Ender’s Game, recensione

Ender's Game, recensione

Ender’s Game, recensione

Demoni, streghe, vampiri, zombie, angeli, licantropi. Ci hanno provato in tutti i modi a realizzare un nuovo teen movie di successo ma nella quasi totalità dei casi l’esito non è stato fortunato. Eppure sarebbe bastata una semplice accortezza, mettere la parola game nel titolo.

Dopo il buon riscontro ottenuto da Hunger Games infatti ecco arrivare una nuova pellicola che appare come un’oasi in quel deserto di idee in cui abbiamo vagato nell’ultimo periodo (parlo ovviamente del tipo di film citato prima).

Merito sicuramente di un romanzo scritto in tempi non sospetti, di un genere finalmente diverso, e di una sceneggiatura che è riuscita nel difficile compito dell’adattamento senza perdere colpi rispetto al soggetto originale. Dunque, nell’ordine, complimenti a Orson Scott Card, autore di Ender’s Game pubblicato nel 1985, alla fantascienza che se ben utilizzata dimostra ancora una volta il suo grande appeal e a Gavin Hood che non solo ha diretto brillantemente la pellicola ma ne ha anche scritto la sceneggiatura.

Altra menzione speciale meritano poi il sedicenne Asa Butterfield per la giusta intensità e la maturità con cui affronta il personaggio rendendolo sopportabile anche a chi di teen movie non vuole sentirne parlare, e agli attori Harrison Ford e Ben Kingsley capaci di essere grandi anche in parti minori. Il secondo più del primo.

Ender’s Game è un film maturo che riesce finalmente a sfruttare l’adolescenzialità dei protagonisti per evidenziare il contrasto di temi pregnanti e profondi che non dovrebbero essere, almeno non ancora, di loro competenza. Ender’s Game, ambientato nel futuro, racconta la storia del giovane Ender Wiggin, rivelatosi un geniale stratega, a cui sarà affidato il compito di difendere la Terra nella nuova guerra contro una razza aliena ostile.

Ender’s Game arriva nelle nostre sale giovedì 31 ottobre. Il trailer lo trovate qui.

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