Il mondo di Arthur Newman – recensione

Il mondo di Arthur Newman - recensione

Il mondo di Arthur Newman – recensione

Il mondo di Michaela, questo forse sarebbe stato il titolo più azzeccato di questo film, essendo lei, la protagonista femminile il personaggio più interessante. Un personaggio meglio curato dallo script e a cui Emily Blunt (Il diavolo veste Prada, Looper) conferisce maggiore spessore rispetto al suo co-protagonista maschile. Una cosa non da poco visto che l’attore che divide la scena con lei è il premio Oscar Colin Firth.

Ma veniamo alla trama. Il mondo di Arthur Newman racconta la storia di un impiegato frustrato da una vita che non sente più sua. Lui, campione di golf mancato, vive oggi di una routine che lo soffoca così come la sua situazione sentimentale e il difficile rapporto con il figlio adolescente. Wallace Avery decide così di dare un taglio a tutto e inizia una nuova vita con il nome di Arthur Newman. Il nome è quello di un ex campione di golf, ed è il giusto punto di partenza per vivere la vita che avrebbe sempre sognato. Una vita che si complica, o si migliora dipende dai punti di vista, con l’incontro di Michaela Fitzgerald, anche lei in fuga dai suoi problemi. Immersi in questo nuovo gioco i due iniziano un viaggio senza freni che li porterà ad intrufolarsi nelle case di altre persone e ad assumerne di volta in volta l’identità.

Il mondo di Arthur Newman segna il debutto alla regia di Dante Ariola, autore apprezzato di spot pubblicitari, che commette probabilmente l’errore di affidarsi troppo a una sceneggiatura che rimane sempre superficiale, relegando il film ad una commedia leggera, godibile, ma che con il giusto approfondimento sarebbe potuta volgere verso obiettivi più ambiziosi.

Il mondo di Arthur Newman arriva nelle nostre sale oggi 5 settembre. Il trailer lo trovate qui.

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