola ed è per questo che ho visitato numerosissime mete ed ognuna di esse,mi ha lasciato un insegnamento. Vorrei ricordare in maniera particolare il mio viaggio ad Ibiza, durante il quale sono stata derubata in camera d’albergo. Questa esperienza per quanto negativa possa essere, la ricorderó sempre con il sorriso sulle labbra, poiché non mi era mai successo di ricevere cosi tante chiamate dalla polizia in un giorno solo, ad esempio, ed anche perché ho capito che devo sempre essere lungimirante, cercare di essere previdente, non lasciarmi abbattere e di contare ancora una volta sulle mie forze e godermi la vita come viene…Nonostante la grande esperienza di vita, perché per me questo è stato, non ho mai abbandonato le mie origini e i miei piccoli sogni nel cassetto che custodisco gelosamente in un angolo del mio cuore. Chi mi conosce bene, sa del mio debole per la capitale francese, alla quale sono legata poiché ha segnato eventi importanti della mia vita che non posso e non voglio cancellare e/o dimenticare. Nonostante le mie numerosissime condivisioni della cittá granadina, ho sempre dedicato un angolino alla mia Parigi, come per dimostrare che le passioni, quelle vere, non ci abbandonano mai, anzi dobbiamo sempre portarle avanti con fierezza. L’immagine che ho nella mia mente è quella di una ragazza felice, passeggiando per le strade parigine, con un lavoro che soddisfi e lo sfondo di una cittá immensa, con i tetti fumanti e i giardini della torre Eiffel ricoperti di neve. Chissá se tutto questo si avvererá, so solo che questo posto magico suscita in me sensazioni uniche ed indescrivibili, un amore incondizionato che va oltre ogni cosa…Per ora resto con i piedi per terra, voglio godermi al massimo ogni singolo ricordo che quest’esperienza spagnola mi ha regalato. Oggi mi sento una donna nuova, decisa, indipendente, forte e coraggiosa. Oggi inizieró a lavorare per un nuovo progetto, il suo nome è “VITA”!!!!

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