Mark Zuckerberg vittima di se stesso.Quando la privacy diventa un boomerang

Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg ha visto violare la sua privacy dalla creatura da lui stesso generata.
Il destino ha voluto che ciò accadesse qualche giorno dopo il lancio della nuova applicazione Facebook: Poke. L’app gratuita, permette all’utente di poter inviare messaggi, foto e video che si autodistruggono dopo pochi secondi. Ideale per chi non vuole vedere diffondere in rete immagini o notizie legate alla propria vita privata, oppure filmati compromettenti.

 

 

Nel caso in cui si riponga bassa fiducia nei confronti del destinatario, evitando che possa fotografare il messaggio prima che si autodistrugga, l’applicazione permette di impostare il tempo, anche un secondo, di autodistruzione.
Ritornando alla incresciosa situazione che ha coinvolto Zuckerberg, in rete è stata diffusa una foto in cui, il creatore del social network insieme alla famiglia, sono intenti a provare la nuova applicazione “Poke”.
La diffusione è avvenuta a causa di una distrazione della sorella di Mark Zuckerberg, la quale ha ben pensato di inviare il ritratto familiare ai suoi amici. Ciò che sarebbe dovuto rimanere privato, ha fatto immediatamente il giro della rete, entrando in possesso di una giornalista, iscritta agli aggiornamenti della pagina Facebook della sorella di Mark, che cogliendo l’occasione al volo ha postato la foto sul suo profilo Twitter, esponendola alla mercé di tutti.
In seguito a tale disagio, la giornalista ha fatto marcia indietro chiedendo scusa per l’inconveniente creato.
Il tutto dovrebbe spingere Mark Zuckerberg, e quindi Facebook, a far fronte alla delicatissima questione della privacy, che questa volta ha fatto una vittima illustre.

Lascia un commento

NB La redazione si riserva la facoltà di moderare i commenti che possano turbare la sensibilità degli utenti.